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La Convenzione internazionale sul diritto del mare (Unclos, ovvero United Nations Convention on the Law of the Sea) disciplina l'uso di mari e oceani, delineando diritti e responsabilità degli Stati. Un trattato concepito già a metà Novecento con un primo incontro, organizzato a Ginevra dall'Onu nel 1956, che distinse tra acque internazionali, territoriali e interne e introdusse il concetto di zona economica esclusiva.. Restarono però aperte diverse questioni, figlie anche della Guerra fredda.. La svolta
Nel 1967 il diplomatico maltese Arvid Pardo ripropose alle Nazioni Unite la necessità di una regolamentazione generale per assicurare la pace nelle acque e tutelare le risorse marine.. Dopo svariati incontri, guidati dal principio del mare patrimonio comune dell'umanità, il 10 dicembre 1982 a Montego Bay, Giamaica, la Convenzione fu ratificata, specificando la sovranità degli Stati costieri fino a 12 miglia e confermando a 200 miglia la zona economica esclusiva.. I limiti
Entrò in vigore però soltanto nel 1994, non sempre riconosciuta e/o rispettata, ad esempio perché alcuni articoli (come il 44) potrebbero sembrare applicabili soltanto in tempi di pace. Al momento le ratifiche sono 167, comprese quelle dell'Ue e dell'Italia, ma non degli Stati Uniti, solo firmatari, e nemmeno dell'Iran..
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