Fisso e gettoni, quanto guadagnano gli arbitri in Serie A
- Postato il 29 aprile 2026
- Di Panorama
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Non sono professionisti ma si comportano come tali, arrivano a guadagnare oltre 150mila euro (lordi) a stagione se scendono in campo con continuità e hanno un curriculum ricco. Ecco cosa c’è nella busta paga – termine improprio perché non sono dipendenti dell’AIA – dei fischietti italiani. Cifre legate al rendimento e alle decisioni degli organi tecnici perché la somma portata a casa alla fine dell’anno è strettamente legata al numero e alla qualità di presenze in campo o nella sala Var di Lissone.
Soldi che spiegano, non giustificano, il clima di tutti contro tutti che da sempre attraversa il mondo arbitrale. Chi sbaglia paga, non solo metaforicamente. Essere sospesi o fermati per una o più settimane a seguito di un errore grave incide molto sui compensi e ancora di più lo fanno i giudizi degli osservatori (8,70 il voto più alto e 8,20 quello più basso) attraverso i quali viene redatta la graduatoria che porta alle promozioni, conferme o dismissioni.
Arbitri, ecco quanto guadagnano in Serie A e B
Come sono pagati gli arbitri della Can di Serie A e Serie B? Il sistema prevede due livelli di retribuzione: un fisso stagionale e il gettone presenza calibrato a seconda della prestazione richiesta. Non tutti guadagnano allo stesso modo. Partiamo dal compenso fisso che rappresenta la base per tutti: gli arbitri con qualifica internazionale hanno un assegno stagionale da 90mila euro (lordi) che scende a 60mila per chi non è internazionale ma ha almeno 50 presenze nel massimo campionato e si riduce a 30mila per i più giovani con meno di 50 presenze. Stesso meccanismo, con cifre da 7.000 a 27.000 euro, per gli assistenti.
A questi soldi si aggiungono i gettoni presenza per le singole prestazioni. La differenza tra Serie A e Serie B è marcata ed è alta anche quella tra chi va in campo e chi siede nella sala Var di Lissone dove, però, in quasi tutti i week end molti varisti sono impegnati una volta come Var e una come aVar (assistenti al Var), sommando così due gettoni. Va ricordato che negli organici della stagione in corso c’erano 42 arbitri, 74 assistenti, 21 VMO (Video Match Officials) e 4 assistenti VMO.
Il gettone per una partita di campionato di Serie A è di 4.000 euro per l’arbitro di campo, 1.400 euro per l’assistente (guardalinee) e 500 euro per il quarto ufficiale che staziona tra le panchine. In sala Var un match del massimo torneo vale 1.700 euro al Var e 800 come aVar.
In Serie B le cifre sono pressoché dimezzate: 2.000 euro per l’arbitro di campo, 600 euro per l’assistente e 200 euro per il quarto ufficiale, 800 euro per il Var e 400 per l’aVar. La particolarità è che non c’è distinzione di importanza di partita: Inter-Juventus o Napoli-Roma valgono come ogni altro match del campionato e vengono retribuite allo stesso modo.
Per la Coppa Italia il sistema prevede, invece, una progressione con il passare dei turni. La finale che si disputa allo stadio Olimpico di Roma ha un valore economico equiparabile a quello di una sfida di campionato mentre nei turni precedenti il gettone è inferiore anche in maniera significativa.
Quanto guadagnano gli arbitri nel resto d’Europa
Gli arbitri italiani guadagnano troppo o troppo poco? La risposta è nel mezzo, considerando che si tratta di “professionisti” di fatto che gestiscono eventi attorno ai quali ruota un business da centinaia di milioni di euro. Per quanto incassino, soprattutto nei big match sono i meno pagati tra tutti i protagonisti che scendono in campo o siedono in panchina. Un esempio: Pinsoglio che è il terzo portiere della Juventus ha un ingaggio di circa 300mila euro lordi e non gioca praticamente mai.
Il confronto con il resto dei campionati top d’Europa colloca la categoria italiana a metà della forbice. Il torneo più ricco per i suoi fischietti è la Liga spagnola dove la parte fissa può arrivare a valere 167.000 euro per gli internazionali e il gettone presenza per chi dirige in campo è di poco superiore ai 4.800 euro. Tutti valori al lordo. Nella Bundesliga tedesca il fisso è 87.000 euro e il gettone presenza 5.800.
Meno favorevoli le cifre della Premier League inglese (118.795 euro fissi e 1.065 a prestazione) e della Ligue1 francese (82.728 euro per la stagione e 3.124 ogni match). Il meccanismo, però, è lo stesso e anche altrove vige la regola di fondo: più arbitri e più resti nel sistema, più hai accesso ai guadagni.