Garlasco, il ruolo della nonna di Sempio: altra bomba dei pm
- Postato il 7 maggio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Garlasco, il ruolo della nonna di Sempio: altra bomba dei pm
Nella telenovela horror infinita del delitto di Garlasco ora entra in scena anche la nonna di Andrea Sempio. Il ragazzo, oggi 37enne, dopo aver ucciso da solo Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli, la mattina del 13 agosto del 2007, si sarebbe recato a casa della nonna a 400 metri di distanza da lì. In quella casa si sarebbe ripulito definitivamente. E' questo l'ultimo tassello nella nuova ricostruzione degli inquirenti della Procura di Pavia, che ieri hanno interrogato per l'ultima volta Sempio.
Non ci sono solo le intercettazioni in auto risalenti all'aprile 2025, dunque, a "incastrare" l'amico di gioventù di Marco Poggi, fratello minore della vittima (anche lui ascoltato dai pm ieri mattina, ma a Mestre). Il quadro generale parte dall'approccio sessuale di Sempio a Chiara, sempre negato dal primo ma apparentemente svelato dal suo soliloquio, in cui ammette di aver visto il video intimo della Poggi con il fidanzato Alberto Stasi (unico condannato in via definitiva a 16 anni: il suo processo a questo punto sarebbe a forte rischio revisione) e di averle telefonato per proporle di vedersi, venendo respinto.
Poi però servono riscontri concreti sul luogo del delitto. E su questo punto i pm hanno rivisto tutto: come riporta anche La Stampa, incrociando le risultanze di tutte le consulenze, comprese le decisive analisi condotte dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, quella mattina di 19 anni fa Sempio è entrato in casa di Chiara, sapendo che la ragazza era sola e approfittando del fatto che la porta era stata aperta per far uscire i gatti e non più richiusa a chiave.
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Chiara, in pigiama, è stata approcciata e di fronte alle sue resistenze Sempio l'avrebbe colpita "prima a mani nude, vicino al divano, poi con un'arma". Eccola, l'arma del delitto che però non è mai stata trovata: si tratterebbe del martello con la coda di rondine sparito da casa dopo il delitto, come denunciato dalla famiglia Poggi.
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La 26enne "ha provato in ogni modo a difendersi. Si è dimenata. È stata più volte bloccata, come dimostrerebbero anche i segni che aveva sulle caviglie oltre alle tracce di Dna su due unghie di entrambe le mani". Sempio l'avrebbe quindi spinta giù dalle scale che portano in cantina, si sarebbe lavato in cucina e non in bagno. Qui viene evidenziato dalla Procura diretta oggi da Fabio Napoleone l'errore nella prima inchiesta: "Una traccia di sangue fu repertata all'epoca proprio sotto il lavabo della cucina dove le impronte si interrompevano all'improvviso. Perché, è stato scoperto, in realtà il tappetino in quella stanza non fu mai analizzato né sottoposto al luminol".
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Dopo essersi lavato le mani, Sempio sarebbe tornato davanti alle scale appoggiando la mano umida sul muro, la famigerata "impronta 33", la traccia "bagnata". Quindi sarebbe andato sì in bagno, ma solo per guardarsi allo specchio e assicurarsi di non essere sporco di sangue. Poi, una volta uscito, avrebbe terminato il "lavoro" a casa della nonna. Di tutto questo dovrà rispondere ai pm, dopo aver scelto il silenzio mercoledì mattina.
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