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In sintesi
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Fino a dieci anni fa data center era un termine sconosciuto ai più, e riservato agli addetti ai lavori. Ora sappiamo tutti (o quasi) che si tratta di strutture che fungono da cervello per l'intelligenza artificiale, ospitando server e apparati informatici usati per immagazzinare ed elaborare dati digitali. Solo in Italia se ne contano 250, tra quelli già costruiti e quelli in costruzione o progettati, e negli USA questo numero schizza sopra i 2.700.. Uno studio pubblicato in preprint su SSRN ne ha analizzato l'impatto sul territorio statunitense, cercando di capire in che modo i data center influiscono sull'impiego, sugli stipendi, e sulle bollette elettriche di chi vive nella zona, e scoprendo che l'area in cui sorgono gioca un ruolo centrale.. Più soldi in città
In media, all'apertura di un data center negli USA la contea che lo ospita vede un aumento nei primi tre anni di uno 0,9% nell'impiego, dell'1,1% degli stipendi, dell'1% del numero di imprese e dello 0,7% del reddito familiare. Nel lungo periodo l'impatto complessivo cresce, arrivando rispettivamente al 3,5%, al 5,0%, al 4,7% e all'1,9%.. Questi numeri, a fronte di un investimento medio di circa un miliardo di dollari per costruire un singolo impianto, sono modesti. E non valgono nemmeno per tutti: vediamo perché.. Città VS campagna
La scoperta più interessante dello studio è che a ottenere maggiori benefici dall'apertura dei data center sarebbero le aree metropolitane, e non le zone rurali. Il motivo sarebbe da ricercare nel fatto che i data center impiegano diversi tipi di professionisti – ingegneri, fornitori di apparecchiature, servizi professionali, imprese edili e manodopera qualificata.. Quando un data center viene costruito in città, questi profili vengono ricercati direttamente nella zona, che ne è provvista. In campagna, al contrario, i data center tendono a impiegare pochi lavoratori permanenti, e a ricercare molti dei servizi specializzati necessari fuori dalla contea. Lo studio rileva comunque un piccolo ma misurabile calo del tasso di disoccupazione nelle contee non metropolitane, segno che un beneficio, per quanto contenuto, esiste anche lì.. Rincari in bolletta
Una nota dolente dell'arrivo dei data center è l'aumento dei costi in bolletta. Un singolo grande impianto può consumare quanto circa 80.000 abitazioni: conseguentemente, i prezzi dell'elettricità aumentano – secondo lo studio in media del 5%.. Il quadro che emerge è quindi duplice: da un lato nelle aree metropolitane, con mercati del lavoro solidi e un tessuto imprenditoriale denso, i data center portano guadagni economici concreti, anche se non enormi; dall'altro le comunità rurali, a fronte di benefici occupazionali modesti, devono far fronte a un aumento dei costi energetici..
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