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Giro, se l'Italia ha ancora bisogno di Caruso: "Sogno ancora una tappa". Vingegaard permettendo...

  • Postato il 27 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Giro, se l'Italia ha ancora bisogno di Caruso: "Sogno ancora una tappa". Vingegaard permettendo...

C’è un Caruso che continua a stregare il mondo della pallacanestro americana (Alex, che di italiano a parte il cognome ha però ben poco…) e c’è un Caruso che a 38 anni continua a mostrarsi per quello che è sui pedali, cioè un talento immenso che forse avrebbe meritato di vincere di più, se solo fosse stato gestito meglio (e non avesse dovuto fare sempre, o quasi, il gregario). Damiano, professione ciclista, ha ribadito che l’età è soltanto un numero sulla carta d’identità: ad Andalo ha sfiorato una vittoria che avrebbe avuto del clamoroso, soprattutto per il modo con quale l’ha inseguita. S’è dovuto accontentare del terzo posto, ma ha arpionato l’ennesima top 10 in carriera. E da qui a sabato, con altro montagne a disposizione, chissà che non gli venga voglia di riprovarci ancora.

Damiano, l’inossidabile: “Ho dato il massimo, ma non è finita”

Insomma, in un’Italia del pedale sostanzialmente ancora poverella, specie se rapportata a quello che succede nei paesi limitrofi (la Francia sta tornando fortissima, Belgio e Olanda hanno poco da invidiare al resto del mondo, e anche nella penisola iberica cominciano a vedersi volti decisamente accattivanti), Caruso rappresenta paradossalmente la solita ancora di sicurezza.

Lui che al Giro è venuto fondamentalmente per fare una passerella d’addio, visto che (salvo ripensamenti) a fine stagione scenderà dalla bicicletta. “Ho dato tutto quello che avevo, ci tenevo a vincere una tappa e so di aver fatto il possibile per riuscire nel mio intento”, ha spiegato dopo la frazione vinta da Valgren, con Leknessund ancora piazzato d’onore.

“Ci tenevo ad avere ancora queste sensazioni da pura bagarre, ma onestamente non ho nulla da rimproverarmi. Ha vinto il ragazzo che nel finale ne aveva più di tutti noi che siamo andati in fuga sin dal mattino, e quindi tanto di cappello a Valgren. Quanto a me, non avevo immaginato né programmato di poter risalire in top 10, ma è successo e proverà a difenderla da qui a fine Giro. Anche se il mio vero obiettivo sarà ancora quello di provare a vincere un’ultima tappa. Spero solo di avere le energie necessarie per riuscire a centrare questo proposito”.

Vingegaard “spaventa” i rivali: “Vorrei vincere ancora, però…”

Non sarà semplice per Caruso riuscire a esaudire l’ultimo desiderio, perché Jonas Vingegaard tra le righe (ma neanche troppo) una cosa l’ha detta dopo la seconda tappa in carriera disputata vestito di rosa: “Mi piacerebbe ancora vincere un altro paio di tappe”, c’ha tenuto a far sapere nelle interviste di rito seguite alle premiazioni di giornata.

“Però devo pensare anche a risparmiare le energie in vista del Tour, ha poi aggiunto, quasi a voler “rincuorare” tutti gli avversari che già temevano un altro show del danese non appena la strada tornerà a salire. Anche se ad Alleghe e Piancavallo sarà sempre la maglia rosa a dettare i tempi, mentre domani a Pieve di Soligo potrebbe arrivare ancora una fuga.

Autore
Virgilio.it

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