“Gravi e fondati sospetti”, l’ombra del doping sul Tour de France: il retroscena sui controlli a Pogacar e Vingegaard
- Postato il 21 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Il doping torna a fare la sua comparsa al Tour de France, per ora solo in forma di dubbi o di sospetti. Ma le notizie degli ultimi giorni tengono in allarme le squadre e il gruppo. I controlli notturni di Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard sono stati solo la miccia che ha acceso un caso che ora rischia di gonfiarsi sempre di più.
- Il retroscena sui controlli a Pogacar e Vingegaard
- La rivelazione di Naesen
- L’attacco dell’ex compagno di Amstrong
Il retroscena sui controlli a Pogacar e Vingegaard
Domenica mattina il Tour de France è partito con una polemica, nel corso della notte gli ufficiali addetti al controllo antidoping sono andati a bussare alla porta dei primi due della classifica generale: Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. Una mossa che ha fatto discutere con lo sloveno che ha denunciato di non essere più riuscito a dormire, mettendo insieme solo poche ore di riposo mentre il danese ha forse pagato il brusco risveglio con la caduta che ha portato poi al suo ritiro dal Tour de France. Ma a tenere tutti in ansia sono le notizie che continuano ad arrivare dalla Francia.
A dare l’ok per un controllo notturno è stato un giudice della Procura di Parigi che ha dato il suo consenso e firmato i documenti per rendere legali i controlli notturni. Una decisione che può essere presa se “l’organismo sportivo internazionale competente è a conoscenza di sospetti gravi” sia sull’uso di doping che sul rischio di inquinamento delle prove. Il magistrato francese deve dunque aver trovato sufficienti gli eventuali sospetti di doping per poter autorizzare questa mossa.
La rivelazione di Naesen
Un susseguirsi di voci, di rumour e di sospetti. L’ultima arriva da un corridore, il belga Oliver Naesen che non è stato convocato dalla Decathlon per il Tour ma che nel corso di un’intervista ha dichiarato: “Ci sono sostanze dopanti che rimangono in circolo soltanto poche ore, circa tre. Io ho sentito dire che stavano cercando l’ormone della crescita. Ma è la prima volta che ne sento parlare. Capisco che le agenzie antidoping devono effettuare i loro controlli nei momenti critici ma in questo momento non ho nessuna notizia dell’esistenza di doping all’interno del gruppo. Un controllo alle due del mattino è davvero estremo, penso che ci sia un limite alle cose che si possono imporre agli atleti. E’ una cosa che non succede in nessuno sport”.
L’attacco dell’ex compagno di Amstrong
Il nome di Lance Armstrong è tornato a risuonare in più di una circostanza nel corso di questo Tour de France e lo fa ancora una volta attraverso le parole dell’ex compagno Jonathan Vaughters, ora manager del Team EF Education-Easy Post: “I test alle 2 del mattino sono uno dei mezzi più efficaci per prevenire il microdosaggio e di testosterone. Se l’Uci avesse fatto dei test alle 2 del mattino nel 2001, saremmo stati tutti sospeso e lo sport si sarebbe risparmiato 25 anni di drammi. Mi dispiace che Tadej e Jonas debbano pagare per quello che abbiamo fatto noi in passato. Ma nonostante tutto, penso sia giusto sacrificare un po’ di sonno per guadagnare un po’ di credibilità”.