Giro d'Italia, Ballerini spezza l'incantesimo italiano. Milan sfortunato e (ancora) battuto. Domani c'è il Blockhaus
- Postato il 14 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Un’altra caduta, stavolta praticamente senza conseguenza, ma con un effetto collaterale che fa rima ancora una volta con Jonathan Milan. Che nemmeno a Napoli riesce a sfatare il tabù del primo successo nel Giro 2026: la Paestum-Napoli, di 142 chilometri, fa la felicità di Davide Ballerini, che in un finale al solito caotico e rocambolesco trova la zampata giusta per mettere le proprie ruote davanti a quelle del gruppo, beffando Jasper Stuyven e un commovente Paul Magnier, che pur mettendo piede a terra riesce a risalire posizioni e rafforzare quantomeno la propria leadership nella classifica a punti.
- Altra caduta, altra volata ristretta: fa festa Ballerini
- "Malucelli mi ha detto di insistere e io c'ho provato"
- Arrivano le vere salite: sul Blockhaus occhio a Vingegaard
Altra caduta, altra volata ristretta: fa festa Ballerini
Ci voleva un Ballerini per sbloccare l’Italia del pedale, ch sin qui aveva sempre dovuto osservare da vicino (o lontano, fate voi) veder vincere qualche altro corridore straniero. A Napoli, dove tutti aspettavano Milan, è sbucato fuori il corridore della XDS Astana, bravo soprattutto a schivare la scivolata con la quale il treno della Unibet Rose Rockets stava predisponendo la volata per Dylan Groenewegen. Il quale è caduto e ha tirato giù anche Jonathan Milan, che nell’ultima curva prima del rettilineo finale (sui sampietrini) ha visto materializzarsi una volta di più l’incubo di non poter far sua la tappa.
Ballerini e Stuyven si sono così ritrovati a giocarsi il successo di tappa: alla fine l’ha spuntata l’italiano, con Magnier che dopo essersi visto a sua volta costretto a rallentare per via della scivolata di chi gli stava davanti ha comunque tentato di rimontare la coppia di testa, riuscendo però a spingersi soltanto in terza posizione e non oltre.
Mozzato, Magli e Zanoncello (rispettivamente settimo, ottavo e nono) completano la top ten italiana di giornata, con i big della generale che si sono tenuti alla larga da brutte sorprese, aspettando che domani sul Blockhaus qualcosa possa prendere corpo nella lotta (quella vera) per la maglia rosa. Che resta sulle spalle di Eulalio, che domani però avrà il suo bel daffare per riuscire a mantenerla.
“Malucelli mi ha detto di insistere e io c’ho provato”
Ballerini non aveva mai vinto una tappa al Giro, pur essendo alla sesta partecipazione. E in realtà si trovava nelle prime posizioni del gruppo al momento della caduta degli Unibet perché avrebbe dovuto tirare la volata a Malucelli, a sua volta rimasto intruppato nell’ingorgo che è seguito allo scivolo del treno dei compagni di squadra di Groenewegen.
“Non so ancora cosa sia accaduto, ma io sapevo che avrei dovuto prendere la testa della corsa per provare a tirare la volata a Malucelli, e quando ho visto i due della Unibet cadere a terra ho capito di essermi ritrovato nel posto giusto al momento giusto. È stato proprio Matteo via radio a dirmi di insistere, perché lui era ancora a terra e vedeva tutti i velocisti accanto a lui. Sono partito e ho sperato che nessuno mi passasse, e così è successo”.
Arrivano le vere salite: sul Blockhaus occhio a Vingegaard
Domani si sale fin sulla vetta del Blockhaus, e in qualche modo il Giro comincerà a svelare le proprie carte. Di solito si dice che nella prima tappa di montagna non si scopre chi sarà il vincitore della corsa, ma si capirà chi non riuscirà a conquistarla. E dunque, per dirla in gergo pugilistico, fuori i secondi: la Formia-Blockhaus id 244 chilometri è davvero una tappa complessa, con oltre 2.500 metri di dislivello e un’ascesa finale di 13,6 chilometri (1.141 metri di dislivello) con una pendenza media dell’8,4% e punte del 14%, tutte confinate peraltro nella parte conclusiva.
Su questa ascesa nel 2022 Hindley costruì il suo trionfo in rosa, come molti anni prima fece Merckx (nel 1067) e poi Moser nel 1984 (qui vinse anche Quintana nel 2017). Vingegaard è il logico favorito, ma occhio anche alle velleità di Giulio Pellizzari, che per quanto visto in salita appare sin qui il principale antagonista del danese. Eulalio si presenterà con oltre 6 minuti sugli uomini più attesi: un margine che magari potrebbe anche consentirgli di tenere la maglia, a patto però di non andare fuori giri troppo presto.