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Il boom delle fragilità tra gli anziani

  • Postato il 3 luglio 2026
  • Economia
  • Di Agi.it
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  • 2 min di lettura
Il boom delle fragilità tra gli anziani
Il boom delle fragilità tra gli anziani

AGI - Un anziano su due, tra chi ha superato gli 85 anni, vive completamente solo. È uno dei dati più importanti del Rapporto Censis "Invecchiare nell'Italia della longevità. Come costruire un Paese a misura di anziani", presentato a Roma. Il 36,6% degli italiani con 65 anni e più dichiara di avere bisogno di un aiuto nella vita quotidiana: vent'anni fa la quota era ferma al 18,3%. È raddoppiata. Il quadro riguarda milioni di persone. Oggi al 31,7% capita di tanto in tanto di aver bisogno di sostegno, al 4,9% capita spesso. Solo il 62,0% degli intervistati si dichiara totalmente autosufficiente, contro il 78,8% del 2006: quasi 17 punti percentuali in meno in due decenni.

Per l'89,6% dei longevi il declino fisico non si può fermare, per quanto ci si prenda cura di sé. Il 79,3% si è rassegnato al fatto che alcuni cambiamenti legati all'età siano irreversibili. Cresce una nuova consapevolezza della fragilità, diversa dalle retoriche della longevità attiva e della performance in età avanzata: per il 79,8% dei longevi accettare la vecchiaia come condizione permanente aiuta a dare più valore al presente.

 

 

L'Italia è la più vecchia d'Europa

Le persone con almeno 65 anni sono oggi il 25,1% della popolazione italiana, la quota più alta dell'Unione europea. Tra il 1951 e il 2025 i minori fino a 17 anni sono diminuiti del 38,8%, i giovani tra i 18 e i 34 anni del 18,9%. Nello stesso periodo la fascia 35-64 anni è cresciuta del 53,7% e quella degli over 65 del 248,6%. Le proiezioni Censis al 2050 indicano oltre 18,9 milioni di anziani, il 34,6% della popolazione: più di un italiano su tre.

Per gli attuali over 65 la vecchiaia comincia in media a 76,7 anni. Il 41,0% degli intervistati la colloca tra i 70 e i 75 anni, oltre il 43% dopo gli 80. Ma per il 69,4% dei longevi il vero spartiacque non è l'età anagrafica: è la perdita dell'autosufficienza. Seguono la morte di amici e coetanei (24,9%), la morte del coniuge (22,3%), il pensionamento (8,0%) e diventare nonni (4,2%). Tra gli anziani, la paura più diffusa è la dipendenza dagli altri: la teme l'82,8% degli intervistati. La morte preoccupa una quota nettamente più bassa, il 33,5%. Solo il 16,5% vorrebbe vivere fino a 120 anni. Per i longevi conta più la qualità della vita della sua durata, e soprattutto preservare l'autonomia.

La famiglia resta il primo argine

In caso di necessità, il 52,7% degli anziani conta sui figli, il 49,6% su coniugi e conviventi, il 16,0% su altri parenti. Solo l'1,9% si affida a infermieri o assistenti domiciliari delle strutture pubbliche. Il 7,8% non ha nessuno su cui contare. Al 62,3% degli anziani capita di sentirsi solo, all'8,9% sempre o spesso. Vive completamente solo il 29,5% degli over 65, quota che sale al 37,0% dopo i 75 anni e arriva al 49,9% dopo gli 85: un anziano su due.

 

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Autore
Agi.it

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