Giro d'Italia, per Milan il digiuno di vittorie continua. Vingegaard ha il mal di gola, un virus preoccupa
- Postato il 21 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Non c’è pace per i velocisti al Giro d’Italia. Soprattutto per Jonathan Milan: pensare che non avrebbe vinto nemmeno una tappa quando il giro di boa è stato appena superato era qualcosa che non stava né in cielo, né in terra. Eppure è successo, perché anche a Novi Ligure la giornata dello sprinter della Lidl Trek ha raccontato di una volata mancata, tutta colpa del forcing dei Movistar che pure ha prodotto la vittoria (a sorpresa) di un… Bahrain Victorious. Perché Alec Segaert nel finale ha anticipato le ruote del gruppo dei migliori, che ha finito così per eludere la possibilità di giocarsi ancora una tappa in volata (ma sarebbero mancati i velocisti puri).
- Milan e Magnier, la collaborazione non ha dato l'esito sperato
- Eulalio scatenato, Vingegaard preoccupato per un virus
Milan e Magnier, la collaborazione non ha dato l’esito sperato
Insomma, Milan ma anche Magnier sono rimasti di nuovo a guardare, consapevoli che questo non è un Giro per velocisti. Anche se poi è tutto opinabile, e non necessariamente vero: sul Bric Berton le ruote veloci hanno perso contatto dalla testa del gruppo e in discesa, quando Lidl Trek e Soudal Quick Step hanno provato a collaborare per riportare i due grossi calibri in lizza per la vittoria, hanno visto il loro tentativo abortire dopo una manciata di chilometri, complice la costanza con la quale i migliori hanno deciso di andare dritti fino al traguardo.
“Le gambe girerebbero anche, ma purtroppo di volate se ne vedono poche e quelle che ci sono state, per un motivo o per un altro, mi hanno sempre visto tagliato fuori prima ancora di potermela giocare”, ha ammesso Milan, sconsolato e quasi impotente di fronte alla strada genesi di un Giro che si sta rivelando più maledetto del previsto.
Milan difficilmente avrà l’opportunità di riprovarci domani, quando il Giro arriverà a Verbania, a casa di Pippo Ganna, che non a caso ha fatto sapere di voler provare a vincere una tappa che per lui avrebbe un significato decisamente tutto speciale, non trattandosi della classica cronometro.
Eulalio scatenato, Vingegaard preoccupato per un virus
La notizia del giorno in chiave classifica generale l’ha offerta Afonso Eulalio, che al Red Bull KM ha pensato bene di anticipare tutti e andare a prendersi 6 secondi d’abbuono, che tutto sommato fanno morale e servono anche per tenere i rivali sulle spine. “Eravamo lì a battagliare e s’è presentata l’occasione, pertanto non potevo sottrarmi allo sprint intermedio”, ha spiegato il portoghese. “La maglia rosa ti da motivazioni extra, ma ad ogni modo 30 secondi in montagna sono niente, quindi non è cambiato nulla”.
Quello che è cambiato è però l’umore di Vingegaard, che nei giorni scorsi ha dovuto fare i conti con un fastidioso attacco di tosse e una lieve infiammazione alla gola. Forse è stata questa la causa della crono non troppo brillante mandata a referto martedì: in casa Visma diversi meccanici hanno accusato gli stessi sintomi, ma filtra ottimismo in vista delle tappe di montagna, pur se il danese da qui a sabato vivrà in una sorta di “bolla” per non prendere rischi.