Gusto TuttoFood – Bello, buono, italiano: la ricetta di un successo globale
- Postato il 11 maggio 2026
- Di Panorama
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Il made in Italy agroalimentare si conferma pilastro dell’economia nazionale e prima ricchezza del Paese, con una filiera allargata che vale 707 miliardi di euro: dai campi all’industria, fino alla ristorazione e alla grande distribuzione. In occasione di TuttoFood Milano, Gusto offre una fotografia completa del comparto, dando voce alle istituzioni – dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ai vertici di Federalimentare, UnionAlimentari Confapi e Coldiretti – ai grandi marchi storici come Pernigotti, Fiorentini, Rigoni di Asiago e Balocco, fino al tessuto vitale delle Pmi. Realtà che, tra tradizione e innovazione, incarnano la formula vincente del “Bello, Buono e Ben Fatto”.
Qualità senza compromessi. Carni e salumi restano protagonisti assoluti della cucina italiana, con l’innovazione come leva per coniugare efficienza e sostenibilità. Antica Gastronomia rappresenta un esempio di tradizione marchigiana evoluta in progetto imprenditoriale moderno, con uno sguardo ai mercati internazionali. Dall’Alto Adige, Pramstrahler punta su filiera controllata e posizionamento premium, mentre Vall.Carni costruisce il proprio valore su benessere animale e qualità dei mangimi. Il Gruppo Alimentare Valtiberino produce quattro prodotti tutelati: il Prosciutto di Parma Dop, il Prosciutto Toscano Dop, il Prosciutto di Norcia Igp e la Finocchiona Igp. The Wolf Italian Food segue ogni fase produttiva, collaborando con gli allevatori per garantire eccellenza e servizio su misura. In questa direzione si muove anche La Cigolina, che integra tecnologia, nutraceutica e filiera chiusa, sviluppando anche una produzione lattiero-casearia avanzata.
Le nuove frontiere del caseario. Nel comparto lattiero-caseario, l’innovazione si fa sistema. Totem Food, pioniere dei formaggi freschi surgelati, evolve verso un modello integrato, dove surgelazione conto terzi, stoccaggio, logistica e piattaforma digitale diventano tutti elementi di un’unica architettura. Vivolat propone una crema di latte fermentato senza panna, più leggera e digeribile. Accanto alle novità, resiste e si rinnova l’arte casearia: il Caseificio Il Battistero continua da quasi un secolo la produzione di Parmigiano Reggiano Dop, mentre il Caseificio Sassano valorizza i pascoli e la cultura artigiana del Molise.
La pasta, identità nazionale. Simbolo universale dell’italianità, la pasta unisce memoria e innovazione. Il Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco mantiene vive tecniche storiche in chiave contemporanea, mentre Tortuovo combina artigianalità e processi industriali evoluti. A monte della filiera, l’Italia si conferma leader nelle farine: Molino Cosma si rivolge ai professionisti della pizza, mentre Molino Paratore recupera e valorizza i grani antichi siciliani.
Nuovi consumi, nuove opportunità. I consumatori sono sempre più attenti alla qualità e alla provenienza delle materie prime, così come all’autenticità delle ricette. Un trend che spinge le aziende a investire nel recupero delle tradizioni gastronomiche, trasformandole in veri e propri ambasciatori del made in Italy nel mondo. Tentazioni Pugliesi rilancia le ricette regionali con una linea Horeca, mentre Frittitaliani, Brocchetta (che lancia un nuovo arancino) e Ciro Savarese Lab reinterpretano la cultura del fritto. Cresce anche il ruolo della frutta secca: Nutfruit Italia si afferma come riferimento nella produzione di mandorle, mentre Sinisi amplia l’offerta di snack salutari. L’azienda Sorrentino Giovanni unisce esperienza familiare, controllo diretto della filiera e innovazione digitale. Innovazione e intuizione guidano Moyashi, realtà italiana che ha puntato sulla produzione di germogli di fagiolo mungo. Nel segmento dell’olio, Lupolio valorizza le cultivar della Val di Noto con certificazioni Igp e Dop; Tenuta Lamiotte punta sulle varietà simbolo della Sicilia occidentale, mentre Olaria San Giorgio è una delle espressioni più autentiche dell’olivicultura calabrese. Lucarelli Alferino, specializzata nel settore delle olive da tavola, ha saputo evolversi mantenendo saldi i propri valori: qualità, affidabilità e rispetto della tradizione. Dialcos, infine, si distingue nel settore degli insaporitori per un’offerta orientata a un’alimentazione consapevole.
Dolce conclusione. La tradizione dolciaria italiana continua a evolversi, senza perdere identità. Treviso Tiramisù, iniziativa imprenditoriale e al contempo progetto culturale, mira a posizionarsi come riferimento qualitativo nella produzione di tiramisù, partendo dalla ricetta tradizionale trevigiana. Cavalier Vicenzi custodisce l’arte degli Amaretti Morbidi di Mombaruzzo, antica eccellenza piemontese. Petrosino Dessert ha saputo unire alla tradizione artigianale una visione industriale: da piccola pasticceria è diventata una realtà internazionale nel settore del surgelato di qualità. Ad accompagnare i dolci della tradizione nostrana possono essere il tè della selezione di Al Mouhajir o l’Amaro Liborio, l’amaro siciliano analcolico che risponde sempre più alle nuove abitudini dei consumatori, maggiormente attenti al consumo di alcol. Senza dimenticare “l’oro blu”, l’acqua. Lauretana rappresenta un modello virtuoso che unisce primato di leggerezza in Europa, innovazione tecnologica e impegno concreto per la sostenibilità ambientale e il benessere quotidiano.
I custodi della qualità. Non solo produzione: il sistema agroalimentare si regge anche su chi ne garantisce conservazione e sicurezza. Goodmorning Paper interpreta il packaging come sintesi di estetica e sostenibilità, mentre Mautone Packaging lo trasforma in leva strategica per la Gdo. Alsa Prosecur, infine, integra sigilli metallici e tecnologie digitali per assicurare trasparenza e controllo lungo tutta la filiera.
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