Hantavirus, l’Argentina avvia indagine per verificare la presenza del virus a Ushuaia. Il “paziente zero” e i dubbi sulla catena del contagio
- Postato il 15 maggio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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C’è ancora molto da chiarire attorno al focolaio di hantavirus che si è sviluppato a bordo della MV Hondius e che ha portato all’evacuazione della nave da crociera. Finora si contano 11 casi di infezione collegati al focolaio sulla nave, di cui otto provocati dalla variante Andes, due probabili e uno sotto esame.
Ma come è arrivato il virus a bordo della crociera? Quello che è considerato a oggi il “paziente zero”, Leo Schilperoord, un olandese di 70 anni, deceduto dieci giorni dopo essersi imbarcato sulla Hondius, si è veramente contagiato visitando, da appassionato ornitologo, la discarica di Ushuaia come ipotizzato in un primo momento?
A cercare di ricostruire i contorni della vicenda e la possibile catena del contagio ci penserà una missione scientifica argentina che si recherà proprio a Ushuaia la prossima settimana. Da qui infatti, nell’arcipelago della Terra del Fuoco, è salpata la Hondius. Gli esperti cercheranno la possibile presenza di roditori portatori del virus con l’obiettivo di ottenere risultati entro un mese.
“L’idea è di raccogliere campioni (dai roditori) la prossima settimana”, ha dichiarato alla stampa Juan Petrina, direttore del reparto di epidemiologia della provincia della Terra del Fuoco, senza specificare quanti roditori dovranno essere catturati. Poi “prevediamo che i risultati saranno pronti entro quattro settimane”.
La città turistica, da dove il 1° aprile scorso è partita la nave da crociera su cui poi si è sviluppato un focolaio, nega da due settimane di essere stata il luogo di contagio del “paziente zero”. Secondo le autorità locali, infatti, l’hantavirus è assente dalla provincia da quando la sua notifica è diventata obbligatoria, 30 anni fa.
Intanto un’inchiesta di Liberation ha cercato di ricostruire il percorso dell’ornitologo e di sua moglie che, prima di salire a bordo della Hondius, hanno effettuato un lungo viaggio in Sud America.
Secondo quanto riportato dal quotidiano francese c’è anche il dubbio che la coppia olandese abbia effettivamente visitato la discarica “incriminata”. Così come altri appassionati di ornitologia, infatti, i due documentavano le loro osservazioni sul sito eBird, una piattaforma mondiale in cui effettivamente appaiono segnalati numerosi crocieristi proprio in quel sito. Tuttavia il nome di Leo Schilperoord, secondo l’inchiesta francese, non compare nell’elenco. Anche la guida argentina Esteban Daniels, che regolarmente accompagna turisti appassionati di ornitologia nella zona, sostiene di non averli visti. In ogni caso, specifica, “non si può entrare nel sito della discarica, l’osservazione avviene da una strada laterale”.
Secondo l’ipotesi di contagio, l’ornitologo 70enne avrebbe visitato la discarica tra il 30 e 31 marzo prima di imbarcarsi sulla Hondius il 1° aprile. Quindi ha manifestato i primi sintomi attorno al 6 aprile con un periodo di incubazione molto breve rispetto a quelli ipotizzati finora di 9-40 giorni.
Liberation ricostruisce quindi i movimenti dell’olandese prima del suo arrivo a Ushuaia basandosi sul sito ornitologico eBird, dove Schilperoord annotava appunto i suoi spostamenti. Lui e la moglie sono entrati in Argentina il 27 novembre e attraversato per un mese il centro del Paese, passando sotto Natale a Isla Pingüino, poi a gennaio, secondo il governo argentino, la coppia si è diretta verso il Cile. Tra il 31 gennaio e metà febbraio, poi, i due olandesi si spostano lungo la cordigliera delle Ande, tra Argentina e Cile, segnalando sul sito diversi avvistamenti. A fine febbraio, momento nel quale secondo Liberation i due potrebbero aver contratto il virus, Shilperoord e la moglie si trovano nella parte occidentale dell’Argentina, e arrivano nella provincia di Salta, dove restano fino all’1 marzo. È proprio in questa zona, secondo il ministero della Salute argentino, che nell’ultimo anno si sono verificati più casi di hantavirus: sono 30, con 10 morti, quelli confermati tra luglio 2025 e aprile 2026, cioè un terzo del totale del paese.
Dopo la regione di Salta, la coppia prosegue verso Est e fa tappa per otto giorni nelle paludi del parco nazionale dell’Iberà, nel nord-est dell’Argentina. Poi, secondo il Times, la coppia arriva in Uruguay il 13 marzo e torna in Argentina con un traghetto il 27 marzo, fino a raggiungere Ushuaia il 29 marzo, poco prima di imbarcarsi sulla nave da crociera. Il sito eBird, riporta ancora l’inchiesta di Liberation, segnala una sola osservazione nella regione della Terra del Fuoco, il 30 marzo dal ghiacciaio Martial, sopra Ushuaia. Poi la coppia si imbarca sulla Hondius.
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