Fino al 2 giugno al Porto Antico c’è Street Food Fest, il tema conduttore è “quello che resta”
- Postato il 31 maggio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Ha preso al Porto Antico di Genova la decima edizione dello Street Food Fest, la manifestazione organizzata dal collettivo Rasterman che fino a martedì 2 giugno porta nel cuore della città oltre 20 ristoratori e produttori locali, un ricco calendario di eventi e il tema “Quello che resta”, dedicato a una riflessione sul valore di ciò che normalmente viene considerato scarto.
L’edizione 2026 è realizzata con il sostegno di Camera di Commercio Genova, Confcommercio Genova e Genova e Liguria Gourmet, con la partecipazione di Slow Food Genova.
La manifestazione si conferma un appuntamento consolidato capace di intrecciare territorio, creatività e culture gastronomiche differenti, creando uno spazio di incontro tra identità locali, contaminazioni internazionali e nuove sperimentazioni culinarie. Cinque giorni dedicati allo street food in tutte le sue forme, con i ristoratori liguri protagonisti di una proposta attenta alla qualità. Fino a martedì 2 giugno il festival si sviluppa tra pranzo e cena, trasformando il Porto Antico in un ristorante a cielo aperto e in un punto d’incontro tra pubblico e cultura del cibo.
Il tema della decima edizione
Il tema scelto per il 2026 è “Quello che resta”, un invito a spostare lo sguardo su quella parte del cibo che solitamente non arriva nei piatti e non entra nei menù. Non solo scarti, ma tutto ciò che viene escluso per abitudine, estetica o selezione: una materia spesso invisibile che può invece diventare occasione di creatività e trasformazione. “«Abbiamo scelto di lasciare che il cibo racconti un’altra storia – spiega Paolo Ficai del collettivo Rasterman – perché non si tratta unicamente di ridurre lo spreco, ma di capire perché lo consideriamo scarto”.
In questa prospettiva, lo Street Food Fest si propone come uno spazio in cui rimettere in circolo nuovi significati. “Sempre più studi mostrano che lo spreco alimentare non è solo un problema di filiera o di logistica, ma di percezione: decidiamo cosa è buono e cosa è da buttare molto prima che intervenga qualsiasi necessità reale. In questo senso – prosegue Ficai – lo spreco diventa una costruzione culturale. In questa decima edizione ciò che normalmente resta ai margini può diventare centro. Non si parla di spreco come colpa né di recupero come soluzione, ma di possibilità: perché quello che resta, se lo guardiamo abbastanza a lungo, non è mai davvero uno scarto”.
La proposta gastronomica
Il cuore della manifestazione sono ristoratori e produttori locali, che portano in piazza una selezione di proposte dolci e salate pensate per raccontare il territorio attraverso il linguaggio immediato dello street food. Accanto alle numerose realtà già presenti nelle scorse edizioni, il pubblico può scoprire nuove contaminazioni e cucine internazionali, in un percorso che spazia dalla tradizione ligure alle reinterpretazioni contemporanee. Come ogni anno, l’obiettivo è costruire un’offerta capace di incontrare gusti, culture e sensibilità differenti.
Tra le novità dell’edizione 2026 Brisas Peruanas, premiato quest’anno come miglior ristorante peruviano in Italia, mentre la cucina vietnamita è rappresentata da Big Belly e quella giapponese da Edokko – Tokyo Onigiri Street. Tra i piatti che interpretano il tema dell’edizione “Quello che resta”, Osteria Maniman presenta un panino in cui il nero di seppia fatto in casa nasce dal recupero dell’inchiostro della seppia. A completare il panorama delle novità sono Tasche Piene, pan pizza ripieni con gusti ispirati ai sapori italiani, Gioia Bistrot, con i suoi bun creativi e lo storico Caffè degli Specchi.
Tra le conferme delle scorse edizioni tornano la cucina ligure de Il Genovese 1912, le reinterpretazioni creative dei piatti della tradizione della trattoria Il Rosmarino e la filosofia sostenibile di Asini & Basilico. Il pesce è protagonista allo stand di Ermana Ittiturismo, mentre la carne è al centro delle proposte di Macelleria Dealti e Rossocarne. Presenti anche le focaccette farcite di Nonno Giuan, i ravioli della cucina cinese contemporanea di Dim Sum Tang e i sapori “contadini” firmati OrtoBee.
Sotto il tendone di Piazza delle Feste torna anche Lo Scalo, che accompagna i visitatori alla scoperta dei sapori della Sicilia, Sale e Dede, laboratorio gastronomico che intreccia gusto, ricerca ed emozione. Il lato dolce della manifestazione è affidato a Patisserie 918 con le sue creazioni d’ispirazione francese e al gelato di Ciarapica.
Non manca infine l’area beverage: i cocktail portano la firma di Les Rouges e Gradisca, mentre vino e birra delineano un percorso dedicato tra degustazioni, produttori selezionati e storie di territori. All’interno dello Street Food Fest trova spazio Il Villaggio del Vino, un’area dedicata alla scoperta di cantine selezionate: ogni giorno sono ospitate due realtà differenti che accompagnano il pubblico verso le proprie etichette attraverso racconti, origini e filosofie produttive.
Tra le attività presenti Ca’ Rugate, storica cantina della Valpolicella e del Soave, Cascina Corte con i suoi vini biologici delle Langhe, i vini eleganti de Le Vedute e La Stellara, la personalità delle etichette di Vini Colombo. Ad alternarsi nel corso della manifestazione anche l’azienda vinicola Durin, dove la Liguria incontra il carattere autentico del Pigato e del Vermentino e le proposte raffinate e contemporanee di Monchiero Carbone dal Roero.
