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I ladri di voti e lo spirito del tempo. Se ogni legge elettorale è fatta per essere cambiata

  • Postato il 11 settembre 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 3 min di lettura
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I ladri di voti e lo spirito del tempo. Se ogni legge elettorale è fatta per essere cambiata

Porcellum, Italicum, Rosatellum. Domani, forse, Melonellum. Non fatevi ingannare dal rosario di questo latinorum da bar, siamo di fronte al codice della vergogna italiana. Questi nomi sono i lucchetti con i quali il potere scassina la democrazia, manomette le regole del gioco, abusa del proprio potere.

In Italia lo schema è ormai rodato: chi detiene la maggioranza parlamentare tende ad appropriarsi del diritto di cambiare la legge elettorale, col proposito, nemmeno tanto nascosto, di alterare il confronto e misurare le proprie capacità di vittoria utilizzando, come sistema di calcolo, le previsioni statistiche, i sondaggi. Che oggi non sono favorevolissimi al centrodestra, causa Vannacci.

Siamo giunti così al paradosso che la presidente del Consiglio festeggia il suo governo più longevo nella storia della Repubblica grazie proprio a una legge che le ha concesso i numeri parlamentari per occupare il suo ufficio senza interruzioni per un’intera legislatura, e, dopo una settimana appena dalla festa, fa approvare al Senato una legge che dovrebbe rendere stabile ciò che già appare così stabile da salire al primo posto nella hit parade della longevità politica.

La nuova legge elettorale serve a condizionare e possibilmente agevolare il governo di centrodestra e permettergli di mantenere in futuro la maggioranza. Punto.

Riuscirà nell’intento? In genere chi abusa del suo potere poi fa la fine dei pifferi di montagna: andarono per suonare e furono suonati. Il cambio della legge elettorale è politicamente una frode della fede pubblica ma – di più – è lo sterminio di ogni alito di reputazione della politica ed è la radice dove prende forma la cosiddetta antipolitica, il rigetto di questo sistema di rappresentanza popolare.

Oggi la premier, col suo Melonellum, tenta di cambiare le carte in tavola. Ci riuscirà? Forse sì, forse no.

Si era nel 2005 quando Silvio Berlusconi diede incarico a Roberto Calderoli, aitante leghista bossiano, oggi attempato ministro, di cambiare le carte in tavola. Calderoli si impegnò e riuscì a battezzare una legge fatta apposta per far perdere gli avversari del centrosinistra. “E’ una porcata” ammise candidamente lui medesimo, nella veste di ladro di voti. E da allora la legge si chiama Porcellum, l’odore (o la puzza) è sempre viva.

Come viva nel 2015 è la creatura renziana dell’Italicum, fatto apposta per tentare di arginare chi non fosse del giro vincente. Due anni dopo, 2017, il Rosatellum. Altro ribaltone, nel nome dell’estensore, Ettore Rosato, l’ennesimo della covata renziana poi convertitosi ad altra religione.

Oggi la regina Giorgia, monarca assoluta e madre del governo di legislatura, una cosa mai vista, picchetta la vecchia legge e promuove una nuova nel nome della stabilità.

Fa ridere, vero?

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Il Fatto Quotidiano

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