Ghio (Pd): “Il lavoro portuale sia riconosciuto come usurante, il Governo intervenga con concretezza”
- Postato il 28 settembre 2026
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- Di Genova24
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Liguria. “Il Partito Democratico è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori portuali che oggi scioperano e manifestano per chiedere il riconoscimento del lavoro portuale come attività usurante. È una richiesta giusta, che arriva da chi ogni giorno lavora in condizioni particolarmente gravose, con turni, lavoro notturno, fatica fisica e responsabilità che non possono essere ignorati. Sono ormai due anni che è depositata alla Camera una mia proposta di legge, per riconoscere il lavoro portuale tra le attività usuranti e consentire quindi ai lavoratori di accedere alle forme di pensionamento anticipato previste per queste categorie. È una battaglia che abbiamo portato avanti dentro e fuori dal Parlamento con emendamenti in ogni provvedimento utile, sempre respinti dal governo e che oggi, di fronte alla mobilitazione dei lavoratori, deve finalmente trovare una risposta concreta. Ci auguriamo che, prima della fine della legislatura, il Governo e la maggioranza decidano di dare seguito a questa richiesta, ma in modo concreto non con promesse vane utilizzate come esca per una riforma portuale pericolosa anche per i lavoratori”, così la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio intervenendo su lavoro portuale.
“Proprio la discussione sulla riforma ci impone però di guardare anche a un’altra questione che riguarda direttamente la tutela del lavoro. Le preoccupazioni espresse in questi giorni dalla Compagnia portuale Pippo Rebagliati di Savona-Vado non possono essere liquidate come allarmismi. La compagnia ha evidenziato un problema preciso: se una parte significativa delle entrate delle Autorità di sistema portuale venisse destinata al finanziamento dei nuovi strumenti previsti dalla riforma, si rischierebbe di togliere risorse che oggi consentono di sostenere concretamente il lavoro portuale, a partire dal fondo 15-bis, utilizzato anche per la formazione, il reimpiego dei lavoratori inidonei e l’accompagnamento all’esodo. È un tema che riguarda direttamente la tenuta occupazionale e la possibilità di garantire un ricambio generazionale in un settore nel quale l’età media dei lavoratori continua a crescere. Per questo, quando discutiamo di riforma della governance dei porti, non possiamo limitarci agli assetti societari, discutibili e pericolosi. Il lavoro deve essere al centro e le risorse destinate a sostenerlo devono essere salvaguardate. Non possiamo costruire il nuovo sistema portuale togliendo ossigeno proprio a quelle compagnie e a quei lavoratori che garantiscono ogni giorno il funzionamento dei nostri porti. Gli emendamenti che abbiamo presentato vanno esattamente in questa direzione: eliminare i tagli alle autorità di sistema per tutelare il lavoro e riconoscere finalmente la natura usurante dell’attività portuale”, conclude Ghio.