Lo stand dedicato alla birra propone, invece, un viaggio tra birrifici selezionati e produzioni di alta qualità, con particolare attenzione alle realtà capaci di raccontare tradizione, ricerca e cultura brassicola. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 Riegele, storico birrificio bavarese riconosciuto a livello internazionale. Un’esperienza pensata non solo per degustare, ma anche per conoscere da vicino produttori, territori e culture del bere di qualità.
Gli eventi in programma
Accanto all’offerta food & beverage, nel corso della manifestazione è in programma un calendario di appuntamenti in scena sul palco centrale sotto il tendone di Piazza delle Feste, pensati per arricchire l’esperienza del pubblico e approfondire il rapporto tra cibo, cultura e territorio.
Il filo conduttore dell’edizione 2026, “Quello che resta”, guida gran parte degli eventi, esplorando il legame tra recupero, reinterpretazione e creatività in cucina. Dai laboratori agli showcooking che lavorano sulla trasformazione degli ingredienti e sulla valorizzazione delle eccedenze, la manifestazione propone momenti di confronto e sperimentazione pensati per raccontare una nuova prospettiva sul cibo.
Domenica 31 maggio la trattoria Rosmarino, con lo chef Alessandro Massone e con l’autore Pierdomenico Cariello, porta sul palco “From Pit to Bun – L’America del Pulled Pork” (ore 12), un appuntamento che intreccia cucina e racconto con la presentazione del libro “Andata e ritorno”. Nella stessa giornata alle ore 12.45 il professor Andrea Cresta dell’Istituto Bergese affronta il tema della certificazione delle competenze a partire dal cappon magro, piatto tipico della cucina ligure, mentre la Federazione Italiana Cuochi insieme al Dipartimento di Solidarietà ed Emergenza propone una sequenza di showcooking dedicati al rapporto tra cucina, regolamentazione e gestione delle emergenze (ore 18).
Lunedì 1° giugno il programma approfondisce il rapporto tra tradizione e cucina del recupero: dagli arancini e dalla caponata raccontati nell’incontro “La Sicilia che recupera” (ore 12), accompagnato dalla presentazione del libro “Il gattoladro”, fino alla reinterpretazione contemporanea firmata Sale e Dede, che porta una pasta ai frutti di mare e patate costruita attorno alla valorizzazione degli ingredienti (ore 12.45). Con Slow Food Genova, Simone Circella de La Brinca racconta invece la torta di verdure della tradizione ligure e il riutilizzo degli avanzi nella cucina contadina (ore 13.30), mentre il professor Pastorino dell’Istituto Bergese approfondisce il tema delle verdure ripiene come simbolo della cucina domestica del territorio (ore 14.15). Spazio anche alla presentazione di Slow Food Genova (ore 17) e alle preparazioni dal vivo con Luca Panozzo della gelateria 100% Naturale di Chiavari e il suo gelato “Albedo e mandorle” (ore 18) e con Natalia Mazzola che propone la pappa al pomodoro (ore 18.45), simbolo di una cucina capace di far evolvere ciò che resta in una nuova occasione di gusto.
Martedì 2 giugno si inizia con la degustazione “La Sosta della Tartaruga” (ore 12.30), che accompagna il pubblico alla scoperta di una realtà all’avanguardia. La giornata prosegue con “Il giorno dopo: dal Croissant al Amandine” firmato 918 Patisserie (ore 13.15), con lo showcooking dello chef Max Forno dell’Hotel Savoia con le sue lattughe ripiene di pescato con fumetto al miso di riso, un dialogo tra recupero e contaminazione gastronomica (ore 14), e con il laboratorio di mochi e crocchette di riso curato da Daichi (ore 14.30).
Tutti gli eventi sono gratuiti. Il programma completo è disponibile su www.streetfoodgenova.it
Fuori Street
A fare da cornice al programma principale dello Street Food Fest, quest’anno si tiene l’iniziativa Fuori Street, il format che riunisce tre appuntamenti speciali dedicati alla musica e alla cultura urbana. In calendario domenica 31 maggio, lunedì 1 e martedì 2 giugno, gli eventi trasformano la chiatta galleggiante del Banano Tsunami in uno spazio di incontro tra dj set, street food e socialità affacciata sul mare. Ogni appuntamento è accompagnato da una proposta gastronomica dedicata pensata per il daytime, disponibile dalle 12 alle 17.
Si parte domenica 31 maggio con Discomerenda, progetto firmato dal collettivo Tempo e nato dall’idea di un “soft clubbing” pomeridiano tra musica, convivialità e dj set con Ale Bavo e Filoq. Lunedì 1° giugno spazio a Lnz Sound System, powered by NoOx Worldwide, community che valorizza le nuove generazioni musicali liguri attraverso sonorità urban, elettroniche e contaminazioni cross-culturali. A chiudere il programma martedì 2 giugno è Free Soul – 15th Anniversary Party, una giornata speciale dedicata ai quindici anni di una delle realtà più rappresentative del clubbing genovese, con una lineup che riunisce alcuni dei protagonisti storici del progetto tra chiatta open air e “Club di Vetro”, spazio dedicato alle selezioni in vinile.
Informazioni utili
L’ingresso alla manifestazione è libero e gratuito. Fino a martedì 2 giugno lo Street Food Fest è aperto dalle ore 12 alle 24. Un’occasione per vivere Genova e il Porto Antico tra proposte gastronomiche, eventi e momenti di approfondimento durante il ponte festivo. Il programma completo, con il dettaglio degli espositori e degli eventi, è disponibile su www.streetfoodgenova.it.