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Franco Tarabotto e il Vado: i sogni non vanno in pensione ma in Serie C

  • Postato il 26 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Franco Tarabotto e il Vado: i sogni non vanno in pensione ma in Serie C

Parte da lontano la storia del presidente che ha portato il Vado, squadra vincitrice della prima Coppa Italia nel 1922, nuovamente alla ribalta nazionale conquistando la Serie C. È il 2013 e Franco Tarabotto sta per andare in pensione. Genovese classe 1946, si appresta a riempire il cassetto dei ricordi di una carriera lavorativa dalle grandi soddisfazioni. Il diploma al nautico San Giorgio, il militare a Livorno e all’isola d’Elba. Poi, l’ingresso in Saar depositi portuali, entra da impiegato e diventa direttore generale. Rimane però un desiderio, quello di fare qualcosa nel calcio. Giocatore scarso ma tenace, come lui si descrive, e tifoso del Genoa, il pallone è per lui solo una passione. Esprime il suo desiderio a Beppe Costa, imprenditore che nel 1996 aveva rilevato la Saar. La proposta del numero uno dell’attuale Costa Edutainment (società che gestisce l’Acquario di Genova, per intenderci) è semplice vista la stima nei confronti di Franco: “Se resti a lavorare, prendiamo anche il Vado”. E così niente pensione, non lascia ma raddoppia. All’età di 80 anni è il direttore generale in porto e il presidente del Vado, duplice ruolo dal 2013. “Ero entrato in contatto con il Vado perché nel 2012 mio figlio Luca allenava la Juniores insieme a Valter Battiston ed erano riusciti a vincere il titolo di campioni d’Italia. La società attraversava un momento difficile e insieme a Beppe abbiamo quindi deciso di iniziare questa avventura”.

Il lavoro da fare a Vado è tanto. Sotto la presidenza Tarabotto, il campo in terra battuta del Dagnino e il campo spelacchiato del Chittolina diventano in sintetico. Il settore giovanile del Vado raggiunge numeri da capogiro, come i 400 iscritti di quest’anno. Le prime stagioni a livello sportivo sono travagliate. Al termine dell’annata 2015/2016 arriva la retrocessione in Eccellenza. La stagione 2018/2019 con alla guida Luca Tarabotto diventa quella del ritorno in Serie D. Seguono due retrocessioni consecutive a cui viene posto rimedio tramite il ripescaggio. Poi, il cambio di marcia. Con mister Solari la squadra ottiene un solido 12^ posto in classifica. Nelle due stagioni seguenti, prima con mister Didu e poi con Cottafava, la squadra vince i playoff. L’anno scorso, il primo tentativo per la vittoria del campionato fallito a causa del super Bra. Quest’anno, la nave è arrivata in porto con la Serie C conquistata oggi.

Presidente vulcanico, Franco Tarabotto non le ha mai mandate a dire. “Sì, la definizione di presidente-ultras mi piace!”. Conferenze stampa mai banali con tanto di consigli tecnico/tattici agli allenatori. Leggendario l’episodio dell’ottobre 2022 quando in Vado-Ligorna 2 a 4, ha preso il microfono dello speaker per inveire contro l’arbitro. Dichiarazioni forti che hanno attirato anche l’attenzione della Gialappa’s Band. “Che effetto mi farà vedere il Vado in TV? Dirò: belin dove sono arrivato, dopo la Gialappa’s ora anche su Sky”, afferma con orgoglio visto che il celebre network detiene i diritti della Serie C.

