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Il commissario dell’Asp, Battistini: «Tornare a Vibo è positivo ma carica anche di ulteriori responsabilità»

  • Postato il 6 ottobre 2026
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Il commissario dell’Asp, Battistini: «Tornare a Vibo è positivo ma carica anche di ulteriori responsabilità»

Il Quotidiano del Sud
Il commissario dell’Asp, Battistini: «Tornare a Vibo è positivo ma carica anche di ulteriori responsabilità»

Insediato ufficialmente il commissario Antonio Battistini che guiderà l’Asp di Vibo per i prossimi due anni. Prima l’incontro col prefetto Anna Aurora Colosimo e poi le dichiarazioni rilasciate al Quotidiano del Sud


VIBO VALENTIA – «Praticamente mi ha teso un “agguato”»; parole dette con un sorriso che confermano il carattere cordiale di Antonio Battistini, generale medico dell’esercito, che il presidente Occhiuto ha destinato per la seconda volta in quattro anni a guidare l’Asp d Vibo in qualità di Commissario. Il primo incarico fu al termine dell’emergenza Covid, 16 mesi in tutto in cui, a sentire almeno i commenti nell’ambiente, lasciò a Vibo un’impressione tutto sommato positiva. Negli ultimi tre anni ha guidato l’Asp di Catanzaro. Per lui si tratta dunque di un ritorno, cosa che, come vedremo, ha per lui un aspetto ambivalente.

PRIMA L’INCONTRO COL PREFETTO COLOSIMO

Lo incrociamo poco dopo mezzogiorno all’ingresso della sede di via Alighieri, proveniente da palazzo Rizzuti dove si era recato per l’incontro istituzionale con il prefetto Anna Aurora Colosimo. Non nasconde un’evidente sorpresa, il suo arrivo infatti non era stato annunciato (anche se fin da lunedì nell’azienda lo si dava per imminente), non si aspettava quindi di trovare ad attenderlo il cronista del Quotidiano del Sud. «Nessuna dichiarazione, nessuna intervista – ribadisce, cortese ma fermo – presto ci sarà un incontro stampa nel quale mi potrà chiedere ciò che vuole». Nessuna intervista dunque ma, come vedremo, qualche dichiarazione d’intenti è ugualmente arrivata.

Il “Battistini bis” giunge all’indomani del tourbillon di incarichi nella sanità calabrese deciso da Occhiuto. Per restare a Vibo, il precedente commissario Vittorio Sestito è stato destinato come direttore generale all’Asp di Cosenza, la più grande della regione. In condizioni di normalità, per Vibo la nomina di Battistini non sarebbe stata possibile. La legge però lo ha consentito perché si tratta di un’azienda commissariata per mafia. Mercoledì mattina c’è stato il passaggio di consegne con Sestito che lo ha aggiornato sullo “stato dell’arte”, sui problemi che persistono (e che continuano ad essere parecchi) e sulle cose già fatte.,

BATTISTINI: “LEGATO A QUESTO TERRITORIO E ALLA SUA GENTE”

Per Battistini, come si diceva, il ritorno a Vibo (del quale naturalmente ringrazia il presidente Occhiuto, «anche perché sono legato a questa provincia, alla sua gente») ha un doppio aspetto. Il primo, indubbiamente positivo: conosce già l’azienda e il territorio, non deve dunque perdere mesi a guardarsi attorno per farsi un’idea. Da qui il secondo aspetto, che lo carica però di responsabilità: in altri termini, visto che già conosce i problemi, la gente si attende da lui risultati rapidi. Il neo commissario lo ammette ma un po’ frena: «Le cose non s’improvvisano, in sanità meno che mai. I risultati, cioè, non si ottengono dall’oggi al domani, sono il portato di un lavoro costante, di percorsi intelligenti. Ed è quello che mi riprometto di riprendere a fare. Nei tre anni all’Asp di Catanzaro di cose ne abbiamo fatte parecchie».

ALL’ASP DI VIBO UN INCARICO BIENNALE

Ed è quello che, lascia intendere, intende fare anche a Vibo, il suo incarico è di due anni, dunque con un orizzonte temporale non molto ravvicinato, il che consente di agire e programmare senza alcuna spada di damocle.

Possiamo dire che Battistini riparte da dove ha lasciato?

«Diciamo pure così – concede, salendo le scale – anche se non è del tutto esatto perché a quanto mi risulta Sestito ha operato bene».

E allora, su quali problemi concentrarsi in prima battuta? Due o tre cose che non siano il consueto (e spesso pretenzioso) proclama d’inizio mandato…

«Quando le emergenze sono tante – sorride – non si sa da che parte iniziare. Qualcosa in più però ce l’abbiamo e sono le strutture territoriali: avviarle concretamente significa far loro assolvere la loro missione, significa fare un grosso passo avanti nella medicina di prossimità. Il che si traduce in due positività: si portano i servizi vicino alla gente, in un territorio orograficamente molto complicato come questo e, in secondo luogo, si alleggerisce il pronto soccorso, gravato da una marea di accessi impropri. Sì, il territorio avrà la nostra massima attenzione. Perché se non continueremo a potenziare il territorio, avremo vanificato tutto quello che è stato fatto. Ed ora però mi lasci andare».

Un’ultima cosa: che si sente di dire ai vibonesi?

«Che sono venuto qui per lavorare, niente passerelle (non ne ho mai fatte), maniche rimboccate e pedalare. Opereremo senza fare annunci preventivi ma dicendo le cose solo quando saranno state concretizzate».

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Il commissario dell’Asp, Battistini: «Tornare a Vibo è positivo ma carica anche di ulteriori responsabilità»

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