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I Romani (ricchi) andavano in vacanza qui

  • Postato il 17 giugno 2026
  • Di Focus.it
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I Romani (ricchi) andavano in vacanza qui
Affollata come un formicaio, assediata dai rumori, dagli odori e dal caldo appiccicoso: così si presentava l'antica Roma all'arrivo della bella stagione. Per sopravvivere bisognava fare come il grande poeta Marziale, che nel I secolo d.C. scriveva: "Quando, stanco del fastidio, voglio dormire, vado fuori città". Il ricco romano, infatti, appena poteva lasciava l'Urbe e si dirigeva al demanio imperiale di Lorium (località situata sulla via Aurelia), frequentato prima da Adriano e poi da Antonino Pio, che vi edificò una sua residenza. È proprio qui, nel borgo di Castel di Guido, a soli 19 km da Roma, che un'indagine lampo della polizia e un intervento d'emergenza degli archeologi hanno salvato dalle mani dei tombaroli una sontuosa villa romana del I secolo d.C.. Di chi era la villa? L'antica zona di Lorium era un'area esclusiva frequentata e amata da imperatori del calibro di Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio. Gli esperti della Soprintendenza Speciale di Roma ipotizzano che la struttura nata nel I secolo, sia poi passata nelle mani o sia stata frequentata da esponenti degli Antonini nel secolo successivo.. Come spiega Alessia Contino, archeologa della Soprintendenza Speciale di Roma: «Grazie agli scavi archeologici è venuto alla luce un complesso residenziale monumentale, di epoca imperiale, presumibilmente costruito all'inizio del I secolo d.C. e abbandonato definitivamente nel corso del III secolo d.C.».. Mosaici e intonaci dipinti Gli scavi hanno finora portato alla luce l'ingresso principale della dimora, caratterizzato da un grande atrio con un impluvium centrale, ovvero una vasca in marmo che serviva a raccogliere l'acqua piovana che scendeva dall'apertura del tetto. Accanto a questo monumentale ingresso sono riemerse due sontuose stanze. Sui pavimenti si trovano mosaici che formano una greca e decorazioni a forma di scudo. Ad arricchire le stanze di rappresentanza dedicate all'otium ci sono resti di intonaco dipinto che un tempo decorava le pareti.. Questo luogo, però, non era adibito solo a villa per le vacanze: oltre alla zona residenziale di lusso, la cosiddetta pars urbana, gli archeologi hanno individuato diversi ambienti di servizio legati alle attività agricole della proprietà, la pars rustica, confermando così che il complesso funzionava anche come azienda agricola, oltre che prestigiosa residenza.. Il ritrovamento della statua di Silvano Durante è stata ritrovata anche una statua in marmo bianco, un personaggio barbuto che trasporta un piccolo animale domestico (un vitello o un maialino), purtroppo frammentata, che potrebbe raffigurare la divinità romana Silvano (Silvanus), divinità legata al mondo rurale.. Nella religione romana, Silvano era il dio tutelare delle foreste, dei campi e dei confini poderali. La sua presenza all'interno di una grande villa suburbana era d'obbligo: a lui spettava il compito di proteggere i confini della proprietà, vigilare sulle greggi e garantire la fertilità della terra. Il fatto che la statua fosse scolpita in un marmo così pregiato è un ulteriore indizio della disponibilità economica di chi fece edificare la villa..
Autore
Focus.it

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