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Ancora un brusco risveglio per l'area dei Campi Flegrei e per l'intera città di Napoli. Alle 05:50 di questa mattina, giovedì 21 maggio 2026, la terra è tornata a tremare con intensità all'interno della caldera vulcanica flegrea. I sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno registrato un evento sismico di magnitudo Md 4.4, localizzato dalla Sala Operativa dell'Osservatorio Vesuviano a una profondità estremamente superficiale, pari a circa 3 chilometri (± 1 km).
Il terremoto è stato avvertito distintamente non solo a Pozzuoli (epicentro calcolato a circa 5 km a Sud della città), ma in tutti i quartieri di Napoli, dalle zone più vicine come Bagnoli e Fuorigrotta fino all'area collinare del Vomero e al centro storico.
L'articolo prosegue dopo l'infografica. I dati geofisici dell'Osservatorio Vesuviano
Per capire la dinamica di questa scossa è necessario guardare agli ultimi dati ufficiali diffusi dall'INGV nel recente bollettino settimanale. L'evento di questa mattina si inserisce nel contesto della persistente attività di bradisismo (il lento sollevamento o abbassamento del suolo legato alle dinamiche idrotermali e magmatiche del sottosuolo).. I parametri chiave tenuti d'occhio sono la velocità di sollevamento e la frequenza sismica. Per quanto riguarda il primo, dagli inizi di febbraio 2026, i livelli registrati nella zona di massima deformazione (area Solfatara/Pozzuoli) si attestano su valori di circa 10 ± 3 mm/mese; per quanto concerne la frequenza sismica precedente, nella settimana dall'11 al 17 maggio l'area aveva fatto registrare una "relativa calma" con soli 32 terremoti (il picco massimo era stato di Md 2.6). La scossa odierna rappresenta quindi un picco improvviso nel rilascio di energia elastica.
Un altro parametro importante riguarda l'attività geochimica: i sensori confermano una tendenza di lungo termine di riscaldamento del sistema idrotermale. La temperatura della fumarola "BG" nel cratere della Solfatara ha mostrato un progressivo aumento, registrando nell'ultimo periodo una temperatura media di circa..
Il punto della situazione: lo scenario attuale
Secondo le relazioni scientifiche dell'INGV l'aumento dei flussi di gas e il riscaldamento delle rocce superficiali riducono la resistenza della crosta, facilitando le fratturazioni improvvise (che sono i terremoti che avvertiamo in superficie).
Ma dunque c'è il rischio di un'eruzione?
Nonostante l'intensità della scossa di magnitudo 4.4, l'attuale quadro dell'attività vulcanica monitorato h24 dall'Osservatorio Vesuviano non evidenzia elementi che suggeriscano evoluzioni magmatiche repentine o passaggi a scenari eruttivi a breve termine. Il fenomeno resta guidato dalla pressione del sistema idrotermale sotterraneo.
L'attenzione dei vulcanologi resta massima sulle stazioni della rete GNSS (il sistema satellitare che traccia le deformazioni millimetriche del suolo) per verificare se la forte scossa di questa mattina provocherà o meno un'accelerazione localizzata del sollevamento del suolo nei prossimi giorni..
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