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Fisco, conto corrente pignorato a tempo record: ecco chi rischia

  • Postato il 28 maggio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 3 min di lettura
Fisco, conto corrente pignorato a tempo record: ecco chi rischia
Fisco, conto corrente pignorato a tempo record: ecco chi rischia

Una stretta nel recupero crediti da parte dell'agenzia delle Entrate-Riscossione: la sostanza? I pignoramenti sul conto corrente dei cattivi pagatori potranno essere effettuati in modo molto più agile e rapido. Nel mirino finiscono cartelle esattoriali lasciate in sospeso, rateizzazioni decadute, imposte non versate e perfino tributi locali o bolli auto rimasti insoluti.

La novità più rilevante, come detto, riguarda soprattutto la velocità con cui il Fisco riesce oggi a individuare conti correnti e disponibilità finanziarie dei contribuenti morosi. Grazie all'incrocio digitale delle banche dati e all'utilizzo di strumenti telematici sempre più avanzati, l'agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare le procedure esecutive in tempi molto più stretti rispetto al passato.

 

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Il rischio non riguarda soltanto grandi aziende o debitori milionari. Anche somme relativamente contenute, accumulate nel tempo tra multe, Tari, contributi previdenziali o tasse non saldate, possono trasformarsi in un pignoramento del conto. A essere considerati più esposti sono lavoratori autonomi, professionisti, titolari di partita Iva e piccole imprese che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con costi in aumento e margini ridotti. Per le aziende, tra le posizioni più a rischio ci sono Iva non versata, contributi arretrati e imposte sui redditi rimaste insolute.

Quando scatta il pignoramento, parte delle somme presenti sul conto può essere congelata, con conseguenze immediate sulla gestione delle spese quotidiane e dell'attività lavorativa. Restano comunque alcune tutele previste dalla legge: stipendi e pensioni accreditati sul conto non possono essere bloccati integralmente, ma solo entro determinati limiti.

 

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Per evitare di arrivare all'azione esecutiva, molti contribuenti scelgono la rateizzazione del debito. Una volta approvato il piano e rispettate le scadenze, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione sospende normalmente le procedure di recupero forzato. Importante anche verificare la correttezza delle richieste fiscali: in alcuni casi possono emergere errori negli importi, notifiche irregolari o debiti ormai prescritti. Inoltre, alcune cartelle potrebbero rientrare nelle procedure di rottamazione previste dalla normativa.

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Autore
Libero Quotidiano

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