Gara di solidarietà tra gli studenti universitari per raccogliere generi di prima necessità per il canile Montecontessa
- Postato il 21 luglio 2026
- Altre News
- Di Genova24
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Genova. Il tam tam tra i ragazzi dell’Università si è diffuso rapidamente: Whatsapp, Facebook, Instagram, ma anche passaparola, bacheche di facoltà hanno fatto da veicoli ad una gara di solidarietà. In meno di un mese cibo, coperte, lenzuola, palloni, per nutrire, scaldare e far giocare gli ospiti del canile municipale Montecontessa sono stati raccolti in grande quantità. Stamani sono stati consegnati a Una, l’associazione che gestisce la struttura sulle alture di Sestri Ponente. L’iniziativa è stata promossa dai ragazzi di Unisport Genova, la società sportiva calcistica fondata da un gruppo di studenti nel 2025 come progetto di studio e subito divenuta una realtà unica e sentita nell’Ateneo genovese. Accanto a loro, nel supporto al canile, si è schierata A.Se.F. del Comune di Genova, sponsor di Unisport, con cui condivide linee programmatiche e idee.
La consegna del materiale è stata l’occasione, inoltre, per avviare un ciclo di sgambate ad opera degli studenti di Unisport con i cani del Montecontessa che proseguirà con una serie di appuntamenti nei prossimi mesi.
“L’Unisport Genova è lieta di collaborare con A.Se.F. per questa importante iniziativa – commenta Marta Leugio, presidente di Unisport Genova – Il canile non è solo un rifugio per animali, molti di noi abitano proprio nel ponente ed è sempre stato un punto di riferimento. Donare materiale come coperte e palloni può sembrare un’azione semplice, e in fondo lo è, ma anche questi piccoli pensieri alla fine possono fare la differenza. Ci tengo a ringraziare Marcello, volontario del canile, che ha permesso alla nostra associazione di entrare in contatto con la bellissima realtà”.
I ragazzi di Unisport spiegano che “La principale piattaforma di condivisione è stata Whatsapp: tramite i gruppi con i giocatori, dirigenti ma soprattutto tifosi e associati la squadra è riuscita a raccogliere coperte, lenzuola, cibo e ovviamente, da squadra di calcio, non potevamo omettere dei palloni per un totale di più di 30 pezzi. Non solo app di messaggistica, l’evento è stato promosso anche sui profili social dell’associazione, diramando l’invito di raccolta a tutti i follower e alle realtà associate dell’Unisport Genova”.
“Ricevere queste donazioni ci riempie di gratitudine – assicura Gilda Guardascione, presidente di Una, la cooperativa che gestisce il canile municipale – Non si tratta solo di cibo, coperte o giochi, ma di un gesto concreto di vicinanza verso gli animali e verso chi, ogni giorno, se ne prende cura con impegno e dedizione. Sapere che un gruppo di giovani universitari ha scelto di dedicare tempo ed energie a questa iniziativa dimostra che la sensibilità e il senso civico possono davvero fare la differenza ed il canile ha bisogno di una comunità che si senta parte integrante della sua missione”.
Guardascione prosegue sottolineando come “La vicinanza delle persone rende più sostenibile il lavoro quotidiano dei volontari e degli operatori, ma soprattutto migliora la qualità di vita dei nostri ospiti, attraverso gesti concreti, donazioni, adozioni e attività di sensibilizzazione. Il nostro obiettivo è che il canile non venga percepito come un luogo di abbandono, ma come un vero centro di accoglienza, di cura e di educazione al rispetto degli animali. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere alla cittadinanza. Ci auguriamo – conclude – che questa collaborazione con Unisport possa proseguire nel tempo, coinvolgendo sempre più persone e contribuendo a diffondere una cultura della solidarietà, della responsabilità e della tutela degli animali”.
Alla consegna del materiale raccolto ha partecipato l’amministratore unico di A.se.F., avvocato Paolo Scovazzi: “Oggi si incontrano due importanti realtà genovesi – sottolinea – Chi si occupa di animali randagi, in modo professionale e senza risparmiarsi mai, dimostra di avere un senso civico ed un grande cuore. Trovo poi eccezionale che ragazzi universitari, impegnati in esami e tesi, dedichino il loro tempo libero ad aiutare chi è più sfortunato, lo trovo davvero eccezionale. Spero che questo percorso possa essere d’ispirazione per molte altre realtà del territorio genovese”.