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Funerali di Mladić, migliaia di persone a Belgrado per omaggiare il “boia di Srebrenica”. Presenti anche tre ministri del governo serbo

  • Postato il 7 settembre 2026
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Funerali di Mladić, migliaia di persone a Belgrado per omaggiare il “boia di Srebrenica”. Presenti anche tre ministri del governo serbo

Persone di tutte le età, ex combattenti, quasi tutti con magliette o camicie nere a lutto, alcuni con i vessilli militari. Sono migliaia i serbi che si sono radunati già nelle prime ore del mattino davanti alla chiesa di San Luca a Belgrado per rendere omaggio al criminale di guerra Ratko Mladić, condannato per le atrocità compiute durante il conflitto in Bosnia negli anni Novanta e morto mentre stava scontando la sua pena in carcere. Una fila che si è allungata di ora in ora. Nelle vicinanze sono state appese bandiere serbe insieme a un enorme striscione: “Benvenuto, Generale, grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe, affinché la gloria della Serbia possa tornare”. Molti si sono piegati per baciare la bara chiusa mentre i sacerdoti ortodossi serbi recitavano preghiere. “Sono qui per dare l’ultimo saluto al generale, un eroe nazionale”, ha detto all’Afp la pensionata Radojka Visic, arrivata dalla Republika Srpska, l’entità serba della Bosnia. “Non sono riusciti a sconfiggerci sul campo di battaglia, quindi lo hanno mandato in prigione e lo hanno torturato lì”, ha detto Visic, riferendosi alla “comunità internazionale”.

Sfidando gli avvertimenti dell’Unione europea contro le celebrazioni pubbliche in onore dell’uomo riconosciuto colpevole del primo genocidio avvenuto in Europa dalla Seconda guerra mondiale, la Serbia ha esposto la salma dell’ex comandante per oltre 5 ore. Intorno a mezzogiorno, il patriarca della Chiesa ortodossa serba, Porfirije, ha iniziato a officiare la cerimonia religiosa. Fra le persone presenti in chiesa almeno tre ministri del governo serbo: il titolare alla Giustizia, Nenad Vujić, che nei giorni scorsi aveva scortato personalmente la salma sul volo di Stato del governo serbo proveniente dall’Aja, quello della Cultura, Nikola Selaković, fotografato mentre stringe mani alla gente radunata fuori dalla chiesa e mentre accende candele votive, e il titolare degli Investimenti pubblici, Darko Glišić.

Assente invece il presidente serbo Aleksandar Vučić, impegnato ufficialmente con la visita di Stato del presidente dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev. Vučić ha preferito mantenere un profilo basso, conscio anche degli ammonimenti dell’Unione europea, facendosi solo garante dello svolgimento dei funerali secondo i desideri della famiglia di Mladić. La presenza dello Stato serbo alla cerimonia è stata comunque garantita da un picchetto d’onore di militari che ha affiancato in chiesa la bara di Mladić, sulla quale sono esposte le medaglie e onorificenze del generale e il suo berretto da alto ufficiale.

Le atrocità commesse da Mladić durante la guerra, nel periodo della dissoluzione dell’ex Jugoslavia, gli valsero il soprannome di macellaio della Bosnia sui media di tutto il mondo. Mladić è stato condannato per genocidio in relazione al massacro di Srebrenica del 1995, in cui vennero trucidati 8mila bosniaci musulmani, in maggioranza uomini e bambini. Nonostante le sentenze, è ancora considerato un eroe da molti serbi, in particolare nella Republika Srpska, dove la sua morte è stata commemorata con veglie e raduni. Sabato, circa 300 persone si sono riunite per una commemorazione in onore di Mladić in una struttura militare di Belgrado, organizzata da un’associazione di generali dell’esercito serbo, sia in servizio che in pensione. Erano presenti anche il figlio di Mladić, Darko, e altri membri della famiglia, nonché il ministro della Giustizia serbo e funzionari di governo.

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Il Fatto Quotidiano

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