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In sintesi
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Antichissime città, maestose architetture, giardini lussureggianti e tombe illustri, in un alternarsi di fiumi, mari, monti e deserti. I luoghi biblici (reali o leggendari) costituiscono uno stimolo formidabile per l'archeologia, che ha talvolta scavato con successo nei siti descritti dall'Antico e dal Nuovo Testamento e altre volte constatato come alcuni rimangano avvolti nel mistero.
Peraltro, spesso i nodi non sono legati alla sparizione o alla "non esistenza" di talune località, ma alla mancata corrispondenza tra antichi toponimi ebraici e successivi nomi greci, romani e arabi, da cui derivano quelli odierni. Per fare il punto sulle ricerche relative ai luoghi più noti, tra le centinaia in ballo, è utile partire da quello più citato nella Bibbia: Gerusalemme.. Segreti gerosolimitani
«Pur distrutta e ricostruita più volte, Gerusalemme continua a restituire importantissimi reperti appartenenti a epoche diverse», racconta l'archeologo statunitense Titus Kennedy, specializzato in archeologia biblica e autore del saggio The Essential Archaeological Guide to Bible Lands. Cuore spirituale di ebraismo, cristianesimo e islam, la città custodisce diversi luoghi biblici. Per esempio, la Reggia di Davide (secondo re di Israele, XI-X secolo a.C.), collocata nel Secondo Libro di Samuele sulla sua collina sudorientale. Qui gli archeologi hanno trovato una grande opera idraulica (Tunnel di Ezechia, datato all'VIII secolo a.C.) e i resti di un imponente edificio (X secolo a.C.), scoperto nel 2005 dall'archeologa israeliana Eilat Mazar e da lei considerato la celebre reggia, pur tra le riserve di parecchi studiosi.
È invece certo il luogo in cui sorse il Tempio di Salomone (terzo sovrano di Israele, X secolo a.C.), le cui mura avrebbero celato l'Arca dell'Alleanza e la cui costruzione è narrata nel Primo Libro dei Re. Identificato presso il Monte Moriah, dov'è oggi la Spianata delle Moschee, il sito del tempio – demolito dai Babilonesi nel 586 a.C., ricostruito come Secondo Tempio e poi distrutto nel 70 d.C. dai Romani – non può però essere indagato dagli archeologi: a causa delle tensioni geopolitiche e del suo valore religioso per musulmani ed ebrei, ne è infatti proibito lo scavo.. Passando al Nuovo Testamento, Gerusalemme è la città della crocifissione di Gesù: tratto in arresto nel Getsemani, oliveto sulle pendici del Monte degli Ulivi, poco fuori città, fu giustiziato sulla croce presso uno sperone roccioso detto Golgota, o Calvario. I Vangeli lo collocano appena oltre le mura cittadine, e a confermarlo è stato l'archeologo francescano Virgilio Corbo (1918-1991), che scavando nell'area dell'attuale Basilica del Santo Sepolcro scoprì come la zona, nel I secolo, fosse una cava di pietra calcarea (poi interrata) assimilabile a un'altura vicina alla città. A poca distanza, altri scavi hanno rivelato tombe della medesima epoca, tra cui, ricavato nella roccia, il monumento sepolcrale che la tradizione identifica con quello di Cristo.. La Betlemme di Gesù
Quanto alla città natale di Gesù, testi e archeologia la indicano in Betlemme, nella Giudea Meridionale, dove indagini dei primi del Novecento hanno documentato i resti di una basilica del IV secolo (detta "della Natività" e modificata più volte nei secoli) eretta a protezione di una grotta venerata come luogo della sua nascita (la celebre "stalla"), oggi contrassegnata da una stella d'argento incastonata nel marmo.
Ulteriori scavi hanno confermato la presenza di insediamenti che vanno dall'Età del ferro all'epoca romana, rafforzando l'associazione del sito ai racconti evangelici (di Luca e Matteo).. Le tappe del Messia
Gesù visse poi fanciullezza e giovinezza a Nazareth, villaggio tra le colline della Bassa Galilea, a lungo ritenuto un'invenzione teologica per l'assenza di menzioni nelle fonti extrabibliche coeve (le prime sono del III secolo). L'archeologia ha però offerto riscontri. «Gli scavi hanno riportato alla luce strutture di età romana, che dimostrano l'esistenza, all'epoca di Gesù, di un villaggio esteso per circa quattro ettari», conferma Kennedy.. Risulta invece impossibile stabilire l'esatto luogo del battesimo di Cristo per mano di Giovanni Battista. Il Nuovo Testamento parla di "Betania oltre il Giordano", località spesso identificata col sito di Al-Maghtas, sulla riva orientale del fiume, in territorio giordano, dove sono venute alla luce chiese e vasche battesimali, risalenti però al V secolo. Alcuni propendono quindi per Qasr al-Yahud, località sul fronte opposto del Giordano, in un'area palestinese oggi controllata da Israele, segnata dalla presenza di complessi religiosi e gradinate d'accesso all'acqua di fattura romana.
