Frana sul bypass da 5 milioni. È bufera politica a Maratea
- Postato il 12 ottobre 2026
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Frana sul bypass da 5 milioni. È bufera politica a Maratea
Maratea, frana sul bypass alla statale 18. Il sindaco difende l’opera: «Basta sciacallaggio, presenterò denunce». Dure proteste in Regione e del comitato “Mo Basta”
MARATEA – Quello che sta vivendo Maratea è, senza dubbio, uno dei peggiori momenti della sua storia recente. Dalla mezzanotte e fino alle 13 di sabato scorso, in seguito alla chiusura del bypass per la caduta di un masso, e le contemporanee interruzioni della Statale 18 e della Provinciale 3, la Perla del Tirreno era accessibile unicamente da nord, ovvero da Sapri. Tra l’altro, non senza disagi dovuti a lavori di bonifica. Non a caso, il sindaco Cesare Albanese, attraverso una nota, ha spiegato di aver provato «un concreto senso di isolamento».
MARATEA ISOLATA DOPO LA FRANA
I fronti aperti sono quindi tre: quello relativo al percorso alternativo alla Statale 18, la stessa arteria nel punto critico di Castrocucco e, infine, la Provinciale numero 3 che collega con Trecchina, chiusa dallo scorso 28 settembre per la caduta di un altro masso in località Passo Colla. Il sindaco di Trecchina, Fabio Mercante, ha chiesto un incontro urgente con la Provincia di Potenza «per affrontare concretamente la possibilità di istituire un senso unico alternato sulla Provinciale 3, in località Passo Colla, quale soluzione provvisoria nelle more della realizzazione degli interventi definitivi di messa in sicurezza». In questa settimana dovremo saperne di più circa le emergenze riguardanti il bypass e la Provinciale 3. «Verosimilmente nella settimana entrante conosceremo la data approssimativa di riapertura sia del bypass che della Provinciale 3», anticipa Albanese.
I FRONTI APERTI
L’unica certezza, al momento, è rappresentata dal cosiddetto “sottofrana” di Castrocucco che continuerà a consentire il passaggio anche ai mezzi pesanti dalle 6.30 alle 21 fino alla riapertura della Sp3, in riferimento alla quale la Regione si è impegnata ad arrivare ad una soluzione «nel più breve tempo possibile». Rimangono le polemiche per quello che lo stesso Albanese ha definito «un evento inatteso» che imporrà «un ulteriore innalzamento del livello di sicurezza su un tracciato che è stato giocoforza realizzato in zona R4 e che sconta tutte le criticità connesse a questa classificazione». Con la sigla R4 si intende la zona rossa per il rischio da dissesto idrogeologico, estesa dopo la frana sul Monte Serra del 30 novembre del 2022.
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IL PERCORSO ALTERNATIVO
Chiaramente, il percorso alternativo è stato quindi realizzato in deroga ma nessuno si aspettava la caduta di materiale roccioso proprio in quel punto, ritenuto evidentemente meno pericoloso come dimostra la presenza unicamente di una rete di protezione e non di vere barriere paramassi che, adesso, sicuramente verranno estese. Tuttavia, il primo cittadino ha difeso il bypass definendolo «strategico nel contesto di medio/lungo periodo» rispetto «alla necessaria chiusura del sottofrana ed ai tempi di realizzazione della galleria».
LE PAROLE DEL COMITATO “MO BASTA”
Di parere diametralmente opposto il comitato “Mo Basta”, che considera invece inutile quest’opera costata 5 milioni di euro e già interrotta dopo essere stata aperta – va ricordato, tra ritardi e polemiche – appena lo scorso 16 settembre. «Avevamo espresso forti perplessità e denunciato le criticità di questa scelta, venendo definiti “gufi” dall’assessore regionale. Oggi non c’è nulla di cui essere soddisfatti, ma soltanto rabbia nel constatare quanto sta accadendo», fa sapere il Comitato. «Non è accettabile che, a quasi quattro anni dalla frana di Castrocucco, una comunità debba vivere nell’incertezza a ogni ondata di maltempo. Come Comitato di assumersi le proprie responsabilità. Nessuno può chiamarsi fuori da quanto sta accadendo. Non abbiamo bisogno di solidarietà di circostanza, ma di risposte e fatti concreti», aggiungono gli attivisti che chiedono anche di conoscere il progetto della variante in galleria, che secondo l’assessore regionale Pepe dovrebbe essere completata entro il 2030.
