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Garlasco, "indegno linciaggio": il legale di Venditti demolisce l'Anm

  • Postato il 20 settembre 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
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Garlasco, "indegno linciaggio": il legale di Venditti demolisce l'Anm
Garlasco, "indegno linciaggio": il legale di Venditti demolisce l'Anm

Il caso di Garlasco, nell'ultima settimana, ha visto l'archiviazione di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi. E dopo l'assoluzione il legale di Venditti, Domenico Aiello, ha picchiato durissimo contro le toghe dell'Anm.

Al centro dello scontro, le dichiarazioni del presidente dell'Associazione nazionale magistrati di Brescia, Andrea Gaboardi, che aveva difeso l'operato delle due magistrate impegnate nell'indagine. "indecorosi nella vicenda Venditti, sono solo gli attacchi scomposti e offensivi rivolti, ben oltre la legittima critica, a due magistrate che si sono limitate, con scrupolo e acribia, a svolgere il loro lavoro".

Parole a cui Aiello ha replicato contestando le modalità d'indagine. "Un cittadino di 70 anni, incensurato – non parliamo di un magistrato in pensione – avrebbe meritato modi e tempi diversi, tanto più a fronte di un’ipotesi di corruzione gravissima nella quale non era stata nemmeno individuata la figura del corruttore".

 

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Venditti era finito sotto indagine a Brescia per l'ipotesi di aver ricevuto denaro dalla famiglia Sempio per favorire, nel 2017, l'archiviazione della posizione di Andrea Sempio. Il gip ha accolto la richiesta della Procura, disponendo l'archiviazione.

Già dopo la decisione, il difensore aveva definito la vicenda "triste, indecorosa", denunciando un "linciaggio mediatico" e criticando l'operato delle inquirenti. Gaboardi aveva invece rivendicato il valore del lavoro svolto, che avrebbe permesso, "insieme a quello, connotato da analoga professionalità, di altri colleghi", di giungere all'esito dell'indagine.

 

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Ora Aiello torna all'attacco, denunciando il prezzo pagato dal suo assistito sul piano personale e professionale: "Una reputazione costruita in quarant’anni di servizio allo Stato – aggiunge oggi Aiello – è stata distrutta a reti unificate, con effetti irreversibili, in assenza di indizi di colpevolezza. Derubricare tutto questo a effetto collaterale fisiologico è contrario alla Costituzione e al principio di non colpevolezza, che valgono per il magistrato indagato esattamente come per ogni altro cittadino".

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Autore
Libero Quotidiano

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