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Il cortocircuito tra Potenza e Matera annulla la qualità urbana lucana

  • Postato il 10 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Il cortocircuito tra Potenza e Matera annulla la qualità urbana lucana

Il Quotidiano del Sud
Il cortocircuito tra Potenza e Matera annulla la qualità urbana lucana

Il cortocircuito tra Potenza e Matera annulla la qualità urbana lucana: Il report Ambiente Urbano fotografa una Basilicata che si penalizza da sola.


Potenza e Matera viaggiano a velocità opposte e assieme annullano i progressi per la crescita della qualità della vita dell’intera regione. Il report Istat sull’Ambiente Urbano 2024 pubblicato ieri, rivela un clamoroso divario incrociato: Potenza è l’ottava isola verde d’Italia ma fallisce sui rifiuti al 42,3% di differenziata; Matera è un modello di riciclo al 75,3% ma resta quasi appiedata nei trasporti urbani.

Il verdetto delle nuove tabelle Istat non lascia spazio alle interpretazioni burocratiche e rileva un quadro poco confortante sulle ambizioni di transizione ecologica della regione. Un dossier che denuncia un cortocircuito tutto lucano, una condizione speculare in cui i punti di forza di una città rappresentano i punti di debolezza dell’altra. Potenza e Matera si guardano da lontano, si completano sulla carta ma non si parlano nei fatti, dimostrando l’incapacità di fondere le rispettive eccellenze in un unico e coerente modello di sviluppo integrato.

Il capoluogo regionale si prende la scena nazionale per la sua ricchezza naturale, infatti, Potenza si piazza all’ottavo posto assoluto in Italia per verde urbano pro capite, offrendo ai suoi abitanti l’incredibile cifra di 102,6 metri quadrati di natura a testa. Un dato monumentale se confrontato con la media nazionale dei capoluoghi che arranca a quota 33,7.

QUALITÀ URBANA: I RIFIUTI A POTENZA E IL RISCATTO CIVICO DI MATERA

La forestazione urbana potentina, con i suoi 150.000 metri quadrati di nuovi impianti, racconta la storia di un territorio salubre. Eppure, questa enorme cattedrale verde sembra quasi fare da paravento a un clamoroso blackout civile sul fronte dei rifiuti urbani. Fermarsi a una quota di raccolta differenziata del 42,3% significa restare inchiodati all’ottantunesimo posto della graduatoria, sprecando risorse e accumulando ritardi storici rispetto ai target europei. La città soffre anche sul versante dell’efficienza energetica, esibendo un consumo finale complessivo di ben 84,3 Tep (consumi energetici) ogni cento abitanti che la spinge nei bassifondi della classifica, al novantaquattresimo posto. Un bilancio pesante, certamente aggravato dalle rigide temperature invernali dell’Appennino lucano, ma che denuncia anche la mancanza di interventi radicali di coibentazione e isolamento termico del patrimonio edilizio.

Spostando l’obiettivo verso la città dei Sassi, lo scenario si inverte in modo spettacolare, Matera pulisce la propria immagine e si trasforma in una gemma civica della raccolta differenziata. Con il   è75,3% di rifiuti correttamente separati, la perla lucana non solo sbriciola l’obiettivo di legge del 65%, ma agguanta la quindicesima posizione in Italia, inserendosi di diritto nella fascia di merito presidiata storicamente dai centri più virtuosi del Nord-Est. I cittadini materani sanno come differenziare, dimostrano una maturità ecologica da primato e mantengono anche i consumi energetici complessivi su livelli decisamente più leggeri, fermandosi a 44,4 Tep per cento abitanti, un quattordicesimo posto nazionale che sa di efficienza.

MOBILITÀ URBANA E CRITICITÀ DEI TRASPORTI

Tuttavia, il miracolo materano si inceppa quando si scende in strada e si analizza la mobilità collettiva. Il trasporto pubblico locale è una nave fantasma. Con appena 7,9 passeggeri annui per abitante, la città registra uno dei dati più bassi e deprimenti dell’intera nazione, scivolando alla centoduesima posizione su centonove capoluoghi. L’offerta del servizio, bloccata a un magro 928 posti-chilometro per abitante, è talmente ridotta da scoraggiare chiunque, spingendo la popolazione materana verso l’uso esclusivo e soffocante dell’auto privata. Nemmeno la flotta dei bus brilla per ricambio ecologico, fermandosi a un modesto 35,7% di mezzi a basse emissioni rispetto al più rassicurante 57,1% esibito da Potenza.

Matera possiede 10,4 chilometri di piste ciclabili, un’arteria di mobilità leggera che Potenza vede come un miraggio dall’alto dei suoi miseri 1,8 chilometri, ma la mancanza di un sistema di trasporti integrato e frequentato tarpa le ali alla città dei Sassi. In questo gioco di specchi dove l’una eccelle dove l’altra fallisce, esiste purtroppo un terreno comune in cui le due sorelle lucane si scoprono ugualmente fragili, attanagliate dalla condanna strutturale.

POTENZA MATERA QUALITÀ URBANA A POTENZA E MATERA: LE PERDITE IDRICHE E IL BILANCIO DELL’ECO-MANAGEMENT

È il grande dramma delle risorse idriche, un disagio intollerabile per una terra che della ricchezza dei suoi invasi ha fatto una bandiera. Le reti di distribuzione della Basilicata sono un colabrodo che fa acqua da tutte le parti. Potenza disperde nel sottosuolo il 43,4% del volume idrico immesso, posizionandosi al sessantottesimo posto. Matera riesce a fare persino peggio, superando la barriera psicologica della metà della risorsa: il 51,8% dell’acqua potabile svanisce prima di arrivare ai rubinetti, relegando il comune all’ottantaquattresimo posto. Più di un litro su due si perde nel silenzio di tubature vecchie, mentre la regione affronta ciclicamente lo spettro della siccità e del razionamento.

Il quadro della qualità dell’aria completa questo quadro, le dimensioni contenute dei due centri e la scarsa pressione industriale tengono i livelli di biossido di azoto ampiamente entro le soglie di allarme, regalando a Matera un eccellente dodicesimo posto nazionale (13,5 microgrammi per metro cubo) e a Potenza un buon trentunesimo posto (18,5 microgrammi). Ma l’estate presenta un conto salato sotto forma di ozono troposferico. Nei mesi caldi, la morsa dello smog fotochimico non risparmia la regione, facendo registrare 26 giorni di sforamento dell’obiettivo della salute a Potenza e 18 a Matera.

POTENZA ACCELLERA SULLA TRANSIZIONE DIGITALE, MATERA SI ARENA

Anche l’eco-management ricalca l’andamento del territorio. Potenza accelera sulla transizione digitale, offrendo il 50% dei suoi servizi comunali in modalità interamente telematica e garantendo al cittadino un rapporto snello con la macchina pubblica. Matera si arena invece all’ottantaseiesimo posto, ferma a un magro 23,1% di digitalizzazione che costringe ancora a lunghe trafile burocratiche. Il report Istat, in definitiva, non descrive una regione arretrata, ma una regione incompiuta, incapace di unire il polmone verde e la digitalizzazione di Potenza con il rigore civico dei rifiuti di Matera. Finché questi due mondi resteranno separati, la Basilicata continuerà a correre con una gamba sola.

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