Fuorionda contro Ducati, Bagnaia indignato e Di Giannantonio sta con Pecco: ma di chi è davvero la colpa?
- Postato il 17 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Da qualche giorno non si parla d’altro nel mondo della MotoGP. Il fuorionda di Bagnaia con Di Giannantonio a Misano ha segnato forse la spaccatura definitiva tra Pecco e la Ducati. O almeno ne si è avuta la conferma all’esterno i una sensazione comunque latente. L’episodio però non ha fatto piacere, nè al pilota, nè al team.
Ed ecco perchè proprio l’ex campione del mondo in Austria se l’è presa con chi, quelle parole a telecamere apparentemente spente, le ha mandate in onda. Uno sfogo che ha trovato in Diggia una sponda importante. Suscitando anche qualche riflessione sparsa su questa presunta ingenuità dei piloti davanti alle telecamere.
- Fuorionda, Bagnaia furioso: "Totalmente irrispettoso"
- Pecco e il momento difficile: "Starò attento a parlare
- Di Giannantonio sta con Pecco: "La MotoGP non è il calcio"
- La riflessione: ma davvero Pecco è stato così ingenuo?
Fuorionda, Bagnaia furioso: “Totalmente irrispettoso”
Un Pecco scuro in volto. Così Bagnaia si è presentato al media day del Gran Premio d’Austria, nuova tappa del Mondiale MotoGP che arriva ad appena una settimana da Misano. Laddove il pilota Ducati è stato beccato dall’emittente DAZN Spagna in quella conversazione fuorionda con Fabio di Giannantonio diventata virale in cui Pecco di fatti si lamentava di non riuscire a guidare la sua moto e dopo il consiglio di Diggia di usare una configurazione base si è lasciato sfuggire un laconico: “Non me lo fanno fare”.
Bagnaia ha criticato duramente la scelta di mandare in onda quella conversazione, definendola “totalmente irrispettosa” e ha chiarito cosa intendesse dopo aver affermato che le sue parole erano state estrapolate dal contesto: “Il video era decontestualizzato. Stavamo parlando di una cosa, non completamente in segreto, ma in privato perché ci trovavamo lì a parlarne. Ma è fuori contesto, perché il video non è completo”.
Pecco e il momento difficile: “Starò attento a parlare
Bagnaia ha ammesso di aver commesso uno scivolone, ma ha difeso con fermezza il supporto incondizionato di Ducati: “Tutti hanno momenti difficili e frustrazioni”, ha affermato. “Ho ripetutamente detto che Ducati mi supporta pienamente. Ho provato molte volte a cambiare delle cose sulla moto; Ducati non me lo permetterà solo perché l’ho fatto così spesso. Quello che ho detto è stato un errore, ma il modo in cui è stata gestita la situazione in seguito è, a mio parere, un disastro e una totale mancanza di rispetto.”
Bagnaia ha lanciato un severo avvertimento alla stampa sul potere del montaggio selettivo. “Poche parole possono creare due narrazioni completamente diverse: una positiva e una negativa. La trasparenza è una vostra responsabilità. Cerco di essere aperto, ma dopo questo episodio potrei essere più riservato in futuro.”
Di Giannantonio sta con Pecco: “La MotoGP non è il calcio”
Protagonista suo malgrado dell’episodio, Fabio Di Giannantonio ha espresso la sua solidarietà a Bagnaia: “Non voglio commentare troppo questa storia perché non mi riguarda, ma posso dire che noi motociclisti, soprattutto gli italiani, ci conosciamo da molto tempo e parliamo sempre di moto; per noi è assolutamente normale”.
Quindi l’affondo di Diggia contro chi quel video lo ha ‘usato’: “A volte sarebbe meglio rispettare le questioni personali invece di cercare di ottenere più clic. Quello che è successo è accaduto fuori dalle telecamere, ma a quanto pare è stato registrato, quindi penso che sia un po’ ingiusto in questo senso, perché non ero io, ma un altro motociclista, che parlava di questioni personali“.
La riflessione: ma davvero Pecco è stato così ingenuo?
Quello che è successo a Misano e quanto dichiarato da un Bagnaia stizzito in Austria impongono una riflessione. Che Pecco abbia pestato una deiezione bella grande questo è fuori di dubbio. Che se la prenda con chi quella conversazione l’ha mandata in onda è anche plausibile. Difficile fare mea culpa in questi casi.
Ma siccome proprio Pecco parla di contesto, allora è abbastanza intuibile che lo scambio tra lui e Di Giannantonio non sia stato carpito durante una cena con una cimice piazzata dentro il portapane e nemmeno tramite un’intercettazione telefonica o controllo remoto di scambi di messaggi whatsapp o messanger da un hacker informatico .
Bagnaia e Diggia in quel momento si trovavano in mixed zone davanti a diversi giornalisti, telecamere e microfoni come in particolare quello di Dazn Spagna che aveva da poco intervistato proprio Pecco. Sta qui l’ingenuità dei due piloti, Bagnaia in particolare, nel credere che ciò che venisse detto al di fuori della canonica intervista televisiva godesse di qualche tipo di embargo e che lì in zona, al coordinamento, in regia o altrove non ci fosse qualcuno, dotato di un minimo di senso giornalistico che non avrebbe trovato interessante quello scambio di opinioni tra i due.
Del resto sono proprio i team, i social media manager delle varie scuderie, Ducati in primis, a farne materiale di pubblicazione, vedi il format “Ducati Inside” che dopo Aragon fece vedere Marquez che parlava con i suoi ingegneri dei problemi al braccio portando poi Marc a mostrarne le cicatrici qualche giorno dopo in palestra, sempre sui social.
Insomma un meccanismo, forse anche perverso ma questo è un altro discorso, che i piloti conoscono bene e di cui sono parte integrante essendone gli attori principali. Ecco perchè non ci si può stupire quando poi queste conversazioni vengono diffuse, ancor di più se avvengono con microfoni e telecamere ad un passo.