Hormuz, il mistero della nave sequestrata dagli Usa: cosa trasportava e cosa svelano i satelliti
- Postato il 22 aprile 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Hormuz, il mistero della nave sequestrata dagli Usa: cosa trasportava e cosa svelano i satelliti
C’è un nuovo capitolo nella guerra a bassa intensità che infiamma la guerra nel Golfo e ha il sapore di un thriller geopolitico grottesco. Protagonista, suo malgrado, la nave iraniana Touska MV: abbordata, sequestrata dagli USA, trasformata in casus belli alla vigilia di un vertice a rischio a Islamabad. Altro che diplomazia, qui si gioca a Risiko con le navi vere. La Casa Bianca rivendica senza troppi giri di parole: a bordo “componenti militari”. E Donald Trump ci mette il carico, puntando il dito contro Pechino: “Era un loro regalo, non è carino”. Tradotto: dietro la rotta commerciale si nasconderebbe ben altro. Dall’altra parte, Teheran alza la voce e parla di “pirateria e aperta violazione del cessate il fuoco”. Due versioni, zero punti di contatto.
Il blitz contro la nave cargo battente bandiera iraniana è andato in scena lo scorso 19 Aprile nello Stretto di Hormuz, dove le rotte sono ormai un campo minato. Marines in azione, avvertimenti ignorati, abbordaggio notturno. Fine della corsa. La nave, legata alla Islamic Republic of Iran Shipping Lines (Irisl), era diretta a Bandar Abbas, dopo un tour asiatico tra Cina e Malesia. Secondo fonti americane, citate anche dal The New York Times, il carico sarebbe “dual use”: tecnologia civile, ma anche potenzialmente militare.
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47363758]]
Insomma, tutto e niente. Eppure basta per giustificare un’operazione militare in piena regola. Teheran, però, non ci sta e rilancia: “Non ci fidiamo”. Parole che pesano come macigni sul vertice pakistano. Il ministro Abbas Araghchi rincara: “Il blocco navale è stato un crimine di guerra… e il sequestro, una violazione ancora più grande”. E ancora: marinai definiti “ostaggi”, richieste di rilascio immediato, accuse a raffica. Washington, inoltre, aveva già sanzionato Irisl nel 2019, definendola “la compagnia di navigazione preferita dagli agenti di approvvigionamento iraniani”. Nel frattempo, la Cina osserva e si dice “preoccupata”. Ma respinge le accuse americane di forniture militari. Classico copione: tutti negano, nessuno arretra.
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47366312]]
Continua a leggere...