“Genova porto di pace”, presidio del Calp in vista della commissione. Salis: “È un tema in cui crediamo”
- Postato il 20 luglio 2026
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- Di Genova24
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Il Calp organizza un presidio a Genova per sensibilizzare l'opinione pubblica sul ruolo del porto come simbolo di pace e dialogo internazionale. L'iniziativa precede l'esame in commissione di proposte volte a trasformare lo scalo genovese in centro di cooperazione tra i popoli. L'esponente politica Salis ribadisce l'importanza strategica di questo progetto per la città e la comunità globale.
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Genova. Il Calp – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova – e Usb Mare e Porti Genova hanno organizzato per venerdì 24 giugno un presidio davanti a Tursi in occasione della riunione della commissione per l’istituzione di un osservatorio per consiliare permanente per la trasparenza, la sostenibilità etica e la sicurezza dei lavoratori del porto di Genova.
La commissione si era già riunita lo scorso 15 luglio, ma era stata chiusa in anticipo dopo alcune tensioni in aula tra auditi e consiglieri. Venerdì 24 è stato fissato il secondo appuntamento, e a partire dalle 8.30 davanti alla sede del Comune, in via Garibaldi, i lavoratori del Calp si riuniranno in presidio.
“L’Osservatorio rappresenta uno strumento necessario per garantire trasparenza sui traffici che attraversano il porto, tutelare la sicurezza di chi lavora sulle banchine e affermare il principio che il Porto di Genova non possa essere considerato un semplice ingranaggio della logistica militare e dell’economia di guerra – spiegano i portuali – La seduta della scorsa settimana si è conclusa anticipatamente dopo momenti di forte tensione, mentre la discussione sull’Osservatorio veniva ancora una volta spostata su questioni procedurali e polemiche politiche, anziché concentrarsi sui contenuti e sulle responsabilità concrete delle istituzioni”.
“Non intendiamo negare la durezza del confronto – sottolineano ancora dal Calp riferendosi alle tensioni della scorsa settimana – Rifiutiamo però ogni tentativo di criminalizzare la rabbia di chi, da anni, denuncia il transito di armamenti, l’assenza di informazioni sui carichi movimentati e i rischi ai quali vengono esposti quotidianamente i lavoratori portuali e l’intera città. La discussione non può essere ridotta al tono di voce di un portuale. Il problema reale è ciò che transita nel porto, chi ne è informato, quali rischi ricadono sui lavoratori e quale ruolo la città di Genova intenda assumere di fronte alla guerra e al commercio delle armi”.
La richiesta è quindi quella di riprendere la commissione e di “concludere i lavori”, ma soprattutto di approvare il regolamento “senza ulteriori rinvii, e che l’Osservatorio sia dotato di strumenti reali, accesso alle informazioni e capacità effettiva di controllo”.
Sul tema dell’osservatorio è intervenuta anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, a margine della manifestazione organizzata in piazza Alimonda per ricordare Carlo Giuliani: “La commissione sarà portata avanti, ovviamente si spera e faremo in modo che si vada avanti con toni più consoni a un’aula di consiglio e a una commissione comunale. È un tema in cui crediamo, che abbiamo messo sul tavolo e che verrà portato avanti coinvolgendo tutti gli operatori e tutti i soggetti coinvolti”.