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Gli schermi aiutano lo sviluppo cognitivo

  • Postato il 22 agosto 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

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Gli schermi aiutano lo sviluppo cognitivo
Abbiamo spesso parlato della relazione negativa tra schermi e sviluppo dei bambini: ora uno studio finlandese pubblicato su Pediatric Exercise Science sembra (solo apparentemente, però) ribaltare questa convinzione, evidenziando un legame positivo tra tempo passato sugli schermi durante l'infanzia e migliori abilità cognitive in adolescenza. Attenzione: non è un invito a piazzare vostro figlio davanti allo smartphone fin dai due anni di età. L'obiettivo, sottolineano gli autori, è bilanciare attività fisica e tempo sugli schermi con app o giochi che incoraggino il pensiero attivo.. Schermi sì, ma a una condizione Lo studio è stato condotto su 124 ragazze e 136 ragazzi con un'età media di circa 16 anni. I ricercatori hanno analizzato in che modo attività fisica, sedentarietà e tempo passato sugli schermi dall'infanzia all'adolescenza influissero sulle abilità cognitive.. È emerso che il tempo passato sugli schermi dall'infanzia aiuta lo sviluppo cognitivo, a patto che sia tempo di qualità: ok ad attività che coinvolgano l'apprendimento, la creatività, il problem-solving, o altre forme di coinvolgimento mentale attivo. «Presumiamo che il punto fondamentale sia che cosa fanno durante il tempo trascorso davanti agli schermi», spiega Petri Jalanko, coordinatore dello studio.. Attività fisica e abilità cognitive: è complicato Anche l'attività fisica è risultata importante, ma con differenze tra maschi e femmine. Nelle ragazze, più tempo dedicato ad attività fisica di intensità leggera fin dall'infanzia è stato associato a una migliore memoria di lavoro in adolescenza. Nei ragazzi, invece, a fare la differenza è stata la partecipazione ad attività fisica guidata (cioè sotto la supervisione di un adulto) dall'infanzia fino all'adolescenza, anch'essa collegata a una memoria di lavoro più efficiente. . Un dato più sorprendente riguarda l'attività fisica non supervisionata: i ricercatori hanno osservato che livelli più bassi di esercizio autonomo, riportato dagli stessi ragazzi, erano associati a una migliore capacità di elaborazione cognitiva in adolescenza, un risultato che va in controtendenza rispetto a quanto ci si aspetterebbe.. Occhio alle conclusioni È importante sottolineare che gli autori non incoraggiano in alcun modo l'uso degli schermi, e non sostengono che esista un legame di causalità tra screen time e migliori abilità cognitive. Invitano invece a non trarre conclusioni definitive, osservando che le associazioni tra attività fisica, tempo sugli schermi e abilità cognitive dipendono in parte dal sesso, oltre che dai metodi di misurazione e dal contesto in cui avvengono queste attività..
Autore
Focus.it

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