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Giro d'Italia, Magnier asso pigliatutto in volata. Milan la prende con filosofia: "Ho perso la sua ruota..."

  • Postato il 28 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Giro d'Italia, Magnier asso pigliatutto in volata. Milan la prende con filosofia: "Ho perso la sua ruota..."

Di tutte le cose che potrebbe oggi desiderare, Jonathan Milan ne ha messa una in cima a tutte: far si che questo Giro “maledetto” finisca al più presto, perché continuare a correre per vedere poi sistematicamente festeggiare i rivali è una dannazione di cui il buon Jonathan vorrebbe fare decisamente a meno. E che anche nel penultimo appuntamento per le ruote veloci (l’ultimo sarà a Roma domenica, nella tradizionale passerella conclusiva della corsa) gli si è ritorto contro: ha vinto ancora Paul Magnier, leader conclamato della classifica a punti e (soprattutto) degli arrivi in volata. Con Milan ancora una volta battuto, quasi incredulo di fronte a un copione che non era certo quello a cui avrebbe mai voluto pensare.

Delusione Milan: “Avevamo fatto tutto bene, poi però…”

Pieve di Soligo è stata l’ennesima occasione mancata. “In realtà però abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare per arrivare a giocarci la vittoria in volata”, ha provato a spiegare il velocista della Lidl Trek.

Conoscevamo le insidie del finale, particolarmente tortuoso e quindi complicato anche da gestire. In realtà mi piaceva come era stato costruito il percorso negli ultimi 1000 metri: i ragazzi hanno fatto tutti quanti un lavoro fantastico, a me toccava il compito di mettere la ciliegina sulla torta, ma purtroppo ho sbagliato a posizionarmi nel momento in cui bisognava partire e così è andata. Avrei dovuto tenere la ruota di Magnier nell’ultima curva, invece ho preso un paio di metri di troppo e a quel punto non ho avuto più alcuna possibilità di rimediare”.

Parole che fotografano la delusione, unita però alla consapevolezza che in questo Giro c’è chi va più forte di Milan, cioè Magnier. Che se qualcuno avesse dubbi al riguardo, non può essere più considerato una sorpresa, quanto piuttosto il vero riferimento nelle volate di gruppo.

Paul Magnier, la resilienza che fa la differenza

Magnier che s’è detto sorpreso di aver vinto, perché sulla prima salita mi sono staccato, e pensavo che ormai le mie chance di vittoria fossero tutte evaporate. Quando vinci una tappa così, quando cioè non te l’aspetti, è tutto più bello. Ai miei compagni debbo dire grazie due volte: la prima perché mi hanno spronato a non mollare nel corso di tutta la frazione, la seconda perché mi hanno permesso di arrivare nella posizione migliore per lo sprint, con Stuyven che ha fatto un lavoro favoloso”.

Un giorno in maglia rosa, 4 tappe vinte e la maglia ciclamino nuovamente sulle spalle: Magnier a questo Giro mai si sarebbe immaginato di poter chiedere tanto. Così forse come Vingegaard, che al netto delle parole di circostanza circa la necessità di tenere e preservare la gamba per il Tour ha tentato un allungo anche oggi, sul Ca’ del Poggio, quando ha provato a far fuori i velocisti, senza riuscirci. “In realtà mi interessavano i punti per il GPM, e dato che ero nei paraggi ho fatto quel che ho fatto”. Domani e sabato potrebbe fare molto di più.

In casa Visma però la giornata è trascorsa con qualche preoccupazione per Davide Piganzoli, che si è staccato in salita salvo poi rientrare nelle fasi finali della tappa. Piganzoli, ottavo nella generale, punta a sottrarre la maglia bianca di miglior giovane a Eulalio, ma nelle ultime due tappe dolomitiche dovrà dimostrare che quella di oggi è stata solo una crisi (se così si può dire) passeggera.

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Virgilio.it

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