Garlasco, verso la revisione del processo: tutti gli elementi sul tavolo
- Postato il 14 maggio 2026
- Di Panorama
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Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, potrebbe presto vedere riscritta la propria storia giudiziaria. La procura di Pavia, che da un anno indaga Andrea Sempio come nuovo possibile responsabile del delitto, sarebbe pronta a notificargli l’avviso di conclusione delle indagini. L’informativa finirà poi sul tavolo della Procura generale di Milano, che dovrà valutare se chiedere formalmente la revisione del processo.
Cosa serve per la revisione
La revisione non è un nuovo appello. È uno strumento straordinario, previsto solo in casi specifici: sentenza incompatibile con i fatti accertati, condanna basata su atti falsi, pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo, oppure nuove prove decisive non note al momento del processo. Sarebbe quest’ultimo lo scenario all’orizzonte. Tra gli elementi potenzialmente dirompenti, la nuova perizia del medico legale Cristina Cattaneo, che colloca la morte di Chiara Poggi tra le 10:30 e le 12, con maggiore probabilità tra le 11 e le 11:30: fascia oraria in cui Stasi era al computer, intento a lavorare alla tesi di laurea. Un dato che, se confermato, smonterebbe uno dei pilastri della condanna.
Su Sempio molti indizi, nessuna prova certa
Al centro delle indagini è Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello della vittima. Nelle 300 pagine dell’informativa si parla di un possibile movente legato al «rifiuto a un approccio sessuale e odio». Ma non ci sono ancora riscontri concreti. Le prove sono infatti indiziarie: il Dna trovato sotto le unghie di Chiara, appartenente al suo ceppo familiare, e la cosiddetta impronta 33 sul muro vicino alla porta a soffietto, attribuita a lui. Quanto ai soliloqui registrati in auto, in cui secondo gli inquirenti Sempio ammetterebbe il delitto, i suoi legali replicano che commentava semplicemente dei podcast che parlavano di lui.
Restano poi molte ombre sulla ricostruzione dei movimenti del 38enne nella mattina del 13 agosto 2007. L’ipotesi accusatoria ipotizza che avesse atteso nascosto in giardino, sfruttando l’apertura della porta da parte di Chiara per far uscire i gatti. Dopo l’aggressione, sarebbe fuggito dal retro verso casa della nonna, a circa 500 metri. Ma nessuno lo ha visto. Nessuna traccia. Neppure la nonna avrebbe notato nulla di strano.
La ex di Sempio e il commento di Nordio su Garlasco
Nelle ultime settimane è emersa anche la testimonianza di una ex fidanzata di Sempio, una ragazza di circa dieci anni più giovane, sentita dai carabinieri. I due hanno avuto una relazione fra il 2014 e il 2015. La donna ha raccontato un rapporto normale, sereno. Ha confermato di avergli inviato foto intime spontaneamente, «senza che lui me lo chiedesse». Nessun video intimo, mai richiesto.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha sollevato una domanda più ampia sul delitto di Garlasco: «Com’è stato possibile condannare Stasi? Una persona assolta in primo e in secondo grado non può, senza nuove prove, poi essere condannata». Una riflessione che va oltre il singolo caso. Perché se Stasi appare sempre più vicino alla revisione, su Sempio i dubbi restano concreti e pesanti, e il rinvio a giudizio molto probabile. Al momento, però, si può parlare solamente di ipotesi.