Il 76% italiani deve ripassare il Codice della Strada: cosa emerge da un report
- Postato il 27 maggio 2026
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- Di Virgilio.it
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Il panorama della sicurezza stradale in Italia presenta una sorta di paradosso: nonostante la consapevolezza dei rischi, tanti automobilisti continuano ad adottare comportamenti pericolosi, ignorando le conseguenze legali delle proprie azioni. È quanto emerge da una recente indagine condotta da YouGov su impulso di Locauto, azienda leader nel noleggio di veicoli, nell’ambito del progetto “Locauto on tour” dedicato alla sicurezza. Lo studio, condotto a livello nazionale con un focus specifico sulla città di Roma, dipinge un quadro fatto di luci e ombre, dove l’esigenza di un “ripasso” delle regole appare come una necessità condivisa dalla maggioranza della popolazione.
La consapevolezza dell’ignoranza
Il dato di partenza è sintomatico: il 76% degli intervistati romani (contro il 71% della media nazionale) riconosce apertamente la necessità di rileggere e approfondire le norme del Codice della Strada. Questa incertezza si riflette in ambiti specifici della vita quotidiana al volante: circa il 34% dei conducenti non conosce con precisione le restrizioni vigenti per i neopatentati, mentre il 33% ammette di non sapere come comportarsi correttamente in caso di incidente stradale. Questa lacuna formativa è particolarmente sentita in seguito alle recenti novità legislative che hanno inasprito diverse sanzioni.
Distrazioni e comportamenti a rischio
L’indagine mette in evidenza una sequela di abitudini pericolose. La distrazione principale è rappresentata dallo smartphone: ben il 53% degli intervistati dichiara di utilizzarlo mentre guida, nonostante i divieti. Nello specifico, il 12% lo usa per scambiarsi messaggi, mentre il 26% effettua telefonate, un comportamento che non si ferma nemmeno su strade extraurbane (8%) o in autostrada (9%).
A questo si aggiunge un preoccupante fattore legato alle condizioni psico-fisiche: il 52% dei conducenti ammette di mettersi al volante anche quando si sente stanco, mentre il 9% confessa di trasportare occasionalmente bambini senza l’uso corretto di cinture o seggiolini. Sul fronte delle sostanze, il 32% ha guidato dopo aver consumato alcolici, e a Roma il dato relativo alla guida sotto l’effetto di stupefacenti tocca il 17%, superando la media nazionale del 14%.
Il gap sulle sanzioni e le nuove norme
Uno dei punti più critici emersi dalla ricerca riguarda la mancata conoscenza delle sanzioni più severe. Il 58% degli intervistati ignora che la patente possa essere sospesa in caso di positività ai test antidroga anche in assenza di segni evidenti di alterazione. Ancora più marcata è l’ignoranza sulle sanzioni legate all’alcol: il 70% non sa che un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l può comportare l’arresto fino a un anno e una sanzione di 6.000 euro. Di conseguenza, strumenti come l’Alcolock restano sconosciuti al 77% del campione, così come la possibilità di confisca del veicolo è ignota al 75% dei soggetti.
Note positive: cinture e velocità
Non mancano, tuttavia, alcuni segnali incoraggianti che mostrano una radicata cultura della sicurezza in determinati ambiti. L’87% degli automobilisti dichiara di allacciare sempre la cintura di sicurezza, e l’80% utilizza sistemi adeguati per il trasporto degli animali domestici. Inoltre, l’83% dimostra di conoscere correttamente i limiti di velocità autostradali e il 76% si dice pronto a compilare il modulo CID in caso di sinistro. Questi dati rappresentano una base solida da cui ripartire per promuovere una maggiore consapevolezza e responsabilità su tutte le strade italiane.