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Hantavirus, il capo dell’Oms: “Rischio debole, ma potremmo registrare altri contagi”

  • Postato il 12 maggio 2026
  • Di Panorama
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  • 4 min di lettura
Hantavirus, il capo dell’Oms: “Rischio debole, ma potremmo registrare altri contagi”

Terminate le operazioni di evacuazione dalla MV Hondius, la nave da crociera su cui è scoppiato un focolaio di hantavirus andes (la variante trasmissibile da uomo a uomo), la vigilanza dei governi di mezzo mondo rimane ai massimi livelli.

Isolamento, procedure mediche rafforzate, la pronta identificazione di tutte le persone entrate in contatto. La speranza è che l’esperienza del Covid abbia fornito il corretto “addestramento” per evitare il ripetersi di un’altra pandemia, il cui rischio viene al momento considerato “quasi nullo” da Oms ed esperti.

Le parole del capo dell’Oms

“La valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Salute è che il rischio per la salute globale è basso”; lo ha ripetuto anche oggi, in conferenza stampa da Madrid, il direttore generale dell’Oms, Tedros Ghebreyesus.

Sono “11 i casi attivi, 9 dei quali positivi all’hantavirus”, ha continuato il direttore generale, affermando che “non vi sono segnali che indichino l’inizio di un’epidemia più ampia“, anche se “la situazione potrebbe cambiare e, dato il lungo periodo di incubazione del virus, è possibile che nelle prossime settimane si registrino altri casi“.

Ad ogni modo, le “cifre che non sono cambiate molto durante le ultime settimane grazie agli sforzi di molti governi e non si sono prodotti decessi dal 2 maggio”.

I nuovi contagi

Il capo dell’Oms ha però precisato di aspettarsi ancora qualche nuovo caso di infezione, cosa peraltro verificatasi nelle prime ore di oggi, dove proprio a Madrid è stato confermato oggi il primo caso spagnolo di hantavirus.

Trattasi di un uomo che figurava tra i passeggeri evacuati dalla MV Hondius, rimpatriato nei giorni scorsi dopo le operazioni di sbarco a Tenerife. Il paziente, attualmente ricoverato in isolamento presso l’ospedale La Paz della capitale, ha sviluppato i sintomi nella notte tra domenica e lunedì.

Si aggrava nel frattempo la situazione della passeggera francese risultata positiva ieri. Già ricoverata in un ospedale specializzato in malattie infettive dopo aver manifestato i sintomi durante il volo di rimpatrio, la donna si trova ora in terapia intensiva, con le condizioni che nelle ultime ore sono peggiorate ulteriormente secondo quanto comunicato dal ministero della Salute di Parigi.

Dalla Bretagna arriva poi la notizia di un nuovo “caso contatto“; ovvero un uomo che aveva avuto contatti con una persona positiva all’hantavirus è stato trasferito in via precauzionale all’ospedale universitario di Rennes.

Le autorità sanitarie francesi precisano che il soggetto, al momento asintomatico, era entrato in contatto prolungato con un positivo confermato nei giorni successivi allo sbarco.

La risposta dell’Italia

L’attenzione va insomma mantenuta ai massimi livelli. A tal riguardo, ieri sera è arrivata la circolare del Ministero della Salute, firmata dal capo del dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello e dal direttore della Prevenzione Sergio Iavicoli.

Essa prevede una quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio; non solo i passeggeri della nave, ma anche i passeggeri di aerei seduti nella stessa fila e nelle due file adiacenti in tutte le direzioni, per voli di durata superiore alle sei ore.

Per questi soggetti viene prescritto l’utilizzo di una stanza propria, il mantenimento di almeno due metri di distanza dai familiari, il divieto di condividere stoviglie, l’areazione costante degli ambienti e l’astensione dall’uso di mezzi pubblici e voli commerciali.

Sul fronte diagnostico, la priorità nell’esecuzione dei test è attribuita ai soggetti sintomatici, in particolare a quelli con quadro clinico compatibile con la sindrome da hantavirus.

Per quanto riguarda la situazione italiana, il ministero ha confermato che nel Paese non ci sono casi positivi, con i quattro passeggeri in sorveglianza attiva e isolamento fiduciario che rimangono asintomatici.

Procedura sbagliata in Olanda, 12 medici in isolamento

In Olanda, intanto, dodici membri dello staff dell’ospedale universitario Radboud di Nijmegen sono stati posti in quarantena a causa di procedure non correttamente seguite durante la presa in carico di un paziente positivo all’hantavirus.

Lo ha annunciato lo stesso ospedale, precisando che si sono verificati errori procedurali durante il prelievo di sangue del paziente e lo smaltimento delle urine.

A causa di queste circostanze, i dodici dipendenti saranno messi in quarantena per sei settimane a scopo precauzionale, sebbene il rischio di contagio sia basso, ha comunicato la struttura.

Il precedente del 2018

Sebbene quella di oggi appaia come una situazione fuori dall’ordinario, il focolaio più esteso e documentato di hantavirus ceppo Andes si verificò tra il novembre 2018 e il febbraio 2019 a Epuyén, un villaggio di circa 2.100 abitanti nella provincia di Chubut, ai piedi delle Ande, in Argentina.

Il focolaio iniziò dopo un singolo salto di specie da un roditore all’uomo; da lì il virus si trasmise da persona a persona generando 34 casi totali e 11 decessi. La svolta arrivò quando il sindaco di Epuyén decise di mettere in quarantena l’intero villaggio, sospendendo ogni attività comune. La misura si rivelò decisiva per spezzare la catena di trasmissione.

Il focolaio di Chubut rimane oggi il punto di riferimento scientifico per comprendere come il ceppo Andes si comporti in contesti di contatto prolungato e, soprattutto, come una risposta rapida e risoluta possa contenerne la diffusione prima che diventi incontrollabile.

Autore
Panorama

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