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Gravina: “Non ho fallito, la Figc è tra le più apprezzate in Europa”. Poi difende Rocchi: “Fango senza sapere nulla”

  • Postato il 30 aprile 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Gravina: “Non ho fallito, la Figc è tra le più apprezzate in Europa”. Poi difende Rocchi: “Fango senza sapere nulla”

Anche un mese dopo il disastro in Bosnia e la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta di fila, Gabriele Gravina continua la sua difesa ad oltranza: “Non ritengo di aver fallito. Se legato a piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell’attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, la nostra federazione è tra le più apprezzate in Europa“, dice l’ex presidente della Figc nella sua prima intervista dopo le dimissioni, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

“Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta”, esordisce Gravina. “È stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare ai Mondiali e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno. È stato giusto dimettersi”, aggiunge. Che però poi accusa: “Erano in atto isterie istituzionali di ogni genere, era bene non sovraesporre la Figc”. Secondo Gravina, quindi, le colpe non sono sue o della Federazione: “Gli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non ha, c’è confusione di ruoli. Per tre volte non siamo andati ai Mondiali e lo schema è lo stesso, cercare un capro espiatorio“.

La giustificazione per le mancate riforme, nei suoi quasi 8 anni a capo della Figc, è sempre la stessa: “Purtroppo esistono leggi e statuti, regole che bisogna rispettare. Non puoi attivare un meccanismo di riforma se tutti non sono d’accordo“, dice Gravina. Omettendo però di dire che all’interno della Federazione godeva di un consenso bulgaro, ottenuto anche promettendo alle varie componenti la tutela di singoli interessi, che impedivano di realizzare le riforme veramente necessarie, a partire ad esempio dal taglio delle squadre professionistiche e dalla riduzione della Serie A a 18 squadre.

Gravina poi respinge l’ipotesi del commissariamento, l’opzione cara al governo Meloni: “È contrario all’autonomia dello sport, agli statuti, alla Uefa e alla Fifa. Ho sentito parlare di commissariamento per modifiche che potrebbero fare autonomamente”. “Se si tenta di invadere il campo altrui si attua il principio della rottura istituzionale“, continua Gravina. Che tira in ballo Claudio Lotito: “Vi sembra normale che partecipi alla commissione cultura un soggetto che è presidente della Lazio che è stato vent’anni nel consiglio federale e parla di disastro, che solo due anni è andato via perché è stato sconfitto? Sento parlare di modifica della legge 91/1981 che è stata abrogata e di ‘vincolo sportivo‘, che questo governo ha tolto. C’è qualcosa che non torna. Chiediamo rispetto per il calcio”, dichiara Gravina. “Stiamo valutando il lavoro della Figc sulla base di una sola nazionale, ma ce ne sono tante, maschili e femminili”, si difende ancora l’ex presidente federale.

La scelta di Gattuso e l’ipotesi ripescaggio

Gattuso per me era assolutamente l’uomo giusto. Era il migliore, in quel momento avevamo bisogno di qualcuno che facesse riscoprire ai ragazzi i valori e l’attaccamento alla maglia, ma purtroppo è mancato il risultato sportivo“, dice poi Gravina sulla scelta del ct. Anche in questo caso, dimenticando di aggiungere che la mancata qualificazione ai Mondiali è arrivata anche per i risultati negativi ottenuti con Luciano Spalletti, che era stato confermato dopo un Europeo già fallimentare. Sull’ipotesi invece che l’Italia possa giocare la Coppa del Mondo grazie a un ripescaggio, l’ex presidente Figc commenta: “Mi sembra un’idea fantasiosa e vergognosa. Si sta negoziando sulla passione dei tifosi italiani, che sono gli unici a meritare di andare ai mondiali”.

Le elezioni Figc e l’inchiesta sugli arbitri

Malagò e Abete sono due ottimi dirigenti, ma ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno“, dice Gabriele Gravina rispondendo a una domanda sulla corsa al suo successore, con le elezioni interne alla Figc al momento in programma il prossimo 22 giugno. Inevitabile in chiusura un commento anche sull’inchiesta della procura di Milano sul mondo arbitrale e nei confronti dell’ex designatore Gianluca Rocchi, accusato di frode sportiva. Gravina difende uno dei suoi uomini: “Sul caso arbitri, perché siamo garantisti solo a corrente alternata? Dietro quel ruolo di designatore c’è un uomo, una vita, una famiglia“. E conclude: “Dovremmo essere garantisti, stiamo buttando fango senza sapere nulla“.

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Il Fatto Quotidiano

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