Garlasco, la svolta nel mistero: quella password segreta nel pc di Chiara Poggi può cambiare tutto
- Postato il 5 maggio 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, emerge un nuovo elemento destinato a far discutere. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione su una password impostata da Chiara Poggi per proteggere una cartella del suo computer, denominata “Albert”.
Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di una scelta insolita per la giovane, effettuata pochi mesi prima della sua morte. Un dettaglio apparentemente marginale che oggi viene rivalutato come possibile chiave per comprendere meglio quanto accaduto e ricostruire il contesto in cui maturò il delitto.
I file sensibili e gli accessi sospetti
All’interno della cartella protetta potrebbero essere stati conservati video personali che coinvolgevano Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. Proprio la natura sensibile di questi contenuti avrebbe spinto Chiara a proteggerli con una password, anche perché il computer era utilizzato da più persone.
Tra questi, il fratello Marco Poggi, che accedeva spesso al dispositivo, talvolta in compagnia di amici, tra cui Andrea Sempio. Gli investigatori stanno ora lavorando su una consulenza tecnica per verificare eventuali accessi alla cartella e capire se i file siano stati aperti, copiati o diffusi. L’ipotesi è che qualcuno possa aver visualizzato quei contenuti, lasciando tracce nei sistemi informatici, elementi che oggi potrebbero rivelarsi decisivi.
Il possibile movente e le vecchie anomalie
Gli inquirenti non escludono che proprio quei file possano essere collegati a un possibile movente. Tuttavia, Andrea Sempio ha sempre negato di aver mai visionato il contenuto della cartella “Albert”.
Già durante il primo processo erano emerse alcune anomalie nelle attività del computer. In particolare, erano state rilevate ricerche su siti per adulti effettuate in momenti in cui Chiara non si trovava in casa. Anche la madre della vittima aveva segnalato navigazioni sospette, notate dalla stessa giovane.
Marco Poggi, che sarà ascoltato nuovamente dai pubblici ministeri insieme alle gemelle Cappa, aveva inoltre raccontato di aver intuito l’esistenza di quei video leggendo alcune chat tra la sorella e Stasi.
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