Gruppo consiliare Vannacci a Lamezia, il sindaco Murone chiarisce, l’opposizione incalza
- Postato il 9 giugno 2026
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Il Quotidiano del Sud
Gruppo consiliare Vannacci a Lamezia, il sindaco Murone chiarisce, l’opposizione incalza
Lamezia, diventa un “caso” politico la nascita del gruppo consiliare Vannacci. Il sindaco Murone chiarisce, l’opposizione incalza
LAMEZIA TERME – «L’Amministrazione prosegue il proprio lavoro nel segno della trasparenza e della leale collaborazione, vincolata esclusivamente al benessere collettivo e al rispetto della dignità di ogni individuo». È quanto dichiara il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, per rispondere alle polemiche che si sono registrate in concomitanza con l’adesione del gruppo consiliare della Lega e di un suo assessore al seguito del generale Vannacci. Il primo cittadino intende soprattutto ribadire che i principi che guidano la sua amministrazione non cambiano.
IL SINDACO DI LAMEZIA MURONE SUL CASO VANNACCI: «L’INDIRIZZO POLITICO NON CAMBIA»
A seguito delle recenti evoluzioni del quadro politico locale e della nascita di una nuova componente in seno al Consiglio comunale, il sindaco Murone, dunque, interviene per riaffermare l’indirizzo programmatico e la visione etica «che guidano e continueranno a guidare l’azione della Giunta». «Pur prendendo atto delle legittime scelte di posizionamento dei singoli rappresentanti e della confermata volontà di dare piena attuazione al programma di mandato, il primo cittadino intende rimarcare con fermezza i pilastri insostituibili della convivenza civile e amministrativa della città.
«Pur riconoscendo la legittimità delle diverse posizioni politiche e confermando l’impegno a realizzare il programma di mandato – rassicura – che «l’azione della Giunta deve basarsi su valori irrinunciabili come solidarietà, accoglienza, non discriminazione e sostegno ai più deboli, senza distinzioni sociali, religiose o etniche». «Il confronto democratico e la dialettica politica sono elementi preziosi – dichiara il Sindaco Murone, «ma è fondamentale ricordare che l’intera impostazione del nostro modello di gestione pubblica si fonda, da sempre, su principi non negoziabili: la solidarietà, l’accoglienza, la non discriminazione e l’attenzione concreta verso i più deboli e i bisognosi, senza alcuna distinzione di carattere sociale, religioso o etnico».
Il sindaco rivolge pertanto un invito formale a tutta la squadra di governo affinché l’azione amministrativa e le stesse modalità espressive e comunicative siano sempre coerenti con questi valori. «L’obiettivo comune – chiosa -deve rimanere quello di palesarsi e agire come garanti di giustizia e uguaglianza sociale». «L’autorevolezza delle istituzioni, conclude il Sindaco, non si misura sulla rigidità delle posizioni, ma sulla capacità di essere vicini a chi ha più bisogno. Il dialogo costante e il rispetto reciproco rimangono le uniche pietre miliari su cui costruire il futuro della nostra comunità, all’interno della Giunta così come nel rapporto quotidiano con i cittadini e con la struttura comunale».
IL NODO POLITICO EVIDENZIATO DAL CENTROSINISTRA
Il “caso” politico è stato sollevato dai capigruppo di opposizione Annita Vitale (Azione), Bernadette Serratore (Per Vivere Bene) e Fabrizio Muraca (Partito Democratico). «Ci sorprende – fanno sapere in una nota – il modo con cui il sindaco Murone e gli esponenti interessati hanno liquidato la questione sostenendo che nulla cambia e che vi sia piena continuità con il percorso fin qui intrapreso. Tale posizione appare ancora meno convincente alla luce delle dichiarazioni rese dagli stessi promotori di Futuro Nazionale, i quali hanno affermato pubblicamente che questo percorso sarebbe stato condiviso e accompagnato dal sindaco già da tempo. Se così fosse, non ci troveremmo di fronte a una semplice scelta maturata autonomamente da una componente della maggioranza, ma a una evoluzione conosciuta e politicamente avallata dal primo cittadino. Al contrario – proseguono Vitale, Serratore e Muraca – riteniamo che si sia aperto un nodo politico che merita una risposta chiara».
