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Finn si prende il Giro Next Gen, l’Italia ritrova la speranza per il futuro ma i paragoni con Pogacar e Seixas sono pericolosi

  • Postato il 22 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Finn si prende il Giro Next Gen, l’Italia ritrova la speranza per il futuro ma i paragoni con Pogacar e Seixas sono pericolosi

Uno squarcio di speranza sul ciclismo italiano. Gli ultimi anni sono stati piuttosto avari di soddisfazioni per i corridori del nostro paese. La presenza nel circuito internazionale è ancora nutrita ma non di qualità come era un tempo. Nel ciclismo dominato da Tadej Pogacar, prova a ritagliarsi un ruolo anche Lorenzo Mark Finn che ha conquistato la vittoria del Giro d’Italia Next Gen 15 anni dopo Mattia Cattaneo.

Finn, la vittoria al giro da dominatore

Era il grande favorito della vigilia e Lorenzo Finn nonostante la pressione non ha deluso le aspettative. Dopo essersi laureato campione del Mondo junior nel 2024 ed essersi ripetuto nella categoria under 23 nel 2025, ora arriva anche il successo al Giro Next Gen. Il ligure diventa il primo italiano ad alzare il trofeo dal 2011 quando sul gradino più alto del podio era salito Mattia Cattaneo ed è il primo a vincerlo con la nuova denominazione di Next Gen. Una prova esaltante quella di Lorenzo che dopo aver giocato d’attesa nelle prime tappe, ha preso il controllo delle operazioni appena la strada ha cominciato davvero a salire, vittoria nella tappa di Monte Licata che gli ha permesso di mettere le mani sulla maglia rosa e poi chiusura in bellezza con la vittoria a cronometro a L’Aquila che ha suggellato anche il suo successo nella classifica generale.

I pericolosi paragoni con Seixas e Pogacar

Quando si parla di atleti molto giovani, il rischio molto spesso è quello di caricarli troppo presto di aspettative molto alte. A livello giovanile Finn ha dato vita a una rivalità molto bella con il francese Paul Seixas che è stato anche capace di battere ma le traiettorie dei due per il momento appaiono diverse. Il transalpino già si è affacciato in maniera molto convincente al mondo dei “grandi” con la vittoria al Giro dei Paesi Baschi e quella ancor più importante nella Freccia Vallone. Ora il 19enne sarà anche capitano della Decathlon al prossimo Tour de France con il peso di tutto il paese sulle spalle.

Finn ha intrapreso un percorso diverso, ha deciso di prendersi più tempo prima di fare il salto definitivo a livello pro ma su di lui è inevitabile che le aspettative siano alte. Il talento lo ha dimostrato già in moltissime occasione ma tra i senior toccherà fare un nuovo salto di qualità. Per il momento c’è stato solo qualche assaggio del circuito maggiore ma è evidente che su di lui ci sono grandi aspettative. L’Italia cerca da tempo un corridore capace di rivaleggiare con i migliori nelle grandi corse a tappe ma in questo momento i paragoni con Seixas o addirittura con Pogacar possono essere pericolosi.

Piganzoli e Pellizzari tornano a brillare

E’ stata una settimana molto intensa per il mondo del ciclismo. In contemporanea con il Giro Next Gen sono andate in scena tante corse a tappe in giro per l’Europa e un po’ di Italia l’abbiamo vista. Giulio Pellizzari ha ritrovato il sorriso in Slovenia dove ha fatto da scudiero a Florian Lipowitz chiudendo al secondo posto alle spalle del compagno di squadra che ha vinto due tappe e la classifica generale. Per il ciclista di Camerino un modo per scacciare la delusione dopo un Giro d’Italia al di sotto delle aspettative.

Settimana importante anche per Davide Piganzoli. Il 23enne di Morbegno ha conquistato una vittoria di tappa e la classifica generale nella Route d’Occitanie dimostrando tutte le sue qualità dopo il Giro in cui ha dato una grossa mano a Jonas Vingegaard. Qualità importanti che potrebbero spingere la Visma a dargli una possibilità, anche un po’ a sorpresa, nel prossimo Tour de France.

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Virgilio.it

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