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I Bronzi di Riace, una storia che il mare continua a raccontare

  • Postato il 25 agosto 2026
  • Archeologia
  • Di Paese Italia Press
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I Bronzi di Riace, una storia che il mare continua a raccontare


ROCCELLA JONICA (Reggio Calabria) – I Bronzi di Riace continuano a essere molto più di due straordinarie opere d’arte. Sono una pagina ancora viva della storia del Mediterraneo, un patrimonio che, a distanza di oltre mezzo secolo dal loro ritrovamento, continua a suscitare interrogativi, studi e interpretazioni.
È stato questo il filo conduttore dell’interessante conferenza ospitata a Roccella Jonica e organizzata dal professor Rocco Romeo, con la partecipazione del professor Daniele Castrizio, docente ordinario dell’Università degli Studi di Messina e studioso dei Bronzi e della civiltà della Magna Grecia.
Le due statue furono individuate nei fondali di Riace Marina il 16 agosto 1972 e recuperate nei giorni successivi. Oggi sono custodite al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove rappresentano uno dei massimi simboli della Calabria e una delle più importanti testimonianze della statuaria bronzea greca del V secolo a.C.
Il fascino dei Bronzi nasce anche dal mistero che li accompagna. Chi raffigurano? Da quale contesto provengono? Chi furono gli artisti capaci di realizzare figure di tale perfezione anatomica e tecnica? Interrogativi ai quali la ricerca ha dato nel tempo risposte diverse, senza spegnere il confronto scientifico e culturale.
Proprio su questa dimensione di ricerca si è sviluppata la relazione di Daniele Castrizio, capace di restituire ai Bronzi non soltanto la loro straordinaria bellezza, ma anche la complessità della storia che li circonda.


Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il professor Francesco Pira, docente dell’Università degli Studi di Messina, che ha richiamato l’attenzione sulla comunicazione della cultura. Un patrimonio come quello dei Bronzi, infatti, non vive soltanto nei musei o negli studi degli specialisti: ha bisogno di essere raccontato, comunicato e reso accessibile soprattutto alle nuove generazioni.
La cultura diventa così anche comunicazione, conoscenza e capacità di costruire una relazione tra il patrimonio e il pubblico.
La serata è stata raccontata dal telegiornale di TeleMia, emittente molto seguita sul territorio, con un servizio dedicato all’incontro e ai suoi protagonisti.
A oltre cinquant’anni dal loro ritrovamento, i Bronzi continuano dunque a parlare. Ed è forse proprio questa la loro forza più grande: essere ancora capaci di interrogare la storia e, nello stesso tempo, di comunicare al presente la grandezza della cultura mediterranea.

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Paese Italia Press

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