Francesco Guccini è morto, il calcio e la vita nell'amore per l'Italia '82 e Michel Platini: tifoso anomalo di Pistoiese e Juventus
- Postato il 6 agosto 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Non era contemplato, ma Francesco Guccini questa mattina, nella sua Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari, è morto a 86 anni. Della sua scrittura profonda, del suo stile incisivo e esaustivo di un tempo oltre i luoghi è densa la sua produzione letteraria oltre che musicale. Sapeva scrivere, e meglio forse di altri, interpretare il suo tempo e l’umanità, l’Appennino, anche il calcio di cui si innamorò per davvero solo quando l’Italia vinse i Mondiali nell’82 e iniziò, per sua stessa ammissione, a guardare da un punto di osservazione inedito quegli eroi. Soprattutto Michel Platini, le Roi.
- Guccini, storie di vita e di calcio
- Il tifo per la Pistoiese
- Innamorato dell'Italia '82
- La Juventus e Platini
Guccini, storie di vita e di calcio
Solo tre anni fa aveva stretto un’amicizia di quelle imprevedibili, all’apparenza, con Hans Nicolussi Caviglia, centrocampista che ha incarnato l’altro ne “Il vecchio e il bambino”, incontrato in un’osteria vicina all’amata Pavana, zona di montanari che ha segnato l’inizio e la fine terrena di Guccini. Si videro alla Caciosteria, aperto solo per loro. Hans, uno nato proprio sui monti, le Alpi della Valle d’Aosta, un tipo discreto e sobrio, si era presentato col papà e la sua maglia da dare al cantautore e suo mito. Aveva portato anche un disco con la canzone di Guccini che amava di più.
Non che fosse difficile incontrarlo, in quegli spazi di incontro che abbondano tra l’Emilia e la Toscana, Anche con Maurizio Sarri fu celebre la conoscenza davanti a un piatto, in una delle sue amate osterie che avevano animato racconti e canzoni, perché a tavola il tempo si ferma ed è sincero come il piatto che viene servito. Più è autentico, più la condivisione umana sarà spontanea.
Il tifo per la Pistoiese
Agli albori della conoscenza del Maestro con il calcio era la Pistoiese, ma seppe appassionarsi ai campioni. Era uno da uomini da seguire, capire più che da tifo a prescindere. Guccini aveva amato Platini, come ammise egli stesso in diverse interviste e circostanze e incominciò a seguire anche la Juventus pur avendo vissuto a Bologna.
Alla Gazzetta disse, in una intervista relativamente recente: “Nei tempi in cui ero a Bologna non tifavo per nessuna squadra. Ricordo che dovevo dare l’esame di italiano, era il ‘64, del calcio non m’importava nulla, a differenza dei miei amici tifosissimi del Bologna e che oltretutto a calcio ci giocavano. A un certo punto sento un casino per strada bestiale. Ma cos’è ‘sto casino? Il Bologna aveva appena battuto l’Inter allo spareggio, quello dello scudetto. Io dovevo studiare…”.
Innamorato dell’Italia ’82
“Un cugino di mio cugino, Maino Neri, che giocò poi nell’Inter, ai tempi in cui vestiva la maglia del Modena mi fece avere i biglietti e da bambino andai a vedere Modena-Sampdoria 0-0. Una noia, mamma mia. Una noia tale che per anni non ho più visto una gara. Ho cominciato a interessarmi nuovamente dopo i Mondiali vinti dell’82″. Il fascino segreto degli Azzurri, dopo la vigilia travagliata e francamente orribile, lo catturò e lo stimolò come indagatore.
La Juventus e Platini
Allora i tasselli presero il posto che agevolò l’innamoramento, tardivo, nei riguardi di quello spazio e del calcio giocato. Attraverso i suoi idoli, quel francese che vestiva la maglia bianconera senza rinnegare nulla anche della sua superiorità rispetto al resto del mondo.
“Ho sempre avuto una simpatia lontana per Platini. Da anni, ogni partita della Juve la guardo. Ho visto anche la vittoria sull’Inter dell’altra sera. A Bologna non amano molto la Juve? Spesso mi sento col mio amico Giorgio Comaschi, tifosissimo del Bologna. Quando la Juve vinse col Barcellona, mi disse: “Eh dai, ma loro giocavano larghi…”. Ora, io, ogni volta che il Bologna perde chiamo Comaschi: “Come mai avete giocato così larghi?”
I funerali ha reso noto la famiglia saranno privati «nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata». I suoi cari «nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre».