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Fumare rende più soli

  • Postato il 9 settembre 2026
  • Di Focus.it
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  • 3 min di lettura
In sintesi

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Fumare rende più soli
Sono lontani i tempi in cui la domanda "hai una sigaretta?" poteva favorire nuove conoscenze: fumare - ora è scientificamente dimostrato - aumenta la solitudine e l'isolamento sociale di chi convive con le sigarette. È quanto emerge da uno studio compiuto sui dati di oltre 50.000 persone, presentato al congresso della European Respiratory Society (la Società Europea di Pneumologia) a Barcellona: i risultati invitano a ripensare alla narrativa del fumo come abitudine che facilita la condivisione, perché ormai molto distante dal mondo reale.. Il rapporto tra fumo e solitudine. Passate ricerche hanno suggerito un legame tra la solitudine e una maggiore probabilità di fumare, ma poche, finora, avevano esplorato la relazione nella direzione opposta: eppure, chi lavora nella cura delle malattie respiratorie vede continuamente l'impatto del fumo sulla salute delle persone e il costo che questa scelta può avere sulla socialità.. I ricercatori di Imperial College London avevano già evidenziato che i fumatori in Inghilterra sono più soli e isolati di coloro che non fumano, ma quanto emerso - spiegano - avrebbe potuto dipendere da dinamiche socioculturali. Così hanno analizzato i dati di circa 50.000 persone di età media di 67 anni in 15 diversi Paesi, che avevano preso parte all'indagine sull'invecchiamento Survey of Health and Ageing in Europe (SHARE). La solitudine degli intervistati è stata indagata usando la scala UCLA, uno strumento psicologico impiegato in ambito di ricerca che misura i sentimenti soggettivi di solitudine e isolamento sociale, chiedendo, per esempio, quanto spesso ci si senta esclusi, senza compagnia o isolati dagli altri. Gli scienziati hanno confrontato le risposte di fumatori e non e riproposto lo stesso questionario due anni dopo. All'inizio dello studio, il 22% degli intervistati fumava, e oltre il 48% era affetto da più di due malattie croniche.. Chi fuma è più spesso solo. Ma perché?. Dall'analisi è emerso che chi al momento del test era un fumatore, sperimentava più spesso dei non fumatori un senso di solitudine, a parità di altre variabili che possono incidere su questo, come genere ed età. I fumatori avevano anche vissuto rispetto agli altri maggiori aumenti dell'isolamento e della solitudine nel corso del tempo, a prescindere da quale fosse il livello di solitudine dal quale erano partiti, e a parità di fattori demografici che facilitano la disconnessione dagli altri.. I risultati fanno pensare che, specialmente nelle persone anziane, come erano quelle coinvolte dallo studio, fumare possa danneggiare la salute psicosociale, oltre a quella fisica, in un momento della vita in cui le relazioni sono cruciali anche per il benessere cognitivo. Secondo gli autori dello studio, la relazione tra fumo e solitudine può dipendere dal fatto che fumare acuisce le malattie croniche che limitano la mobilità e con essa le occasioni di incontro; o da norme sociali, come i divieti di fumo nei luoghi pubblici, che rendono le attività in esse svolte meno appetibili per i fumatori, limitando le loro uscite in compagnia.. Gli scienziati sottolineano l'importanza di cambiare il racconto associato al fumo, in modo che meglio si allinei ai dati di realtà: associare il fumo a migliori interazioni sociali in luoghi come i pub o altri punti di ritrovo è semplicemente lontano dal vero, e fa passare un messaggio sbagliato. «Considerata ormai la solitudine come una delle principali sfide per la salute pubblica del nostro tempo, questa ricerca identifica il fumo come un importante fattore di rischio per la solitudine, per il quale esistono trattamenti efficaci. Dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare i fumatori a smettere e per assicurarci che i giovani non diventino dipendenti dalla nicotina» dice, commentando i risultati, Des Cox, membro del Consiglio di Advocacy della Società Europea di Pneumologia e Professore di clinica presso l'University College di Dublino, in Irlanda..
Autore
Focus.it

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