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Fratel Biagio, nel giorno della sua nascita il ricordo di un episodio di fede

  • Postato il 17 settembre 2026
  • Attualità
  • Di Paese Italia Press
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Fratel Biagio, nel giorno della sua nascita il ricordo di un episodio di fede

di Gian Piero Corso

PALERMO 17 settembre 2026 – (gpc) Nel giorno in cui ricorre l’anniversario della nascita di Fratel Biagio Conte, il giornalista ed ex portavoce del missionario Riccardo Rossi ricorda un episodio avvenuto durante una celebrazione eucaristica, rimasto particolarmente impresso nella sua memoria.

Fratel Biagio, nato il 16 settembre 1963 e scomparso il 12 gennaio 2023, ha dedicato la propria vita agli ultimi, fondando a Palermo la Missione di Speranza e Carità, divenuta negli anni luogo di accoglienza per centinaia di persone in difficoltà.

«Quando Fratel Biagio era presente alla Santa Messa – racconta Rossi – più di una volta abbiamo assistito a eventi straordinari o ad altre manifestazioni di grande fede».

Il giornalista ricorda in particolare quanto accaduto nel 2019 nella chiesa “Casa di Preghiera per tutti i Popoli”. Durante la celebrazione, alla quale partecipavano circa cento persone, uno dei fratelli che suonava i tamburi nel coro fu colto da un improvviso malore.

Fu chiamata un’ambulanza e, secondo il racconto di Rossi, gli operatori sanitari riscontrarono inizialmente valori alterati. Poco dopo, però, l’uomo disse di sentirsi meglio e i parametri, nuovamente controllati, risultarono stabilizzati. Decise quindi di non essere ricoverato.

L’ambulanza lasciò la Missione, ma poco dopo tornò perché gli operatori avevano dimenticato alcune attrezzature. Entrando nuovamente in chiesa, racconta Rossi, videro con sorpresa l’uomo che aveva accusato il malore tornato a suonare i tamburi.

Al termine della Messa, Rossi e la moglie Barbara raggiunsero Fratel Biagio in sacrestia. Il missionario spiegò di avere pregato Gesù per la guarigione del confratello, richiamandosi alla pagina evangelica ascoltata durante la celebrazione, nella quale Gesù guarisce la suocera di Pietro che, una volta guarita, si mette a servirli.

«Ho pregato il buon Gesù – avrebbe raccontato Fratel Biagio – e gli ho chiesto di far riprendere dal malore il mio fratellino e che poi potesse tornare tranquillamente a suonare i tamburi. Il buon Gesù mi ha accontentato».

Un episodio che Rossi conserva come testimonianza della profonda fiducia in Dio che caratterizzava la vita del missionario laico palermitano.

A distanza di anni, nel ricordo di chi gli è stato vicino, resta così l’immagine di Fratel Biagio con il suo sorriso semplice, la preghiera incessante e una fiducia radicale nella Provvidenza. Una testimonianza che continua ad accompagnare quanti hanno conosciuto il missionario e quanti, ancora oggi, incontrano la sua eredità nelle opere di accoglienza e di carità nate a Palermo. (GPC)

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