Il mistero permane, anche per le variazioni subite dal corso del fiume. Dopo il battesimo, secondo i Vangeli, Cristo si trasferì a Cafarnao, villaggio di pescatori (detto "città di Gesù") situato dagli evangelisti sulla riva nord-occidentale del Mar di Galilea. Qui gli archeologi hanno rinvenuto i resti di una sinagoga del IV secolo le cui fondamenta poggiano su un analogo edificio del I secolo, compatibile con quello frequentato dal Messia.. Gerico e Byblos
A parte Gerusalemme e i luoghi connessi a Gesù, la geografia biblica pullula di indicazioni su ulteriori città dal fascino enigmatico. Come Gerico (a circa 250 metri sotto il livello del mare, un record), nell'odierna regione della Cisgiordania, tra i più antichi centri abitati in modo continuativo e teatro di una delle più celebri battaglie dell'Antico Testamento (Libro di Giosuè), in cui le sue imponenti mura crollarono al suono delle trombe (shofàr) dei sacerdoti israeliti, a danno dei cananei. Le indagini scientifiche condotte negli anni Cinquanta dall'archeologa britannica Kathleen Kenyon hanno però suggerito che esse crollarono molto prima (XVI secolo a.C.) rispetto alla datazione biblica (XIII secolo a.C.).. «L'epoca della distruzione della Gerico fortificata è divenuta oggetto di controversie e interpretazioni contrastanti, e il dibattito è ancora vivo», osserva Kennedy. Sulle sponde dell'odierno Libano, va poi ricordata la città fenicia di Byblos, che, pur non citata nelle Sacre Scritture con tale nome greco (ma come Gebal, oggi Jbeil), ha con esse un legame etimologico. La parola "Bibbia" deriva infatti dall'espressione greca tà biblía, "i libri", a sua volta legata proprio a Byblos, il cui porto, come confermato dall'archeologia, fu il principale centro di commercializzazione del papiro egizio, usato per redigere i manoscritti antichi. Ma se molti luoghi biblici hanno trovato collocazione sulla mappa, le ubicazioni di altre località rimangono tuttora misteriose.. Da Babele a Gomorra
Tra le localizzazioni ignote c'è quella della Torre di Babele, altissimo edificio con cui gli uomini vollero sfiorare il cielo (Libro della Genesi). Essa è spesso associata all'antica Mesopotamia (a cui afferirebbe pure il "Paradiso terrestre", o Giardino dell'Eden), ma senza certezze.
«L'ipotesi è che a ispirare il mito sia stata l'Etemenanki, maestosa ziqqurat (struttura templare a gradoni) a Babilonia, anche se c'è chi ha ipotizzato che la torre si trovasse in un'altra città mesopotamica: la sumera Eridu», avverte l'archeologo. Peraltro, risulta impossibile stabilire se dietro la cronaca biblica si celi un luogo reale.. Allo stesso modo, sfuggono a riscontri certi Sodoma e Gomorra, città annientate dal giudizio divino (con altri centri) tramite una pioggia di fuoco e zolfo, data la malvagità dei loro abitanti. Alcuni archeologi hanno ipotizzato, con teorie controverse, che Sodoma corrisponda al sito giordano di Tell el-Hammam, dov'è stata documentata la fine improvvisa di un antico centro fortificato, sigillato da uno strato di cenere e altri detriti.
Quanto a Gomorra, è stata associata al sito fortificato di Numeira, sempre in Giordania, dove gli scavi hanno rivelato strati di carbone e tracce di un incendio che pose fine alla vita di un insediamento antico. Va detto che fenomeni sismici e incendiari hanno interessato queste aree in più occasioni.. Il Monte Sinai e gli enigmi irrisolti
La verità rimane dibattuta anche per quanto riguarda il Monte Sinai, luogo in cui il profeta Mosè ricevette da Dio le Tavole della Legge (Libro dell'Esodo). L'altura potrebbe corrispondere al Jabal Musa, vetta nella Penisola del Sinai egiziano sulle cui pendici sorse nel VI secolo d.C. il Monastero di Santa Caterina (tra i più antichi del cristianesimo), ma essa potrebbe anche essere il monte Har Karkom, nel deserto israeliano del Negev, dove gli archeologi hanno trovato altari che risulterebbero però più remoti rispetto all'epoca biblica.
Una terza pista, più debole, conduce infine al sito di Jebel al-Lawz, in Arabia Saudita. Parimenti oscura resta la localizzazione della tomba di Mosè, definita impossibile dalle stesse Sacre Scritture (Deuteronomio), dacché fin dal principio ignota a chiunque. A conti fatti, gli enigmi della Bibbia che resistono alla pala degli archeologi (e che perciò li affascinano) sono molti, come è inevitabile in un mosaico che intreccia realtà, teologia e leggenda..
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