I tormenti di Spalletti e una Juventus in cerca d'autore nella disfatta contro il Sassuolo
- Postato il 14 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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La linea rossa tracciata dalla disfatta della Juventus (e dell’opera Spalletti) contro il Sassuolo consente di individuare, a quattro giornate dall’avvio, e ordinare il campionario di temi che rimangono senza risposta. Proprio contro la squadra che ha agevolato l’ascesa di Giovanni Carnevali, attuale amministratore delegato e direttore generale bianconero, la prepotenza della fragilità in difesa ha oscurato la banalità di quel che sul reparto offensivo si sarebbe potuto aggiungere. La BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini) è letteratura, ormai. Ma si può ripartire, si può lavorare e plasmare un insieme di soluzione ragionevoli. Ci vuole pazienza. E tenacia. La questione non emerge da ieri, ma da quando Lucio ha accettato di guidare in corsa la Juventus e proseguire dopo lo tsunami seguito all’addio ad Allegri.
- Il crollo annunciato della Juventus contro il Sassuolo
- Mercato a metà e infortuni: l'inventiva di Spalletti
- Le voci sulle dimissioni
- L'unica strada possibile
Il crollo annunciato della Juventus contro il Sassuolo
La stessa società, dopo aver affidato la panchina a Thiago Motta e Tudor, per ragioni diverse e nel complesso di uno spirito di rinnovamento necessario, ha virato su un allenatore esperto, maturo e in grado di muoversi anche sul fronte della comunicazione. Spalletti sa, Spalletti conosce. Gli si può imputare forse di non aver agguantato la Champions, obiettivo utile anche al prestigio e alle casse. Il mercato è stato un progetto riuscito a metà o, almeno, a metà strada tra volere e potere.
Mercato a metà e infortuni: l’inventiva di Spalletti
Secondo i rumors circolati, e riportati a suo tempo, il tecnico toscano avrebbe voluto un attaccante da area di rigore, un centrocampista centrale che sapesse dettare i tempi con una visione di gioco moderna come Lobotka, uno dei suoi pupilli, infine un terzino per rinforzare il reparto che domenica sera ha stupito (in negativo) di più. Kelly fa il suo, nei limiti noti. Bremer ha perso uomini e palloni e non è parso in serata. Vicario ancora deve dimostrare. Mancano i gol degli attaccanti, certo. La difesa, però, non compensa e non brilla. E poi c’è Spalletti. Si addossa colpe, sembra che quell’inventiva che aveva creato il mito Napoli e prima ancora Roma si sia come sopita, addormentata.
Anzi, la fase difensiva è sembrata il principale assente, la causa prima del black out contro il Sassuolo che in una nemesi inattesa ha visto iniziare Seba Esposito e chiudere con Adzic che non ha esultato contro la “sua” Juventus. Un rispetto che non cancella l’evidenza. I gol bianconeri sono arrivati da Zhegrova, con la valigia fino all’ultimo giorno di mercato. Le assenze hanno imposto soluzioni estreme e non certo congeniali: Locatelli è fuori, Koop da solo non fa quella parte e Conceicao non può e solo impostare e inventare.
Le voci sulle dimissioni
Le voci sulle dimissioni di Lucio, che pure chiedono i tifosi della Juventus, si rincorrono come a conclusione della scorsa annata non proprio indimenticabile per i motivi vedi sopra. Dalla sua Carnevali non consente interpretazioni, c’è anche il nodo dello stipendio e del rinnovo. Tiene unita così la società e imprime coerenza alla guida di un club che sta ancora attraversando la tempesta. Ci sarà un grosso lavoro da fare, ma Spalletti può riuscire e correggere certi limiti – considerate le sue stesse ammissioni – visti a Reggio Emilia, come ha già fatto in passato e in contesti altrettanto complicati.
I conti devono tornare, comunque vada. L’unico Spalletti che, per ora, ha lasciato la Continassa per una meta nuova è il figlio dell’allenatore che ha deciso di intraprendere una diversa esperienza professionale.
L’unica strada possibile
Una considerazione si somma alle precedenti, che cosa cambierebbe con un diverso tecnico in panca? Quali sarebbero le possibili alternative, reali, a Spalletti e che cosa riuscirebbe a mettere insieme un tecnico con una squadra già definita e con gli attuali infortuni? La programmazione è un tasto decisivo. Lo sanno anche i tifosi. Per vincere si deve costruire con un ciclo davanti e solide fondamenta, ma gli stop e gli inconvenienti sono variabili indipendenti. Azzerare tutto e subito, è un rischio che presenta più costi che benefici. Al momento. Domani si vedrà.