FRANA A MARATEA, INSORGE L’OPPOSIZIONE IN REGIONE
Dopo la chiusura del bypass l’opposizione in Consiglio regionale è letteralmente insorta. Lacorazza, capogruppo del Pd, ha anticipato il deposito di una richiesta di audizione dei vari soggetti istituzionali coinvolti, mentre, le consigliere pentastellate, Araneo e Verri, hanno attaccato l’assessore Pepe. Sull’emergenza viabilità a Maratea è intervenuto anche Enzo Amendola, deputato del Partito democratico della Basilicata che ha annunciato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini.
LA PRESA DI POSIZIONE DI AMENDOLA DEL PD
«È inaccettabile che il bypass di Castrocucco, aperto al traffico appena il 16 settembre, sia stato già chiuso dopo la caduta di un masso, con pesanti ripercussioni sulla mobilità e sull’accessibilità di Maratea. La doppia interruzione della Statale 18, insieme alla chiusura della Provinciale 3 tra Maratea e Trecchina, ripropone una situazione di fragilità e isolamento che cittadini, amministratori e operatori economici non possono più sopportare.
Su questo il gruppo consiliare del Pd in Regione ha già chiesto una audizione urgente – dichiara Amendola – Chiediamo al governo e ad Anas provvedimenti urgenti per garantire la sicurezza e la continuità dei collegamenti, verificando eventuali criticità progettuali o esecutive. Ma soprattutto vogliamo chiarezza sulla galleria definitiva di Maratea-Castrocucco: a quasi quattro anni dalla frana del novembre 2022, non è accettabile che non ci siano informazioni trasparenti sullo stato della progettazione, sulle risorse annunciate per 60 milioni di euro e su un cronoprogramma con scadenze verificabili. Servono risposte concrete e tempi certi, non altre promesse», conclude.
IL CASO POLITICO
Insomma, una situazione sicuramente calda sia da un punto di vista politico che dei commenti via social. «Assolutamente da stigmatizzare, invece, è lo sciacallaggio pseudo politico e social cui stiamo assistendo in queste ore. Nessuno ha bisogno di essere difeso – scrive ancora Albanese – ma, se, da un lato, sono gli atti amministrativi che parlano (innanzitutto gli innumerevoli – ed assolutamente non scontati – finanziamenti che a ogni evento vengono stanziati dagli Enti sovraordinati, oltre che da Anas Spa, per le nostre criticità, piuttosto che le progettualità ed i cantieri avviati di conseguenza) e che purtroppo scontano gli atavici problemi della burocrazia italica, sia sotto il profilo della tempistica dilatata che delle mille variabili di un appalto, sotto altro profilo non è ulteriormente tollerabile che alcuni sciacalli da tastiera continuino a gettare fango ed insinuare malaffare sulla gestione di tutte queste criticità.
È doveroso che queste condotte vengano denunciate alle autorità preposte, per essere perseguite per quello che sono, diffamazione aggravata».
I PERCORSI ALTERNATIVI MAI ATTIVATI
A fare discutere anche le proposte su presunti vecchi percorsi alternativi, che non hanno mai visto la luce. «Nella massima considerazione terrò, invece, i suggerimenti di andare a ripescare le vecchie progettualità di percorsi alternativi – sottolinea Albanese – di cui ho sempre sentito parlare senza aver avuto, però contezza di atti o progetti, come il collegamento tra le nostre frazioni montane e la Statale 585 piuttosto che la Maratea/Trecchina/Nemoli, così da sciogliere ogni dubbio innanzitutto sulla loro concreta fattibilità».
Il Quotidiano del Sud.
Frana sul bypass da 5 milioni. È bufera politica a Maratea