Il “batterio mangiacarne” trovato nello Stretto di Messina: ecco cosa sapere e come evitare l’infezione
- Postato il 9 agosto 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Il vibrio vulnificus, noto come “batterio mangiacarne” e che ha già provocato due vittime in Florida, è sotto osservazione nello Stretto di Messina. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, una ricerca del che risale già a 21 anni fa, condotta dall’università della città, aveva analizzato la diffusione proprio nelle acque tra la Sicilia e la Calabria e nel plancton.
Adesso che negli Stati Uniti il livello di allerta si è alzato, si è tornato a parlarne. Negli ultimi mesi, in Louisiana sono morte 5 persone, in Florida due e altre 14 hanno contratto l’infezione. Stando a un’analisi condotta da CBS News, negli USA sono segnalati ogni anno circa 100 casi, di cui un terzo sono fatali. Il Vibrio vulnificus, infatti, non è un batterio da sottovalutare. Secondo i dati che sono stati diffusi dalle autorità sanitarie, come sottolinea FanPage, una persona su cinque colpita da infezione non sopravvive. Oppure si rischiano amputazioni e ricoveri in terapia intensiva.
Il batterio vive in acque calde e salmastre, in particolare negli estuari e nelle zone costiere con temperature superiori ai 20°C. È diffuso soprattutto nei mari tropicali e temperati, ma l‘aumento delle temperature potrebbe favorire la diffusione in aree in cui prima non viveva.
È pericoloso per l’uomo attraverso due vie principali di contagio: si può contrarre ingerendo frutti di mare crudi o poco cotti, soprattutto ostriche. Può causare gastroenterite acuta con diarrea, vomito e febbre, gonfiore e dolori vari. Oppure, il contagio può avvenire con contaminazione diretta, attraverso ferite aperte ed esposte con acqua di mare contaminata. I rischi sono infezioni cutanee gravi, capaci di evolvere rapidamente in fascite necrotizzante (la cosiddetta “malattia carnivora”).
Nell’estate del 2026, con il caldo che sta toccando vette mai raggiunte prima, anche l’European Centre for Disease Prevention and Control (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha messo in guardia sulla diffusione del vibrio, intimando di fare attenzione ai frutti di mare che si mangiano, ai molluschi crudi e a fare il bagno con ferite aperte. Le aree che il centro considera più a rischio sono il tratto settentrionale del Mar Baltico, il Mar Nero e alcune parti del Mare del nord.
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