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Ti è mai capitato di girare lo sguardo verso un orologio analogico da parete (o anche da polso, se sei un... tradizionalista!) e sul momento avere l'impressione che la lancetta dei secondi sia quasi immobile per un tempo prolungato, prima di ricominciare a muoversi?
Se hai sempre pensato che fosse solo una tua sensazione, sappi che si tratta di un'esperienza universale. Non è un "bug" della realtà, ma un incredibile trucco con cui il tuo cervello "manipola il tempo" e i tuoi ricordi per non farti venire... il mal di mare.
Il mistero del "secondo infinito"
Questo fenomeno visivo ha un nome scientifico preciso: cronostasi (dal greco chrómos, tempo, e stásis, fermata), noto anche come the stopped-clock illusion (l'illusione dell'orologio fermo).. Non è un difetto della vista, ma un sofisticato effetto cinematografico che la nostra mente mette in atto ogni volta che muoviamo gli occhi da un punto a un altro dell'ambiente circostante.
Come la mente fa "regia cinematografica"
Ogni volta che sposti gli occhi, compi un movimento rapidissimo chiamato saccade. Durante questo spostamento, gli occhi registrano una scia visiva confusa. Se il cervello ti mostrasse quell'immagine mossa e sfocata, avresti la nausea ogni volta che giri la testa, un po' come ti accade se soffri il mal d'auto.
Per salvarti dalle vertigini, la mente applica la soppressione saccadica: in pratica, "spegne" la coscienza visiva durante il movimento dell'occhio. Diventi temporaneamente cieco, anche se non te ne accorgi.. Il cervello, però, odia i buchi di trama. Non potendo lasciarti con un "blackout" nella memoria, deve riempire quel vuoto temporale. Non appena l'occhio si ferma sull'orologio e cattura la prima immagine nitida (la lancetta), il cervello prende quell'immagine e la incolla all'indietro nel tempo, coprendo il periodo in cui eri cieco a causa del movimento oculare.
In parole povere: la tua mente ti convince che stavi già guardando la lancetta un attimo prima di quanto tu abbia fatto davvero. Ecco perché il primo secondo ti sembra (quasi) eterno!
Lo studio scientifico che lo dimostra
Questo inganno della percezione è stato dimostrato sperimentalmente. Lo studio fondamentale, intitolato The cronostasis illusion e pubblicato diversi anni fa sulla rivista Nature dai neuroscienziati dell'University College di Londra (UCL), ha calcolato che la durata extra percepita corrisponde esattamente al tempo impiegato dall'occhio per muoversi.
Ricerche successive hanno sostenuto persino che la cronostasi non sia solo visiva, ma che riguardi anche l'udito (il primo squillo del telefono che sembrerebbe più lungo, per esempio) e con il tatto. I risultati in questo caso sono però ritenuti meno consolidati e i meccanismi alla base potrebbero essere diversi.
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