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Geely, l’ad Santucci: “Siamo il marchio cinese con il Dna più europeo”

  • Postato il 15 agosto 2026
  • Fatti A Motore
  • Di Il Fatto Quotidiano
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In sintesi

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Geely, l’ad Santucci: “Siamo il marchio cinese con il Dna più europeo”

Rete commerciale, nuovi modelli, investimenti in Europa e il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dell’automobile. A un anno dall’ingresso di Geely in Italia, si può fare un primo bilancio della sua presenza nel nostro Paese. Marco Santucci, Amministratore Delegato di Jameel Motors Italia (l’importatore per il nostro mercato), racconta i risultati raggiunti, le strategie industriali del Gruppo e i prossimi passi previsti per Geely e Zeekr: ampliamento della gamma, produzione europea e obiettivi di crescita.

Geely ha da poco spento la prima candelina in Italia, e nel frattempo si è aggiunto anche il brand di lusso Zeekr. Com’è andata questa stagione?

“Il bilancio è molto positivo. In dodici mesi abbiamo superato i 3.000 contratti e costruito una rete di circa 70 punti vendita e assistenza, partendo da zero. Il 90% degli ordini riguarda Starray EM-i, oggi leader nel segmento dei C-SUV plug-in tra i clienti privati. È il risultato di una formula vincente: un prodotto tecnologicamente avanzato, di qualità, dal design con “Italian Flair” e un prezzo competitivo.
Nel frattempo abbiamo lanciato Zeekr, il nostro marchio premium, che da aprile ha già raccolto oltre 3.000 manifestazioni di interesse: un segnale importante per un brand di fascia alta appena arrivato sul mercato. Abbiamo scelto di celebrare questo primo anno a Napoli, dove tutto è iniziato, presentando anche il progetto “Rinascimento Urbano“, che ben si legava al lancio della nuova Geely E2. In quell’occasione abbiamo donato una EX5 100% elettrica alla Fondazione Foqus per supportare il trasporto delle persone fragili nei Quartieri Spagnoli. Per noi i risultati commerciali devono sempre andare di pari passo con un impatto concreto sul territorio”

In Italia i marchi sono importati da Jameel Motors, come in Polonia. In altri paesi europei (Inghilterra o Spagna, ma non solo) i cinesi hanno deciso per l’opzione National Sales Company, coordinate da un quartier generale in Europa. Ci spiega questa strategia diversificata?

“Il settore della distribuzione automobilistica sta sperimentando modelli molto diversi: dalla vendita tramite agenzie agli importatori, fino alle filiali dirette. Geely ha scelto di testare approcci differenti nei vari mercati europei. In Italia e in Polonia si è affidata a Jameel Motors, un gruppo con oltre 80 anni di esperienza nella distribuzione automobilistica, capace di mettere subito a disposizione competenze, relazioni e una struttura già consolidata. È una soluzione che permette di accelerare il lancio del marchio, riducendo tempi e rischi.
Non sono due strategie in contraddizione, anzi: come l’A/B testing usato molto nel mondo digitale, quale modo migliore di sperimentare cose diverse e vedere cosa funziona meglio?”

È recente la notizia dell’acquisizione da parte di Geely del 34% della fabbrica Ford di Valencia. Quali implicazioni avrà per voi questa scelta?

“È un’operazione industriale importante, che va oltre il singolo stabilimento. La joint venture con Ford diventerà operativa nella prima metà del 2027 e porterà alla produzione in Europa di modelli elettrificati Geely a partire dal 2028. Per noi in Italia il valore è soprattutto strategico, perché conferma che Geely non vuole limitarsi a esportare auto dalla Cina, ma punta a radicarsi industrialmente in Europa. Produrre localmente significa accorciare la filiera, ridurre l’esposizione ai dazi e rafforzare la fiducia dei clienti italiani, che chiedono giustamente garanzie sulla solidità del costruttore”

Quale ruolo ha e avrà Jameel Motors nel costruire credibilità nel marchio in Italia? In pratica, perché oggi un automobilista italiano dovrebbe scegliere Geely rispetto ad altri costruttori cinesi e non?