E rimarcano che «durante la campagna elettorale Mario Murone si è presentato come il riferimento di una proposta civica, moderata e inclusiva. Non a caso, insieme a Forza Italia, ha promosso pubblicamente il progetto “Lamezia Terme città inclusiva”, fondato sui temi della partecipazione, dell’inclusione sociale, della diversità, della coesione della comunità, dei diritti umani e dell’attenzione verso le fragilità. Per questo non può essere considerata irrilevante la scelta di una componente significativa dell’alleanza, che ne ha sostenuto l’elezione, di aderire a un progetto politico che si caratterizza per posizioni, linguaggi e riferimenti culturali profondamente diversi da quelli moderati originari della coalizione e che, anche a livello nazionale, hanno generato ampie perplessità ben oltre i confini dell’opposizione».
L’ANALISI: «IL TEMA È LA COMPATIBILITÀ CON IL PROGETTO PRESENTATO AGLI ELETTORI»
«Il tema non è la libertà dei singoli di compiere questa scelta, che nessuno mette in discussione. Il tema è la sua compatibilità con il progetto presentato agli elettori e con l’identità che il Sindaco ha proposto alla città. Proprio per questo ci saremmo aspettati un’assunzione di responsabilità più netta. Chi decide di aderire a un percorso così marcatamente caratterizzato da posizioni divisive avrebbe dovuto rimettere a disposizione incarichi amministrativi e ruoli istituzionali, consentendo una corretta e trasparente verifica politica all’interno della maggioranza. È troppo semplice sostenere che nulla cambia. In politica – continuano i capigruppo di opposizione – le scelte contano e producono sempre delle conseguenze».
CASO VANNACCI A LAMEZIA, IL SILENZIO DELLE FORZE MODERATE DI MAGGIORANZA CHE APPOGGIANO IL SINDACO MURONE
«Non sorprende che, ancora una volta, i partiti della maggioranza scelgano la strada del silenzi. Ci aspettiamo una presa di posizione da parte delle forze moderate che sostengono l’Amministrazione. Il silenzio su una scelta di questa portata, politica e culturale, rischia di essere interpretato come una sostanziale condivisione. Anche per questo riteniamo naturale e ineludibile una verifica interna alla maggioranza. Non possiamo – scrivono ancora Vitale, Serratore e Muraca – non rilevare che l’adesione a Futuro Nazionale arriva in un contesto già segnato da forti tensioni istituzionali tra amministrazione, dirigenti, organizzazioni sindacali e Segretaria Generale. Protagonisti di questa nuova collocazione nel partito di Vannacci sono gli stessi esponenti politici che nelle ultime settimane sono stati al centro del dibattito cittadino».
«Per questo sarebbe superficiale considerare quanto accaduto come una semplice vicenda di appartenenza. Le scelte politiche contribuiscono a definire un metodo, un linguaggio e una cultura di governo. Ed è legittimo chiedersi se non stia emergendo una visione fondata sulla contrapposizione permanente, distante da quel modello di dialogo, equilibrio e inclusione che il Sindaco aveva predicato come tratto distintivo della propria esperienza amministrativa. La politica produce conseguenze. E quando una componente dell’alleanza di governo sceglie di identificarsi con posizioni così chiaramente caratterizzate, il compito di chi guida la città non è minimizzare, ma – chiosano Vitale, Serratore e Muraca – spiegare ai cittadini se quella scelta sia coerente o meno con il mandato ricevuto e con la visione di città proposta durante la campagna elettorale».
Il Quotidiano del Sud.
Gruppo consiliare Vannacci a Lamezia, il sindaco Murone chiarisce, l’opposizione incalza