Come tutti i presidenti vulcanici e “vecchia scuola” ha diversi esoneri all’attivo. Nelle ultime tre stagioni, il Vado ha sempre finito con un allenatore diverso rispetto a quello che ha iniziato la stagione. L’esonero più clamoroso quest’anno, quando Giorgio Roselli, scelto personalmente dal presidente, è stato sollevato dall’incarico nonostante il primo posto in classifica. La motivazione era un gioco troppo difensivo. Al suo posto, il piemontese Marco Sesia. Ex giocatore del Toro e con nel curriculum tante panchine tra primavera granata, Barletta, Rapallo, Casale e Asti per citare alcune panchine. “Dispiace sempre esonerare gli allenatori. Ho avuto tutti allenatori bravi. Peccato che qualcuno abbia un ego smisurato. Tra i mister che ho avuto, una menzione per Marco Didu. Mi sarebbe piaciuto continuare con lui. Poi, per diverse ragioni, non siamo andati avanti. Quest’anno posso dire di avere avuto due grandi allenatori entrambi primi in classifica. Visto che sia Roselli sia Sesia sono sempre rimasti al vertice. Sesia è come me: pacato e gentile nella vita, ma quando entra in campo si trasforma letteralmente”.

Quali sono i giocatori nel cuore del presidente? “Beh quelli che mi hanno fatto divertire di più sono stati Aurelio e Capra”. Il primo, attaccane napoletano, era passato dal Chittolina in due diversi frangenti (2015-2017 e 2019-2020). Il secondo ha incantato fino alla scorsa stagione. “Stimo tanti giocatori che sono passati dal Vado, ma ho capito che nel calcio il cuore bisogna spesso lasciarlo da parte”, afferma con un pizzico di amarezza.

Tra i tanti successi, la nota dolente è l’assenza di calore del pubblico vadese. “Ultimamente viene più gente, ma ho notato che c’erano più persone che venivano per criticare quando andavamo male rispetto alle ultime stagioni che sono andate comunque bene. Anche il tessuto imprenditoriale vadese non si è mai avvicinato alla società. Io non chiedo soldi, vado avanti da solo, grazie ovviamente a Beppe Costa, ma sarebbe bello se qualcuno si facesse avanti per aiutare il settore giovanile visto che porteremo il nome di Vado in Italia. Detto questo, ho ottimi rapporti con le amministrazioni di Vado Ligure e di Quiliano, i comuni dove sorgono i nostri impianti”.

Da anni la presidenza Tarabotto porta voci su un possibile interesse di Aldo Spinelli, ex presidente di Genoa e Livorno, al club. Inoltre, la freddezza del pubblico vadese, senza eguali probabilmente in provincia in rapporto alla forza della squadra, e le nefaste vicissitudini del Savona hanno spesso portato a interrogarsi se non fosse perfetto il matrimonio Tarabotto-Savona: “Sì, mi era stato chiesto di prendere il Savona, ma non me la sono sentita. Lì ci sarebbe stato l’obbligo di andare in Serie C. Mentre qui a Vado ci sono aspettative diverse. Su Spinelli posso dire che da genoano vederlo in porto mi emozionava. Ogni tanto è venuto a vedere il Vado per la simpatia che c’è con me e Beppe Costa. Ma non c’è mai stato nulla di concreto”.

Gli uomini del presidente sono il vicepresidente e figlio Luca Tarabotto, il direttore sportivo Paolo Mancuso (che aveva portato in Serie C anche il Sestri Levante) e il direttore Emiliano Forzato. Ma la persona che più di tutte riesce a gestire lo spirito sanguigno del numero uno rossoblù è la moglie Amelia, che assiste sempre alla partite a fianco a lui: “Mia moglie mi ha dato tranquillità per tutta la vita, anche adesso con il pallone. E devo dire che capisce più di me di calcio. È difficile consigliarmi perché bisticcio con tutti. Il consiglio più  importante che mi dà è di non fare mai il passo più lungo della gamba. Non tutte le mogli hanno la capacità di capire che il marito a cui piace il calcio può ragionare in modo sbagliato”.

Ora che l’obiettivo è centrato, il club si metterà al lavoro per adeguare il Chittolina ai requisiti della Serie C. Quel che pare certo è che per i primi mesi di campionato si debba trovare una casa alternativa. Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma la location più papabile sembra il Sivori di Sestri Levante.

Lavoro, lavoro, lavoro. “D’altronde non so far altro”, afferma. L’anno prossimo continuerà a gestire la Saar, a guidare una società professionistica e “dirigere” il cantiere Chittolina. E pensare che stava per andare in pensione…

 

Autore
Il Vostro Giornale

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