“Il ruolo di Jameel Motors è stato decisivo fin dal primo giorno. Abbiamo costruito un team di professionisti, selezionato con attenzione la rete vendita, aperto il magazzino ricambi in Italia e sostenuto il lancio del marchio con importanti investimenti. In pochi mesi abbiamo raggiunto come detto 70 punti vendita e assistenza, fermandoci volutamente perché preferiamo crescere con basi solide piuttosto che inseguire i volumi. Quanto a Geely, credo che oggi sia il marchio cinese con il DNA più europeo. Abbiamo un centro R&D a Francoforte dedicato proprio a differenziare la guidabilità tra i vari mercati, e un centro design a Milano. L’esperienza maturata con Volvo, Polestar, Lotus, Smart e la partecipazione in Mercedes-Benz ha permesso al Gruppo di sviluppare prodotti già pensati per il mercato europeo, sia in termini di qualità sia di dinamica di guida. Non a caso, molti dei nostri clienti arrivano da marchi premium (Land Rover, Audi, Bmw): persone che non devono dimostrare più nulla e trovano lo stesso contenuto valoriale a prezzi accessibili”

ADAS, intelligenza artificiale e software stanno cambiando il concetto di sicurezza. Qual è la vostra filosofia e quali saranno le principali evoluzioni a riguardo nei prossimi cinque-dieci anni?

“Io credo che il concetto di sicurezza non sia mai cambiato: la sicurezza è sempre stata la capacità dell’auto di aiutare a correggere gli errori umani. Velocità troppo elevate, distrazioni sempre maggiori, tempi di reazione a volte rallentati dalle condizioni atmosferiche o dalla stanchezza contribuiscono agli errori quando si è alla guida. Oggi gli ADAS, supportati dall’AI, hanno aumentato a dismisura la capacità dell’auto di “perdonare” questi nostri errori. La sicurezza in Geely nasce da un approccio strutturale e non solo tecnologico, il DNA di Volvo. Su questa base il Gruppo ha sviluppato la piattaforma di smart driving Qianli HaoHan GASD, realizzata insieme a StepFun e progettata per portare l’intelligenza artificiale nei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) in modo trasversale ai diversi marchi dell’ecosistema Geely”

Ha più volte citato Volvo. Quanto hanno contribuito le sue competenze a costruire l’attuale livello tecnologico e di sicurezza del Gruppo?

“Moltissimo. L’acquisizione di Volvo nel 2010 ha rappresentato un passaggio fondamentale perché ha portato nel Gruppo una cultura della sicurezza e della qualità che oggi ritroviamo in tutti i nostri prodotti. Il modello Geely valorizza le competenze di ciascun marchio: Volvo per la sicurezza, Lotus per la dinamica di guida e i poli tecnologici cinesi per l’elettrificazione e il software. Questo ci permette di proporre in Europa vetture già sviluppate sulle esigenze e sullo stile di guida dei clienti europei, con un vantaggio competitivo importante”

Quali nuovi prodotti arriveranno in Italia, e quando?

“Il prossimo passo, per noi, è ampliare la gamma per far vedere al consumatore italiano che Geely non è solo Starray ed EX5. È già disponibile in prevendita la nuova Geely E2 (nella foto con Santucci, ndr), una compatta elettrica di circa quattro metri pensata per la mobilità urbana, ma con contenuti di sicurezza e tecnologia tipici di segmenti superiori. Entro la fine dell’anno arriverà anche Monjaro, il nuovo suv plug-in di segmento D. Nel 2027 la gamma si arricchirà con un C-SUV e un B-SUV full hybrid. Per Zeekr stiamo introducendo la 7GT, cui seguiranno il suv 9X dopo l’estate e, all’inizio del prossimo anno, la nuova 8X. L’obiettivo è offrire una gamma completa e accompagnarne la crescita con l’espansione della rete fino a circa 100 punti vendita e assistenza”.

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Il Fatto Quotidiano

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