Gabriel Zuchtriegel e l’archeologia democratica nel podcast di “SGUARDI”
- Postato il 2 settembre 2026
- Feed Content
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Il Quotidiano del Sud
Gabriel Zuchtriegel e l’archeologia democratica nel podcast di “SGUARDI”
Roma, 2 set. (askanews) – “A volte abbiamo degli eventi la sera o mi trattengo un po’ di più per motivi di lavoro. Allora colgo l’occasione e faccio un giro in questa magia che è Pompei”, racconta Gabriel Zuchtriegel. “Il buio fa uscire fuori un altro lato di Pompei, e la possibilità di immaginare come era 2000 anni fa, quando non c’era l’illuminazione elettrica.
Zuchtriegel, dal 2021 direttore generale del parco archeologico di Pompei, il più importante d’Italia (alcuni dicono del mondo), e in precedenza direttore del parco di Paestum, è ospite di “15 minuti con”, podcast di approfondimento della rubrica SGUARDI prodotto da Askanews e ideato da Alessandra Quattrocchi. Tedesco di nascita, naturalizzato italiano, Zuchtriegel ha scritto vari libri su Pompei e l’ultimo è uscito da poco per Feltrinelli: “Quando gli dei lasciarono il mondo, l’ultima estate di Pompei”.
È il custode dell’immenso patrimonio seppellito dalle ceneri del Vesuvio nel 79 dopo Cristo; quell’eruzione catastrofica ci ha restituito intatta la vita quotidiana di una ricca, pulsante città commerciale, prima del disastro. Zuchtriegel ci racconta della magia di Pompei, della sua difficile manutenzione e delle ultime scoperte, e della sua passione per l’archeologia quotidiana, il lato “dell’ombra”, come lo chiama, della vita antica, piuttosto che il lato luminoso dei grandi monumenti; l’importante dell’archeologia “democratica”, perché anche i reperti minori rivelano storie affascinanti; e gli incredibili sviluppi, anche in questo campo, dell’intelligenza artificiale.
Quando era ragazzo già sognava di fare l’archeologo, “per lo sconcerto e terrore di mia mamma che diceva ma che lavoro farai? Come vivrai? Comprensibile… l’archeologia non è una cosa che si fa per diventare ricchi. Io mi considero estremamente fortunato, ma non avrei neanche osato sognare all’epoca avere un giorno questa responsabilità. E dunque noi lo facciamo sapendo che forse poi dovremo fare tutt’altro nella vita”.
Zuchtriegel fu prima nominato al Parco archeologico di Paestum con la riforma dei parchi archeologici del ministro Franceschini; in mezzo alle polemiche che circondarono tutti i direttori non italiani che furono nominati quell’anno; poi lo stesso Franceschini lo ha nominato nel 2021 a Pompei, altra nomina molto contestata. “Anche a Paestum” ricorda, “ci furono polemich; ero molto giovane per un incarico di questo genere. Devo dire però che nel lavoro quotidiano né a Paestum né a Pompei è mai stato un problema non essere di origine italiana. A Pompei è stato più pesante, avevo 39 anni, tutti dicevano “chissà se sarà in grado di gestire un sito così complesso per l’aspetto della tutela, dei restauri, della manutenzione”; ma puoi solo lavorare cercando di dimostrare che sei la persona giusta”.
Zuchtriegel parla poi del suo libro uscito quest’anno, che traccia la rivoluzione spirituale poi sfociata nel cristianesimo che già stava maturando nella società romana – intrisa di culti misterici; racconta dei furti in calo a Pompei, dicendo “riceviamo ancora ogni tanto dei pacchi di gente che dice io decenni fa quando ero un bambino ho preso, che ne so, una pietra, una tessera di mosaico e lo voglio restituire; anche perché c’è leggenda di una maledizione su chi prende qualcosa da Pompei, e a volte scrivono nelle lettere tutte le sciagure che hanno subìto, dicono “speriamo che adesso che lo restituisco finisca”.Ma ricorda che è importante anche ” raccontare la Pompei delle piccole botteghe ,delle case che non sono così ricche. E in questo ci aiuta molto anche il digitale, che ha delle potenzialità ancora pochi anni fa inimmaginabili per dischiudere al visitatore e alla visitatrice tutta una ricchezza di dati di informazioni di conoscenze che sono patrimonio di Pompei”.
I suoi figli hanno due nomi italiani: Zuchtriegel e la moglie vedono qui il futuro? “Sicuramente sarebbe molto difficile lasciare l’Italia adesso. Siamo affezionati, c’è un amore non non solo per l’archeologia ma proprio per il Paese, per la gente, il paesaggio, le tradizioni e quindi penso sarebbe difficile; però il futuro non è nelle nostre mani…”
I podcast di SGUARDI sono sul sito di Askanews, sul canale YouTube dedicato e su tutte le piattaforme di streaming audio.
Il Quotidiano del Sud.
Gabriel Zuchtriegel e l’archeologia democratica nel podcast di “SGUARDI”