I carburanti volano, diesel tocca i 3 euro in autostrada: “Il pieno è costato 1,8 miliardi in più”. Schlein: “Tassare extraprofitti”. Tajani: “Roba da Urss”
- Postato il 26 agosto 2026
- Economia
- Di Il Fatto Quotidiano
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Sull’autostrada del Brennero il gasolio ha sfondato la quota psicologica dei 3 euro. Per la precisione, nelle giornate del 24 e 25 agosto, il prezzo più alto rilevato incrociando i dati comunicati dai gestori al ministero delle Imprese e del Made in Italy è di 3,159 euro al litro. Un caso unico, sul tratto A22 Brennero-Modena, oltretutto per il gasolio a più alte prestazioni, il Supreme. Ma in ogni caso la cifra rappresenta un segnale delle dimensioni che ha assunto il fenomeno del caro carburanti nel nostro Paese. Oltretutto mentre il prezzo del petrolio a livello internazionale scende sui mercati delle materie prime: il Wti è scambiato a 80,87 dollari al barile con una flessione dell’1,81% mentre il Brent passa di mano a 87,08 dollari al barile con una riduzione dell’1,69%. Mentre nel governo si dibatte tra la proroga dell’attuale sconto e le prossime misure – che a quanto si apprende potrebbero essere mirate ai redditi più bassi – i prezzi dei carburanti continuano dunque a galoppare, di giorno in giorno, al di là delle misure tampone messe in campo dall’esecutivo. Da qui l’appello del Pd al governo sulla necessità di tassare gli extraprofitti accumulati dalle grandi società energetiche in questi mesi. Anche perché il conto chiesto ai cittadini quest’estate è stato salato: secondo Confesercenti, per il pieno, gli italiani hanno speso 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno.
Al di là dell’eclatante stazione di servizio del Brennero, i prezzi hanno raggiunto picchi elevatissimi ovunque. Sulla A21 Torino-Piacenza, ad esempio, il diesel servito arriva a 2,729 euro al litro. Prezzi elevatissimi si registrano anche sulle isole minori: a Pantelleria un litro di gasolio arriva a 2,799 euro. Gli aumenti sono stati resi noti dallo stesso Mimit: in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il costo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,017 euro al litro per la benzina (2,015 il prezzo di ieri) e 2,137 euro al litro per il gasolio (2,136 il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,092 euro al litro per la benzina (2,091 ieri) e 2,208 euro al litro per il gasolio (2,207 ieri). Cifre che corroborano la stima realizzata dall’Ufficio economico di Confesercenti, secondo cui questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Un aggravio che ha pesato sui bilanci delle famiglie proprio nei due mesi centrali delle vacanze, incidendo sulla mobilità e sui consumi turistici. Nel complesso, a luglio e agosto 2026 gli automobilisti hanno sostenuto una spesa per i rifornimenti superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025. Per un pieno da 50 litri, sono circa 14 gli euro in più rispetto a un anno fa per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel.
La previsione di un’ulteriore proroga è dunque “senz’altro utile” secondo Confesercenti, ma il caro carburanti “non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”, commenta il presidente, Nico Gronchi. “Il protrarsi delle tensioni internazionali, e quindi di una fase di elevata volatilità dei prezzi energetici, non può purtroppo essere escluso – prosegue -. I livelli raggiunti oggi alla pompa da benzina e gasolio rischiano già di penalizzare la stagione turistica di settembre e, soprattutto, di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche, un fronte cui fare particolare attenzione questo autunno. Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi”.
Una posizione molto simile a quella presentata dalla segretaria del Pd, Elly Schlein. In una lettera inviata al Corriere della Sera la leader dem auspica che il governo “passi dalle parole ai fatti e tassi subito gli extraprofitti per finanziare gli interventi straordinari necessari a ridare fiato all’Italia”. Secondo Schlein, l’esecutivo “sta letteralmente navigando a vista, come dimostra la recente proroga di appena 48 ore del mini sconto sull’accisa del diesel: una presa in giro”. “Con la stagione invernale ormai alle porte – prosegue -, le misure tampone non bastano più per proteggere il Paese. La verità è che serviranno risorse ingenti, che bisogna andare a prendere esattamente dove si trovano: tassando in modo equo ed efficace gli extraprofitti accumulati dalle grandi società energetiche. Giorgia Meloni abbia il coraggio di far pagare di più chi si è arricchito anche in questa pesante crisi”. Il caro energia, prosegue la leader del Pd, ha “riflessi pesantissimi sul costo della vita, delle merci, dei beni alimentari. Tutto questo si traduce in una parola sola: insostenibilità. Per chi deve mettere insieme il pranzo con la cena la situazione è insopportabile. Lo è pure per le piccole e medie imprese, che perdono competitività e rischiano di chiudere i battenti”, conclude.
Ma per il vicepremier azzurro, Antonio Tajani, la parola extraprofitto non la vuole nemmeno sentire nominare: “Sa molto di Unione Sovietica“, ha commentato il ministro degli Esteri, arrivato al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. “Credo che si possa lavorare anche discutendo e confrontandoci con il mondo industriale, soprattutto nel settore degli idrocarburi. Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse. Quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria. Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Deve esserci un confronto concordato in un momento difficile anche da parte delle aziende del settore. Ma non voglio sentire la parola extraprofitto”.
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