Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Il bambino che guarda la devastazione e le vittime trasportate sulle ruspe: le foto simbolo dell’alluvione in Nepal

  • Postato il 27 agosto 2026
  • Mondo
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Il bambino che guarda la devastazione e le vittime trasportate sulle ruspe: le foto simbolo dell’alluvione in Nepal

Una devastante inondazione ha colpito mercoledì mattina il nord del Nepal, nei distretti di Nuwakot e Rasuwa, al confine con la regione cinese del Tibet, a causa della piena improvvisa del fiume Bhotekoshi. L’ondata di fango e detriti, causata dal cedimento di un ghiacciaio, ha sepolto interi villaggi e strade, distruggendo edifici, ponti e un impianto idroelettrico.

Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio, ma tra le centinaia di morti accertati e gli oltre 1300 i dispersi, tra cui più di 500 sono turisti provenienti da tutto il mondo, il rischio è che si tratti di un’ecatombe. Nelle foto scattate Niranjan Shrestha per l’agenzia Associated Press è racchiusa la devastazione provocata dall’alluvione, la difficoltà dei soccorsi e la disperazione degli abitanti della zona che hanno visto l’acqua spazzare via tutta la loro vita in pochi attimi.

La Farnesina segnala che ci sono 3 italiani attualmente dispersi, uno di questi risulta essere Marco Ratto, orefice di Rapallo. Le operazioni di ricerca procedono a fatica per le condizioni del terreno e il livello dell’acqua ancora alto in alcune aree. Nel frattempo Nuova Delhi sta evacuando migliaia di persone dalle regioni nordorientali, per il timore che l’allerta non sia ancora terminata.

L'articolo Il bambino che guarda la devastazione e le vittime trasportate sulle ruspe: le foto simbolo dell’alluvione in Nepal proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti