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Giorgia Meloni da record, il lavoro non è finito

  • Postato il 3 maggio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 8 min di lettura
Giorgia Meloni da record, il lavoro non è finito
Giorgia Meloni da record, il lavoro non è finito

«Da oggi il governo che ho l’onore di guidare diventa il secondo più longevo della storia repubblicana». In un post rilanciato dai social di buon mattino la premier Giorgia Meloni esprime tutta la soddisfazione per un dato che, spiega, «non vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani».

All’impegno della leader di Fratelli d’Italia fa seguito una promessa: «Andremo avanti con determinazione per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l’interesse nazionale».

A far di conto, dei 68 governi che si sono susseguiti dall’inizio della Repubblica italiana, i primi tre esecutivi per longevità sono il Berlusconi II, l’attuale Meloni, e poi il Berlusconi IV. Una stabilità sconosciuta nella Prima Repubblica quando le maggioranze a trazione variabile cambiavano e ribaltavano assetti, configurazioni e schieramenti nel tempo di un baleno. Talvolta bastava una seduta notturna per spedire a casa un governo. O rimescolare ministri e poltronissime come se fossero un i dadi su un tappeto da casinò.

Evidente la soddisfazione degli esponenti della maggioranza, a cominciare dalla compagine di Fratelli d’Italia. L’esultanza per il nuovo obiettivo temporale raggiunto - la bellezza di 1288 giorni trascorsi dal giuramento al Quirinale del 22 ottobre 2022- si somma con i risultati conseguiti nonostante turbolenze internazionali inimmaginabili.

Tre conflitti di portata planetaria (Ucraina, Israele-Gaza-Libano e ora pure quello in Iran), hanno scombussolato la geografia della precaria stabilità mondiale. Senza dimenticare l’impatto economico di iniziative di “rappresaglia” che impattano notevolmente sull’economia mondiale. Tanto più su quella di un Paese povero di materie prime come l’Italia che ha dovuto diversificare rapidamente le fonti di approvvigionamento energetico e al contempo rilanciarsi su altri mercati internazionali per tamponare gli effetti dei nuovi dazi commerciali. Tutto questo dopo aver a malapena digerito le ripercussioni della pandemia da Covid che faceva seguito alla tempesta finanziaria (2007-2009) innescata dalla crisi dei derivati.

Certo le sfide non sono mancate in questi primi 3 anni e mezzo. Mettere in fila il promesso taglio del cuneo fiscale (con effetti complessivi per oltre 21 miliardi di euro soprattutto a favore per ora dei redditi più modesti), con la stabilità dei conti pubblici è stato un esercizio di funambolismo acrobatico. L’Italia viaggia con una eredità pesante. A febbraio scorso il debito pubblico ammontava a 3.139,9 miliardi di euro. C’è di buono che gli investitori internazionali e le famiglie italiane continuano a fare a gara per acquistare titoli pubblici. Altro capitolo da gestire con attenzione è quello occupazionale. Legato inevitabilmente con il sostegno alle famiglie.

Il nostro Paese soffre da decenni di una picchiata demografica (come del resto tutto il resto d’Europa). Gli interventi per favorire le nascite vanno dall’aumento dell’Assegno unico al favorire l’occupazione femminile. L’impegno c’è: «Quasi 1,2 milioni di posti di lavoro a tempo indeterminato in più in 1.288 giorni di governo Meloni. Poco meno di 1.000 posti di lavoro stabili in più ogni giorno. Questi sono i risultati concreti per l’Italia grazie a un governo serio e stabile», ricostruisce Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega proprio all’Attuazione del programma di governo.
Sulla stessa lunghezza d’onda Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d'Italia e Questore della Camera che critica «una certa opposizione che fatica a confrontarsi nel merito» dei risultati raggiunti. Per il senatore questore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri la stabilità del governo ha aiutato le «famiglie e imprese in uno dei contesti internazionali più difficili dalla fine della Seconda guerra mondiale».

Dal canto suo la leader del Pd Elly Schlein cerca di dribblare il tema della «longevità» e devia il confronto con la maggioranza puntando sul tema lavoro, con l’invito a «ridurre la precarietà, come hanno fatto in Spagna» e su quello dell’energia con la richiesta di «scollegarne il prezzo da quello del gas». A dirla tutta il nuovo mix energetico messo in piedi dall’esecutivo negli ultimi 3 anni ha consentito di assicurare a famiglie e imprese di fare fronte ad una delle crisi globali più devastanti. Adesso bisognerà attendere gli effetti del decreto lavoro del 1 maggio. L’intenzione è di favorire la ripresa del potere d’acquisto dei salari erosi dall’inflazione. Ma anche limitare i danni dei ritardi nei rinnovi contrattuali. Oggi oltre 4 milioni di lavoratori attendono il rinnovo.

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Libero Quotidiano

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