Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Giro d'Italia, una tappa pazza con un finale ancora più folle. Eulalio in rosa nonostante un Ciccone commovente

  • Postato il 13 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
Giro d'Italia, una tappa pazza con un finale ancora più folle. Eulalio in rosa nonostante un Ciccone commovente

La follia è un sentimento comune a molti, ma quella che s’è manifestata lungo i 203 chilometri che hanno condotto la carovana rosa da Praia a Mare a Potenza ha finito per riscrivere i canoni di ciò che è veramente folle. Perché s’è visto di tutto, condensato in una singola frazione: la solita fuga da lontano, la pioggia che ha accompagnato ogni singolo metro della frazione (e poi il sole è spuntato subito dopo l’arrivo al traguardo del primo corridore), una maglia rosa “costretta” a tirare per provare a salvare la leadership (con i compagni che se ne stavano buoni a guardare) e una serie di cadute nel finale che pure non hanno impedito a Igor Arrieta e Afonso Eulalio di vivere la loro giornata di gloria.

Pazzo finale: Arrieta beffa Eulalio, ma alla fine è festa per tutti

Per par condicio, l’uno s’è preso la tappa (Arrieta), l’altro la maglia rosa (Eulalio). Come l’hanno fatto, beh, è la parte più divertente della cosa: sono andati in fuga dopo 20 chilometri, hanno resistito a scatti e contro scatti, poi hanno preso il largo dopo l’ultima salita di giornata, quella della Montagna Grande di Viggiano, dove i big s’erano dati appuntamento per darsene di santa ragione, ma dove la pioggia ha ricondotto tutti a più miti consigli.

Non i due protagonisti di giornata, che alla fine se le sono date per davvero fin sotto la linea del traguardo. Con Arrieta che a un chilometro dall’arrivo era indietro di 12 secondi, complice una scivolata nella quale era incappato a 2,5 km dalla conclusione dopo che già ai -12 km era finito a terra. Ma anche Eulalio aveva pagato dazio all’asfalto scivoloso, e quando ormai pensava di aver fatto colpo doppio s’è dovuto ricredere, perché Arrieta nel finale è stato devastante nella rimonta con la quale s’è preso almeno la tappa, con la maglia rosa finita sulle spalle del compagno di fuga.

Quell’abbraccio finale a favore di telecamere è stato il degno suggello a una giornata da pazzi. Anzi, da folli. Dove il vero sconfitto, suo malgrado, è Giulio Ciccone.

Ciccone ha onorato al massimo la maglia rosa (e la Lidl Trek…)

Che ci teneva ad arrivare a venerdì, nella tappa sul Blockhaus, vestito di rosa nella sua terra d’Abruzzo. Ma la fuga “bidone” gli è costato tanta fatica e una beffa fin troppo evidente, perché quando i fuggitivi hanno preso il largo, andando d’amore e d’accordo, in casa Lidl Trek hanno badato più a coprire Gee (non brillantissimo nelle prime salite del Giro) piuttosto che tenere la maglia una giornata in più, ben sapendo che Ciccone a Roma vuole arrivarci senza stare per forza di cose nei piani alti della classifica, ma magari dopo aver conquistato qualche tappa lungo il cammino.

Eppure la scena di Giulio che tira a tutta per “convincere” se stesso e soprattutto il gruppo che c’è ancora spazio per andare a recuperare la fuga di giornata è stata da cartolina, col coraggio, la forza e la grinta ammirevole di un corridore che ha onorato al massimo la maglia che indossava.

L’UAE vince anche senza le punte (e con soli 5 corridori)

Una giornata tanto fredda e inclemente ha finito comunque per ridisegnare una volta di più la geografia di un Giro che dopo 5 frazioni continua a essere “pazzerello”, e incline a colpi di mano continui. Eulalio in qualche modo s’è giovato anche della regia di Damiano Caruso, che senza più Santiago Buitrago (ritiratosi dopo una delle tante cadute in terra di Bulgaria) vuol provare ancora a sorprendere e a regalarsi un piazzamento di valore.

Arrieta, figlio d’arte (suo papà era gregario di Indurain), ha ricordato al mondo intero che la UAE Team Emirates XRG non è solo Pogacar o Del Toro: pur con soli 5 corridori rimasti in gruppo, la formazione emiratina continua a mostrarsi per ciò che è veramente, cioè una corazzata che miete successi ovunque, anche quando le sue principali bocche da fuoco sono davanti alla tv a guardare i compagni impegnati nelle corse.

Domani intanto tornano protagoniste le ruote veloci: a Napoli per il Milan (quello di Allegri) qualche settimana fa non è andata proprio benissimo, ma Jonathan Milan (che tifa Udinese, da buon friulano) spera che a lui vada decisamente meglio. Perché dopo due volate a guardare esultare Magnier è tempo di rimuovere lo zero alla voce vittorie.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti